Eurasia più potente: La SCO include due nuove potenze nucleari. L’Eurasia ha il suo G8

G8 EurasiaAstana, in Kazakistan, ha ospitato lo storico vertice dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai. Storico perché per la prima volta dalla fondazione l’organizzazione ha nuovi membri. Ora include due altre potenze nucleari, India e Pakistan. Inoltre la SCO riunisce quasi la metà della popolazione mondiale.

Secondo il rappresentante russo al vertice Vladimir Putin, tutto ciò renderà l’organizzazione più influente, e non solo in Eurasia. Evidenza visibile della crescente autorità della SCO, per la prima volta al vertice c’era il segretario generale delle Nazioni Unite. I sei Paesi fondatori ne hanno aggiunto due all’organizzazione, India e Pakistan.

Quindi, la mappa geopolitica del mondo ha ora un nuovo “grande otto”. Nel cerimoniale compaiono i primi ministri indiano e pakistano, insieme ai leader di Russia, Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. Può sembrare una formalità da protocollo, ma è il quadro della struttura più potente dell’Eurasia. Recentemente, sembrava che il dialogo tra India e Pakistan non fosse possibile. Sono Paesi dalle relazioni storicamente difficili e con controversie territoriali. I grandi otto riuniscono quasi la metà della popolazione mondiale e generano un quarto del PIL globale.

“Nei Paesi dello SCO operano cellule dello SIIL, come mostra l’indagine sull’attentato in Russia a San Pietroburgo. Secondo i resoconti, lo SIIL pianifica la destabilizzazione in Asia centrale e nelle regioni meridionali della Russia. Di conseguenza, va rafforzato il coordinamento dei servizi speciali della SCO“, dichiarava il Presidente Vladimir Putin. “La Russia è all’avanguardia nella lotta al terrorismo, in particolare in Siria. Sappiamo che questa è la giusta richiesta per sostenere i nostri sforzi comuni nel combattere il terrorismo, in particolare in Afghanistan, vicino dell’Asia centrale”, dichiarava il Presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbaev. L’Afghanistan è attualmente Stato osservazione presso la SCO.

Rispondendo ai giornalisti, Putin ha detto che nessuno al mondo potrà sopravvivere a uno scontro tra Stati Uniti e Russia. “Assai corretta e puntale, la caratteristica della SCO è che non permetterà la destabilizzazione del mondo“, dichiarava il Presidente della Bielorussia Alelsandr Lukashenko. L’enorme potenziale economico regionale veniva sottolineato dal leader cinese Xi Jinping. Il suo progetto “Via della Seta” si riferisce ai nuovi corridoi tra Asia e Europa e alla futura area di libero scambio. “Chiediamo di semplificare le procedure commerciali, di sviluppare un programma coordinato sulle autostrade, creare l’Unione dei centri economici ed associazioni imprenditoriali“, dichiarava il Presidente Xi Jinping.

I leader hanno utilizzato il vertice come piattaforma per i contatti bilaterali. Putin ha parlato con il Presidente della Mongolia e con il Primo Ministro Sharif su progetti congiunti. Il padiglione russo è uno dei più grandi dell’area espositiva, illustrando l’energia nucleare e le possibilità dell’Artico russo, rompighiaccio e centrali nucleari galleggianti per alimentare villaggi remoti. L’esposizione rimarrà per 3 mesi, e sarà visitata da più di 2 milioni di visitatori.

Il presidente russo ha partecipato al vertice dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai a Astana. I leader della SCO hanno firmato la convenzione sulla lotta all’estremismo e sostenuto l’adesione di India e Pakistan nella struttura. Nel 2017, la SCO include Russia, Cina, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e Kazakistan. India e Pakistan sono ormai pieni aderenti, dopo due anni di preparazione. “Va ripetutamente detto che la principale minaccia alla sicurezza degli Stati aderenti alla SCO è soprattutto il terrorismo: la lotta contro tale male è importante, unendo gli sforzi della comunità internazionale“, dichiarava Vladimir Putin aprendo la riunione. “Nell’ambito della nostra organizzazione e delle sue agenzie specializzate, è in corso un lavoro congiunto e nello stesso tempo creiamo un’interazione altrettanto efficiente con altri partner, all’esterno della nostra organizzazione, vediamo cosa succede in Siria, Iraq, Afghanistan, Medio Oriente in generale e devo dire che la situazione politica negli Stati Uniti non è favorevole a garantire che il lavoro internazionale sia costruttivo e sistematico”. “Secondo i rapporti, lo SIIL prepara nuovi piani per destabilizzare l’Asia centrale e le regioni meridionali della Russia, per cui dobbiamo rafforzare il coordinamento dei servizi speciali dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai, inclusa la struttura antiterroristica regionale“, sottolineava Putin.

Vladimir Putin ha anche proposto di affidare ai Ministri degli Esteri degli Stati aderenti alla SCO l’elaborazione delle opzioni per risolvere la crisi in Afghanistan, osservatore nell’organizzazione. “Riteniamo importante riprendere il lavoro del gruppo di contatto Organizzazione della Cooperazione di Shanghai – Afghanistan”, sospeso nel 2009. A quanto pare, non tutti i Paesi della NATO vogliono esservi coinvolti. Quasi nessuno vuole tornare alla modalità piena“. La riunione proseguiva con la partecipazione dei capidelegazione dei Paesi osservatori della SCO e delle organizzazioni internazionali.

Il capo del Comitato Esecutivo della Struttura Regionale Antiterrorismo della SCO, Evgenij Sysoev, affermava che attraverso il coordinamento delle azioni nell’organizzazione si è riuscito ad impedire 40 crimini terroristici, inclusi 16 attentati. In totale, sono stati arrestati 100 membri di organizzazioni estremiste. Allo stesso modo, il Segretario Generale della SCO Rashid Alimov dichiarava che i Paesi aderenti appoggiano l’idea cinese dell’integrazione “One Belt – One Way“.

Articolo originale: fort-russ.com / Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora   www.ecplanet.com

L’obiettivo della Russia è la de-dollarizzazione

De-dollarizzazioneLa Russia è in procinto di fare un altro passo importante verso la liberazione del Rublo dal sistema del dollaro. Il Ministero delle Finanze ha appena rivelato che valuta l’emissione di titoli del debito pubblico russo in Yuan.

Questo sarebbe un modo elegante per disancorarsi dalla dipendenza e reagire alle pressioni del terrorismo finanziario del Tesoro USA, rafforzando allo stesso tempo i legami tra Cina e Russia, il peggior incubo geopolitico di Washington.

Il Viceministro delle Finanze russo Sergej Storchak ha annunciato che il suo ministero studia attentamente ciò che sarà necessario per emettere obbligazioni russe denominate in yuan.

L’ultima novità rientra nella strategia a lungo termine di Russia e Cina, colpendo al cuore l’egemonia degli USA, il ruolo del dollaro come principale valuta di riserva mondiale delle banche centrali.

Il dollaro è circa il 60% delle riserve delle banche centrali oggi, seguito dall’euro.

Ora chiaramente la Cina agisce con attenzione, quale prima potenza commerciale mondiale facendo del Renminbi o yuan cinese un’altra importante valuta di riserva, avendo così enormi implicazioni geopolitiche.

Finché il dollaro statunitense è la prima valuta di riserva, il mondo deve di fatto acquistare buoni del Tesoro degli Stati Uniti per le sue riserve in dollari, permettendo a Washington di avere un deficit di bilancio dal 1971, quando il dollaro lasciò il gold exchange standard.

In effetti Cina, Giappone, Russia, Germania e tutti i Paesi con surplus commerciale finanziano il deficit di Washington permettendole di condurre guerre in tutto il mondo.

È un paradosso che Russia e Cina, almeno, siano decise a porvi fine al più presto possibile.

L’anno scorso Russia e Cina firmarono giganteschi accordi energetici 30ennali per fornire petrolio e gas russi alla Cina.

I pagamenti saranno in valute locali e non in dollari. Già nel 2014 l’adozione delle moneta nazionale nel commercio bilaterale tra Cina e Russia è aumentato di nove volte nel 2013.

Lin Zhi, capo del Dipartimento per l’Europa e l’Asia centrale del Ministero dello Sviluppo Economico cinese annunciava a novembre che, “Circa 100 banche commerciali russe aprono conti corrispondenti alle transazioni in yuan. L’elenco delle banche commerciali in cui i depositanti possono aprire un conto in yuan aumenta”. Lo scorso 18 novembre la maggiore banca russa, Sberbank, è diventata la prima banca russa a finanziare lettere di credito in yuan cinesi.

Strategia a lungo termine

Tutto ciò significa che Russia e Cina progettano attentamente una strategia a lungo termine per uscire dalla dipendenza della valuta degli Stati Uniti, cosa che, come le sanzioni dello scorso anno hanno svelato, rendono entrambi i Paesi vulnerabili alle devastanti guerre valutarie statunitensi.

Alla Cina è stata appena concessa, “in linea di principio” dal gruppo dei 7 ministri delle Finanze, l’adozione dello yuan nel paniere di valute del Fondo monetario internazionale che compongono i Diritti Speciali di Prelievo.

Comprendere lo yuan sarà un enorme passo per farne una valuta di riserva internazionale, al tempo stesso indebolendo la quota del dollaro. Le riserve estere della Cina sono prevalentemente crediti in dollari USA, principalmente obbligazioni del Tesoro USA, una debolezza strategica perché in caso di guerra possono essere congelati, come l’Iran sa fin troppo bene.

È indispensabile per la Cina aumentare la quota d’oro delle riserve e diversificare il resto in altre valute. La Cina ha inoltre concordato con la Russia di unificare il nuovo progetto ferroviario ad alta velocità della Via della Seta con l’Unione Economica Eurasiatica.

Allo stesso tempo, Pechino ha annunciato la creazione di un enorme fondo da 16 miliardi di dollari per sviluppare le miniere d’oro lungo la ferrovia che collega Russia, Cina e Asia centrale, suggerendo grandi piani per costruire banche centrali con quote di riserva in oro.

La banca centrale cinese ha notevolmente aumentato le riserve auree negli ultimi anni, sebbene non sia ancora noto se siano superiori alle presunte 8000 tonnellate riserve auree della Federal Reserve.

Ci si aspetta la Cina riveli le riserve d’oro una volta formalmente accettata nel paniere DSP del FMI, forse entro la fine dell’anno.

Nel 2014 Song Xin, presidente della China Gold Association, dichiarò, “Dobbiamo creare la nostra banca dell’oro al più presto possibile… Potrà inoltre aiutare ad acquisire riserve e darci voce e controllo sul mercato dell’oro”. Un fondo settoriale per l’oro con i Paesi della Via della Seta è stato istituito nel nord-ovest della Cina, a Xian, a maggio, guidata dal Shanghai Gold Exchange (SGE) della Banca nazionale cinese PBOC. La Cina è il maggior produttore mondiale di oro.

Tra i 65 Paesi lungo la Cintura economica della Via della Seta numerosi avrebbero importanti riserve e consumatori di oro. Xinhua riferisce che 60 Paesi hanno investito nel fondo, aiutando le banche centrali degli Stati aderenti ad aumentare le riserve in oro.

Il dr. Diedrick Goedhuys, ex-consigliere economico del Reserve Bank del Sud Africa, in una intervista mi ha detto, “voglio sottolineare la qualità unica dell’oro, se visto come risorsa finanziaria è un bene che non dipende da nessuno. Un buono del tesoro, per esempio, è un bene nelle mie mani, ma una passività o debito da rimborsare nei libri del tesoro. L’oro è un bene puro. Il piano di estrazione dell’oro cinese è di grande importanza; un piano a lungo termine che richiederà dieci anni prima che abbia effetti significativi”.

Ora, con Washington e Wall Street sempre più frustrati nell’indebolire Rublo e Renminbi, le due potenze compiono passi da gigante per liberarsi dalle catene dei dollari, una mossa che potrebbe liberare gran parte del genere umano se fatta nel modo giusto.

Autore: F. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, laureato in politica alla Princeton University ed autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook / Articolo originale: journal-neo.org / Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora   www.ecplanet.com

Putin risponde alle sanzioni: petroyuan al posto del petrodollaro

PetroyuanGazprom ha fissato in yuan tutte le operazioni di vendite di crude alla Cina. E Pechino ormai snobba i produttori dell’Opec.

Sarebbe sempre più vicina, a detta di alcuni esperti, la morte del petrodollaro, conseguenza diretta della fine dell’egemonia del biglietto verde, mentre nasce il petroyuan.

I rapporti sempre più stretti tra Russia e Cina hanno portato Gazprom, il gigante russo terzo maggiore produttore di petrolio al mondo, a fissare in yuan tutte le operazioni di vendite di crude alla Cina.

Una risposta alle sanzioni imposte dall’Occidente per il ruolo di Mosca nel conflitto in Ucraina, e una dimostrazione di come la valuta cinese venga sempre più usata dalle aziende russe.

In particolare è stata Gazprom Neft, la divisione petrolifera del colosso, a confermare che, dall’inizio del 2015, le sue esportazioni verso la Cina avvenute attraverso l’oleodotto a est della Siberia sono avvenute in renbimbi.

Lo stesso Ft sottolinea che “altri gruppi energetici russi sono ancora riluttanti ad abbandonare il dollaro nelle vendite di petrolio”; detto questo, il Wall Street Journal mette in evidenza con un grafico come, nel 2014, le importazioni cinesi di crude da alcune grandi nazioni appartenenti all’Opec siano scese (dall’Arabia Saudita è stato riportato un calo -8%, dal Venezuela -11%). Nello stesso arco temporale le importazioni dalla Russia sono invece balzate +36%.

Per non parlare poi del fatto che il collasso dei prezzi del petrolio crude ha provocato il primo flusso in uscita di petrodollari dai mercati finanziari, su base netta, in ben 18 anni.

Tanto che Goldman Sachs ora prevede che l’offerta netta di petrodollari potrebbe crollare di quasi $900 miliardi, nel corso dei prossimi tre anni.

Fonte: (Lna) wallstreetitalia.com  http://www.ecplanet.com