Converrebbe schermare i cellulari…

SmarthphoneI cellulari, compagni indispensabili della nostra vita sono purtroppo a volte un vero attentato alla nostra privacy.

L’architettura stessa del sistema, composto da “celle” trasmittenti e riceventi direzionali può permettere a chiunque di avere una sia pur vaga idea di dove si trova in qualsiasi momento il telefono, ma questo accade anche quando il device è spento.

Ad intervalli regolari i telefonini spenti irradiano comunque dei segnali brevissimi detti “Burst”, che permette alla rete cellulare di essere sempre pronta a trasmettere e a sapere quanti telefoni (e quali) sono in zona. Gli smartphone, quando collegati in rete, possono trasmetter molto di più: pare che possano essere attivati da remoto e trasformati in microfoni ambientali, posso trasmettere con il GPS coordinate molto precise, e tanto altro. Classica era la richiesta – a chi lo andava a trovare – fatta da Snowden di mettere i telefoni cellulari nel freezer, per schermarli.

Ora analizziamo due fattispecie diverse:

1) Sicurezza personale

Chi ha esigenze particolari di sicurezza e gradisce che autorità o altri non traccino i suoi movimenti (per essere tranquillo) non deve fare altro che rimuovere la batteria dal telefono, che da quel momento non diventa altro che un ammasso di plastica e metallo. Alcuni teorizzano che certi modelli mantengano una residua capacità trasmissiva grazie ad una seconda batteria, ma non è dimostrato. Togliere la SIM non è sufficiente, dato che ogni telefono ha una matricola IMEI ben precisa, e sarebbe facilissimo per i malintenzionati “guardoni” collegare la SIM all’IMEI una volta montata. Se non si vuole diventare matti e rovinare il telefono a furia di smontare e rimontare la batteria occorre schermare il segnale.

Questo è difficile, dato che a causa delle aspettative dei clienti e i grandi numeri di produzione, i telefoni cellulari sono trasmittenti e riceventi molto potenti e ben fatti. Per schermare completamente il segnale occorre, se si è molto vicini all’antenna del vostro provider, una attenuazione del segnale di 100 Db. Detto in parole semplici questo significa che la capacità schermante deve essere fino a dieci miliardi di volte più forte del segnale trasmesso dal telefonino. Molto meno se si è lontani, ma dobbiamo stare sul sicuro. Per schermare completamente un cellulare una gabbia di rete metallica non serve.

Per curiosità personale ho provato a chiudere il telefono in diverse gabbie metalliche aventi maglie più o meno fitte, in buste antistatiche rivestite di alluminio e alla fine in un forno a microonde. In tutti i casi il telefono aveva il segnale attenuato, e continuava funzionare normalmente. Le aperture nelle schermature permettevano sempre alle onde radio di passare. Ciò comporta che solo una schermatura totale, ovvero chiuderlo dentro una scatola di metallo sigillata di uno certo spessore, può bastare.

Altri esperimenti hanno dimostrato che avvolgere il cellulare in un foglio di alluminio da cucina è sufficiente a “zittirlo” del tutto, due o tre strati bastano ed avanzano.

La mia soluzione fatta in casa, ma estremamente efficiente, è il classico “shaker” in acciaio inossidabile. Messo lì dentro, il telefono è del tutto impenetrabile e invisibile agli occhi della NSA, della suocera e perfino dei marziani, just in case! (Qualcuno nella mia Redazione aspettava con ansia l’esito dei miei esperimenti). E non serve neppure togliere la batteria. Chi vorrà potrà anche ricaricarlo utilizzando una di quelle batterie ricaricabili esterne e pure seppellire il tutto per nasconderlo dai malintenzionati.

2) Schermare una palazzo o una comunità

JammerAbbiamo capito che schermare un palazzo è impossibile, se non si vuole trasformarlo in un sarcofago corazzato.

Ogni apertura lascerà passare le onde cellulari. A questo punto la soluzione, non del tutto legale, è quella di comperare un apparato disturbatore, detto Jammer, che se utilizzato in casa renderà la vita difficile non solo alla vostra famiglia, ma anche ai vicini e ai passanti “non occasionali” …

In rete se ne trovano diversi – persino portatili – in grado non solo di schermare il segnale GSM ma anche quello GPS. Sono tanto cari questi ultimi strumenti ai ladri di auto, che così risolvono il problema di certi antifurti.

Il modello di Jammer che vedete qui sopra costa circa 600 euro, è alimentato a batteria e fino a 15 metri di distanza blocca qualsiasi segnale GPS/GSM (anche americano) wi-fi, Bluetooth e anche il nuovo Lojack utilizzato per gli antifurti auto. Un vero sogno, a un prezzo piccolo piccolo, la privacy non ha prezzo!

Ovviamente esistono anche jammer più grandi, progettati per schermare piani interi o luoghi destinati a riunioni riservate, strumenti del costo di migliaia di euro.

Schermare un intero palazzo dove circolano materiali e informazioni sensibili … difficile! A meno di non fare incavolare i vicini.

Fonte: liberticida.altervista.org    http://www.ecplanet.com

In Gabon foreste in pericolo a causa delle piantagioni di palma da olio

Foreste in GabonIl suo basso costo l’ha reso popolare nell’industria alimentatore e cosmetica, e ha portato alla devastazione le foreste nel Sud-est asiatico. Ora l’olio di palma si appresta ora a replicare lo stesso disastro in Africa.

Le piantagioni di palma da olio si espandono rapidamente in Gabon e Camerun, e si allargano in tutto il Bacino del Congo. Il Gabon – dove foresta pluviale ancora ricopre l’80 per cento del territorio – è uno dei paesi presi di mira dall’industria dell’olio di palma.

Due associazioni ambientaliste, BrainForest e Mighty, hanno indagato sulle attività della Olam, un gigantesco conglomerato dell’industria alimentate, che ha piantato 58.000 ettari a palma da olio in Gabon. “Si stima che dal 2012 ad oggi, la Olam abbia deforestato 20.000 ettari nelle sue concessioni gabonesi di Awala e Mouila” sostiene il rapporto pubblicato dalle due associazioni. “Gli investigatori hanno intervistato testimoni e filmato i bulldozer che abbattevano giganteschi alberi”.

Secondo la Olam, i 25.000 ettari di terreno piantato a palma da olio è stato convertito da foreste degradate e non rappresenta che lo 0,1 per cento delle foreste del paese. Inoltre, dicono alla Olam, l’impresa a costruito 251 chilometri di strade. Ma dimenticano che sono proprio quelle strade ad aprire forest incontaminate a chi le distruggerà: la Olam stessa, bande di cacciatori di frodo, taglialegna illegali e altre piantagioni di palma da olio.

Secondo due associazioni ambientaliste le minacce per le foreste pluviali del Bacino del Congo, considerato il polmone dell’Africa, potrebbe essere ben più gravi, basta guardare a quel che è successo in Sumatra, e nel Borneo. “Qualche decennio fa, queste regioni erano quasi interamente coperte di foreste, un paradiso per oranghi, rinoceronti, elefanti e uccelli esotici. Oggi è rimasto appena il 20-30 per cento della copertura forestale originaria”.

Il rapporto è stato annunciato a Libreville, nel corso del festival cinematografico che la lanciato il documentario francese di Benemerita il documentario francese “Et Maintenant Nos Terres” (E ora tocca alla nostra terra) che documenta l’accaparramento di terre (land-grabbing) in Camerun e Senegal da parte delle compagnie multinazionali.

Intanto l’olio di palma sta creando danni anche ai paesi vicini. In Camerun sud-occidentale di 244 agricoltori hanno presentato una denuncia contro una impresa che ha piantato 20.000 ettari di palma da olio, la “Sustainable Oils Cameroon” ex controllata dell’impresa nordamericana Herakles Farms. Greenpeace ha chiesto il ritiro della licenza all’impresa per taglio illegale, violazione dei diritti delle comunità locali e distruzione delle foreste.

Una petizione firmata da 180.000 persone contro il rinnovo del contratto è stata inviata al presidente del Camerun Paul Biya.

Nel frattempo, le piantagioni di Socapalm, una filiale della lussemburghese Socfin (controllata anche dal francese Vincent Bolloré) sono stati oggetto di proteste da parte delle comunità locali: “No all’inquinamento e alla massiccia devastazione ambientale”, si legge su uno striscione, mentre un altro ha esortava l’azienda ad aprire un dialogo con i residenti. Infatti, oltre 5.000 ettari sono stati dati alla compagnia dell’olio di palma, mentre i residenti non hanno abbastanza terreni per piantare la manioca. “Cosa mangiamo?” si domandano le comunità locali.

Greenpeace, ha aggiunto che le concessioni della Socfin includono foreste primarie che minacciano di essere distrutte.

Fonte: salvaleforeste.it    http://www.ecplanet.com

Osservare la lingua per capire i problemi e i disturbi dell’organismo

LinguaTutti conoscono l’aspetto della lingua dal tipico color fragola o mirtillo durante la scarlattina.

Come nel caso di questa malattia, i cambiamenti della lingua possono anche essere il segno di altri problemi e disturbi dell’organismo.

Nella medicina tradizionale cinese e secondo l’ayurveda questo è noto già da millenni e l’analisi visiva della lingua viene ancora utilizzata come metodo diagnostico.

Una lingua sana è formata dalla superficie dorsale, la radice, la superficie ventrale (quella inferiore) morbida e la punta.

La lingua ha un colore rosa pallido ed un aspetto brillante perché umida di saliva.

Solitamente è ricoperta di una patina giallo-biancastra, che si può rimuovere facilmente usando un pulisci lingua.

Il momento migliore per leggere la lingua come un libro è subito dopo il risveglio, ancora prima della colazione.

Lingua ruvida: mancanza di vitamine, infiammazione

Se sentite la lingua come avesse dei peli o fosse ruvida, forse può dipendere dal fatto che le papille sono ingrossate. Una causa possibile è la presenza di funghi o batteri. Anche la mancanza di vitamine può provocare la cosiddetta lingua pelosa o villosa. I disturbi possono subentrare anche dopo un trattamento a base di antibiotici oppure dopo una serata in allegria per l’abuso di alcol.

Lingua con patina: infezione micotica

Vi guardate la bocca allo specchio e vi spaventate. Sulla lingua si è formato uno strato spesso e biancastro? Lo si può eliminare facilmente con un bastoncino di ovatta o con lo spazzolino da denti. Notate degli arrossamenti e dei piccoli sanguinamenti? È dunque probabile un’infezione micotica, che può essere scatenata da farmaci (ad es. cortisone per inalazione, antibiotici) ed anche da un sistema immunitario indebolito.

Bruciore alla lingua: intolleranza, carenza di ferro

Se all’organismo manca vitamina A o vitamina B12, spesso reagisce con un’infiammazione della lingua e scatena una sensazione di bruciore. Anche una carenza di ferro si può presentare in tal modo. Una lingua dolente può essere provocata semplicemente da un’intolleranza al dentifricio o al collutorio utilizzato. Altrettanto possibile è anche un’allergia al materiale del dentista (ad es. per la cura di una carie). Probabilmente che ne è colpito soffre di un disturbo del metabolismo.

Lingua gonfia: ipotiroidismo

Se la lingua è gonfia e si vedono chiaramente le impronte dei denti sulla superficie dorsale, questo potrebbe essere il segno di ipotiroidismo.

Per essere sicuri dei sintomi e diagnosticare malattie serie, si dovrebbe consultare il medico quanto prima se si notano evidenti cambiamenti della lingua.

Autrice: Mariella / Fonte: mondobenessereblog.com   http://www.ecplanet.com