Le previsioni economiche del duo Renzi-Padoan sono smentite da Draghi

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Il governo ha presentato l’aggiornamento del DEF per il 2015, il quale appare più un libro dei sogni che un serio documento di pianificazione economica.

Non ci credete? Bene, vediamo qualche dato del governo e confrontiamolo con quelli che vengono dai principali istituti di ricerca.

PIL: il premier non eletto, spalleggiato dal fido ministro Padoan ha rivisto al rialzo i dati del PIL sia per il 2015 che per il 2016, portandolo rispettivamente a +0,9% (2015) e +1,6% (2016) rispetto ai precedenti +0,6% e +1,4%.

Da dove derivi questo ottimismo non è dato sapere, dato che non più tardi di un paio di settimane fa, il governatore della BCE Mario Draghi aveva parlato apertamente di rallentamento dell’economia e quindi della crescita.

Ora, come l’Italia riesca ad andare in controtendenza con il resto dell’eurozona e, più in generale, dell’economia mondiale, non è dato sapere né il duo Padoan-Renzi ha fornito spiegazioni al riguardo. Draghi non è l’unico ad aver previsto un’economia in rallentamento, con Moody’s che stima la crescita del PIL dei G20 per il 2016 in discesa dal 3,1% al 2,8% medio.

Avanzo primario: il ministro Padoan ha dato numeri da brivido per quanto riguarda l’avanzo primario, ovvero le spese dello stato al netto del pagamento degli interessi sul debito pubblico. È bene ricordare a tutti gli italiani autorazzisti che sono convinti che il nostro paese sia un mostro spendaccione che deve essere colonizzato dai “virtuosi” tedeschi, che l’italico stivale è da 20 anni a questa parte uno dei paesi in assoluto più virtuosi, con avanzi primari costanti ed elevati.

Bene: il ministro Padoan prevede un ulteriore aumento dell’avanzo primario che dovrebbe passare dall’1,7% addirittura al 4% nel 2019! Giusto per darvi un’idea, la Germania ha un avanzo primario del 2,2%, mentre la Francia segna -1,9%, USA -2% e Giappone -6,7%. Come si può arrivare ad un avanzo primario del 4%? Semplice con tagli allo stato sociale, ai servizi in genere ed un inasprimento della pressione fiscale.

Per la cronaca, non è necessario aumentare le aliquote fiscali per aumentare la pressione fiscale: basta tagliare le detrazioni e deduzioni fiscali, per farla aumentare, ed è la strada che ha deciso di intraprendere il governo del premier non eletto, nella speranza che gli italiani non se ne rendano conto.

Flessibilità UE: il duo Renzi-Padoan, tutto gongolante, ha annunciato di aver ottenuto maggiore flessibilità sui parametri UE grazie al fatto che l’italico stivale si è fatto carico di gestire la crisi (ed i relativi costi) relativa ai falsi profughi che ci stanno invadendo.

Complimentoni: sono riusciti a strappare 3,3 miliardi di flessibilità dalla UE quando l’emergenza, stando a stime ottimistiche, ne costerà quasi il doppio. Vi ricordate la barzelletta del sempliciotto cui venivano date 5.000 lire per andare a prendere le sigarette e tornava senza soldi e senza pacchetto? Ecco, direi che non siamo molto lontani da questo, con l’aggravante che i falsi profughi stanno diventando un grosso, grossissimo problema di sicurezza pubblica e lo sarà ancora di più negli anni a venire.

Privatizzazioni: ovviamente non si poteva non pensare alla vendita dell’argenteria di famiglia, che dovrebbe portare in cassa circa 14,4 miliardi di euro in due anni. Come i peggiori padri di famiglia, che anziché incidere sulle uscite (leggasi sprechi), preferiscono vendere i ricordi di famiglia fin che ce ne sono, il ministro Padoan pensa bene di vendere quote di aziende pubbliche decisamente sane, consegnandole nella maggior parte dei casi in mani straniere. Credo non serva aggiungere altro sulla miopia di questo governo.

Da questa breve e sintetica analisi dell’aggiornamento al DEF 2015, appare chiaro come ancora una volta questo governo si dimostri totalmente disancorato dalla realtà e citi numeri sostanzialmente a caso.

Parliamoci chiaro: un avanzo primario del 4% è qualcosa di abnorme, che può essere perseguito solo con politiche di folle austerità, che andrebbero necessariamente ad incidere ancor di più sul tenore di vita dei cittadini, sulla loro salute e la loro sicurezza.

Del pari, ipotizzare un pil in ulteriore aumento rispetto alle stime precedenti quando i principali attori economici stimano l’esatto opposto appare come mero esercizio per indorare la pillola agli italiani del taglio alla sanità appena attuato.

Il guaio è che per un paese come l’Italia, non servono annunci sensazionalistici, serve un governo serio, preparato, capace di affrontare questo disastro con idee chiare e concrete. L’esatto opposto di questo esecutivo sempre più simile ai personaggi del film “L’armata Brancaleone”.

Fonti:http://www.lettera43.it/economia/economiaweb/pil-g20-moody-s-taglia-le-stime-del-2016_43675203551.htm
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Draghi-economia-rallenta-meno-crescita-inflazione-bassa-quantitative-easing-b324ee9b-8c1c-4630-9125-0eb5aa454edb.html?refresh_ce
http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2015-09-19/ecco-nota-aggiornamento-def-tutte-cifre-141532.shtml?uuid=AC7jFv0&refresh_ce=1
http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2014/11/18/-tesoroitalia-tra-primi-per-avanzo-primario-da-20-anni-_b978bbb1-1622-4e7e-b8c0-66e6c84c9899.html

I benefici dell’olio di cocco

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Naturale, nutriente, sano in cucina e per il corpo

Descrizione di L’Olio di Cocco – Libro

Il cocco, d’estate, è fresco e delizioso. L’olio che se ne ricava conserva intatte le sue proprietà e tutto il suo sapore, si conserva facilmente e sa stupire per la molteplicità dei suoi utilizzi.

Non solo cocco: il discorso parte da un ragionamento scientifico sui grassi e gli olii, per capire quali sono più indicati per le diverse preparazioni. Inutile dire che per le autrici, dopo aver scoperto le virtù di quello di cocco, non ci sono stati più dubbi. Resiste alle cotture ad alta temperatura, sprigiona aromi straordinari e in più fa benissimo.

Molto digeribile, si presta a svariate preparazioni, dai dolci alle creme alle insalate più sfiziose. Usato per la cura del corpo dona lucentezza e vigore alla pelle e ai capelli.

Lasciatevi ispirare dalle oltre 30 ricette suggerite nella sezione «gastronomica», e dai trucchi per preparare oli e creme fatti in casa!

In fondo al volume sono riportati consigli e risposte ai dubbi più frequenti, tra i quali quello fondamentale: «Adesso che ho un cocco, come lo apro?».

Dalla Quarta di Copertina

I benefici del consumo quotidiano dell’olio di cocco sono numerosi e importanti ma, spesso, poco conosciuti.

Oltre a essere un grasso vegetale buono e resistente alle alte temperature (lo si può impiegare anche per friggere e in tante ricette sane e gustose, illustrate in fondo al volume), l’olio di cocco possiede parecchie qualità: è digeribile anche da chi ha problemi di stomaco, aiuta a tenere sotto controllo il peso, non aumenta il colesterolo, migliora il metabolismo, previene le malattie del cuore, combatte le infezioni virali e batteriche, riduce l’acne, contribuisce a rimarginare le ferite, dona vigore e lucentezza alla pelle e ai capelli, e l’elenco potrebbe continuare.

Se siete curiosi di scoprire i mille usi di questo alimento naturale ed economico, di facile reperibilità e utilizzo, in questo libro troverete tutto ciò che vi serve: dalle indicazioni utili per acquistare noci di cocco fresche e olio di prima qualità, fino ai consigli su come adoperarlo nelle diverse occasioni.

Indice

Introduzione

La chimica dei grassi
Il ruolo dei grassi nel corpo
Benefici nutrizionali dell’olio di cocco
Proprietà antimicrobiche dell’olio di cocco
Consigli di bellezza
Informazioni e consigli pratici

30 RICETTE

Colazione e dolci
Zuppe e insalate
Primi e secondi
Cereali e contorni
Dessert
Bevande

FONTE http://www.ecplanet.com

Governo tedesco: a questo ritmo i profughi manderanno l’Europa in rovina

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Il segretario del partito socialdemocratico tedesco (Spd, che sostiene il governo Merkel, senza il quale Angela Merkel non ha la maggioranza), Sigmar Gabriel, ha messo in guardia da un fallimento dell’Unione Europea di fronte alla crisi dei rifugiati.

“O gli europei rinsaviscono, o l’Europa andrà alla rovina”, ha dichiarato ieri sera il vice-cancelliere all’emittente televisiva Zdf. Gabriel ha sottolineato come una delle più grandi conquiste del progetto europeo sia proprio l’apertura dei confini alla libera circolazione delle persone, una conquista messa in discussione dai flussi migratori da Africa e Medio Oriente e dalle sfide del terrorismo di matrice islamica.

Sino ad oggi – ha evidenziato Gabriel – lo sviluppo europeo si è alimentato proprio della sostanziale abolizione dei confini interni. “Con gli Stati più forti finanziamo lo sviluppo europeo”, ha dichiarato Gabriel, secondo cui però “tutto questo non funzionerà più se non ci atteniamo alle regole e se i profughi non vengono registrati nei paesi europei di primo approdo (come previsto dai regolamenti di Dublino, ndr)”.

“Posso solo sperare che i capi di Stato e di governo europei acquistino giudizio”, ha concluso l’esponente socialdemocratico.

E in piena emergenza immigrazione anche il ministro tedesco dello Sviluppo, Gerd Mueller, ha preso la parola chiedendo che non solo la Germania, ma l’Europa e il mondo intero impieghino tutte le risorse possibili per assistere i rifugiati nei paesi vicini alla Siria, anziché reagire passivamente al flusso di profughi in arrivo dai balcani.

“Non possiamo sospendere le leggi europee ancora a lungo. Far fronte a questi mastodontici flussi migratori è un compito dell’intera Europa. Al momento la Germania sta accogliendo i due terzi dei profughi siriani arrivati nella Ue: gran parte di questi rimane in Baviera. Abbiamo bisogno di solidarietà, in Germania così come in Europa”, ha dichiarato Mueller, il quale propone “un piano d’emergenza da 10 miliardi di euro con un amministratore per i profughi che gestisca gli aiuti negli Stati confinanti con la Siria”.

E mentre Mueller chiede di aiutare i profughi all’estero, la sua collega a capo del dicastero del Lavoro mette le mani avanti: se a causa dei flussi migratori peggioreranno i dati relativi alla disoccupazione in Germania, non sarà lei a risponderne. Con queste parole Andrea Nahles ha frenato gli entusiasmi di chi sino a questo momento ha giudicato scontata la garanzia di un impiego alle decine di migliaia di richiedenti asilo che varcano i confini tedeschi.

“Nemmeno uno su dieci può essere collocato direttamente”, ha messo in guardia Nahles, la quale si è detta tuttavia pronta ad avviare un’ampia operazione di formazione e istruzione. Secondo l’opinionista Heike Goebel sul quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, si tratterà di un processo, “lungo, difficile e dispendioso e – come ha insegnato la storia della riunificazione tedesca – non necessariamente votato al successo”.

E se dal governo si moltiplicano i segnali di nervosismo, in Baviera cresce l’insofferenza: Il Partito cristiano-sociale (Csu, consorella bavarese della Cdu) ha preso le distanze dall’intesa tra Unione di centro-destra e Spd sulla politica dell’immigrazione. Secondo il ministro delle Finanze bavarese, Markus Soeder, l’afflusso di centinaia di migliaia di profughi in Germania sottopone il paese ad uno stress eccessivo.

L’ex ministro degli Interni Hans-Peter Friedrich ha messo in guardia: “Abbiamo perso il controllo”. I due esponenti della Csu hanno criticato con particolare durezza la decisione della cancelliera Angela Merlel di aprire le porte ai profughi dall’Ungheria. La cancelliera tedesca, però, continua dispensare ottimismo: “Attualmente la nostra situazione economica è buona, riusciremo a coprire i costi per l’accoglienza dei migranti”, ha dichiarato Merkel questa mattina ai media tedeschi. Ma il suo governo, la sua maggioranza, sono appesi a un filo molto sottile.

Fonte: ilnord.it  http://www.ecplanet.com