Chi di sanzioni ferisce di sanzioni perisce

Antonio Fallico«Chi di sanzioni ferisce di sanzioni perisce». Così, parafrasando il famoso proverbio latino, il presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, da quattro decenni ambasciatore del business italiano in Russia, parla della spirale delle sanzioni occidentali contro Mosca. La dichiarazione è stata fatta al III Forum Eurasiatico Innovazione e Internazionalizzazione a Verona davanti alla platea dei rappresentanti di oltre 730 aziende e ripetuta in un’intervista esclusiva alla Voce della Russia.

Il Forum Eurasiatico è ormai diventato un appuntamento più autorevole ed efficace fra i rappresentanti del mondo istituzionale, politico, economico dell’Italia, dei 4 paesi costituenti d’Unione doganale (Russia, Bielorussia, Kazakistan e Armenia) e la Cina. La terza edizione del Forum Eurasiatico di Verona è stata incentrata sul cambiamento dello scenario globale che ci attende dal 1-mo gennaio 2015, quando entrerà in vigore l’Unione Economica Eurasiatica tra Russia, Bielorussia, Kazakistan e Armenia. Per Antonio Fallico si tratta di “un cambiamento epocale che potrà portare nuovo ossigeno al benessere dei popoli ed essere una solida garanzia della pace nel mondo”. Tanto più importante in questo momento storico caratterizzato da una strutturale, persistente e profonda crisi dell’economia globale.

– Per quali altre grandi novità il Forum Eurasiatico di quest’anno si distingue dai due precedenti?

– Proprio questo innalzamento di livello del Forum “ci ha portato a firmare un accordo con il Forum Internazionale economico di San Pietroburgo”. E, quindi, dal prossimo anno il Forum Eurasiatico di Verona con una delle sue sezioni sarà presente al Forum di Pietroburgo e viceversa.

– Insomma, un vero e proprio gemellaggio in barba alla spirale delle sanzioni occidentali?

– Noi non abbiamo strumenti operativi per cambiare queste cose. Però, posso dire che il Forum è diventato il punto di riferimento di tutte le ostilità che raggiungono il 100% degli imprenditori – ostilità nei confronti delle sanzioni. Il Forum ha certamente contribuito ad affrontare la cultura del dialogo contro la cultura della guerra.

Di questo Antonio Fallico è perfettamente consapevole. Ed è chiaro – prosegue – che la trasformazione deve portare l’Italia e, in modo particolare, l’Italia all’interno del consenso europeo, a dire ‘no’ finalmente a queste sanzioni.

E quando nel luglio del prossimo anno scadranno queste sanzioni, l’Italia – insiste il presidente Fallico – deve avere la mano libera, non come questa volta, una mano libera, perché glielo consente anche il regolamento europeo, una mano libera per dire ‘no’ alle sanzioni, quindi, annullare completamente le sanzioni. Questo, probabilmente, porterà anche a una risposta positiva da parte della Russia.

– Stando ai dati della Banca Intesa, le esportazioni italiane verso la Russia sono diminuite del 16,3 %. Si tratta di 500 imprese italiane che negli ultimi 20 anni hanno fatto investimenti pari a 7 miliardi di euro. È vero?

– Forse, qualcosa di più. Ma la sostanza è questa. Ciò vuol dire che le sanzioni non soltanto non aiutano la nostra economia, ma la interrano completamente. Perché la crescita del Pil non solo non avverrà ma quest’anno avremo la recessione in Italia dove circa 300-350 mila persone lavorano per le commesse russe. La Germania ha registrato l’ultimo trimestre negativo. E lì ci sono 500 mila persone che lavorano per le commesse russe. Quindi, diciamo che le sanzioni sono suicide, perché colpiscono fondamentalmente i paesi che le emettono.

– È certo che dopo hanno un impatto negativo anche sulla Russia…

– Sì, però, l’impatto negativo che queste sanzioni hanno sui paesi che le emettono, è sicuramente più alto rispetto all’impatto negativo che ha la stessa Russia.

– Ma vi è anche un segnale positivo. Per esempio, nonostante le sanzioni il gruppo Pirelli ha l’intenzione di aumentare i suoi investimenti in Russia. Si tratta della collaborazione con Rosneft, la più grande compagnia petrolifera al mondo, capitanata da Igor Sechin, un altro ospite eccezionale del Forum di Verona?

– Certo! Il gruppo Rosneft ha il 13% del gruppo milanese il che permette ai russi la governance della stessa società Pirelli. Ma oltre a questo possiamo vedere quali sono gli interessi di Finmeccanica nei confronti della Russia. Nonostante tutto, l’amministratore delegato e direttore generale Mauro Moretti, anche lui presente al Forum, è aperto al dialogo con i partner russi. Nonostante tutto, per adesso non abbiamo da parte del premier Renzi indicazione negativa ufficiale della partecipazione italiana al South Stream. Quindi, non a caso Gazprom non è entrata nella black list dei sanzionati. Le piccole e medie imprese continuano ad operare nonostante questa contrazione del business. E tutti stiamo scommettendo sulla bocciatura delle sanzioni. Chiaramente, la vita, l’economia capiscono molto prima della politica, perché la politica non rispecchia gli interessi della gente, ma rispecchia gli interessi di paesi che geopoliticamente sono dall’altra parte rispetto alla Russia. Tuttavia io mi auguro che senza aspettare il luglio del 2015 le sanzioni vengono eliminate subito, perché fanno male, assolutamente male all’economia europea. E quando ho detto (ma non tanto scherzando): chi di sanzioni ferisce di sanzioni perisce, mi riferivo proprio a questo.

Autore: Alexander Prokhorov / Fonte: La Voce della Russia  fonte:www.ecplanet.com

L’Europa vuole annullare le sanzioni alla Russia

Russia e Ue a confrontoL’Europa sta valutando l’annullamento delle sanzioni contro la Russia perché minano la propria economia e non hanno alcun fondamento. Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/2014_09_25/Il-futuro-delle-sanzioni-dellUnione-Europea-contro-la-Russia-9132/

I Paesi dell’UE stanno progettando per il 30 settembre di ridiscutere la relazione del Servizio Europeo per l’Azione Esterna, in base alla quale può essere decisa la soppressione o l’attenuazione delle sanzioni contro la Russia. L’Unione Europea può naturalmente, ancora una volta, diventare ostaggio delle proprie procedure burocratiche.

Le decisione finora intraprese dalla UE non hanno solo complicato le relazioni tra Bruxelles e Mosca, ma sono state ripetutamente criticate dalla parte russa. A favore dello scenario pessimistico all’interno dell’UE vi è un gruppo di Stati, noto per la sua linea dura contro la Russia.

Lettonia, Lituania, Estonia, Svezia, Polonia sono favorevoli ad una costante pressione tramite le sanzioni. La professoressa dell’Università di Sofia Nina Dyulgerova pensa che dipenda dalle persone chiamate a decidere:

Non sono ottimista per quanto riguarda il 30 settembre come la data in cui saranno ridotte o eliminate le sanzioni. Sarà interessante il momento delle elezioni ucraine. Perché per allora potrebbe cambiare la composizione della Commissione europea. Sono fiducioso che le relazioni tra la Russia e l’Ucraina andranno a stabilirsi lentamente, perché è necessaria prima di tutto, l’Unione Europea. Le nuove personalità nella leadership della UE non saranno così adatte ad essere funzionali per Washington. Ma prima di questo, gli Stati Uniti lavoreranno molto intensamente per amplificare le tensioni. Così come avviene ora in merito a Iraq e Siria.

Gli esperti ritengono che fino a quando i leader europei non sapranno interpretare univocamente i recenti sviluppi in Ucraina, Bruxelles preferirà non avere soluzioni concrete da attuare, ma solo promesse. D’altra parte, speculando sulla revoca delle sanzioni, l’Europa suggerisce che quando ci sarà l’opportunità, proverà a prendere l’opportuna decisione. Anche se solo nel proprio strumento di politica estera di Bruxelles non si arrende facilmente, dice Konstantin Voronov ricercatore dell’Istituto di economia mondiale e delle relazioni internazionali dell’Accademia russa delle scienze.

Per l’UE, che non ha proprie forze armate e altri strumenti di pressione similari, le sanzioni sono di recente diventate una sorta di strumento di politica estera. Basti ricordare che nel 2003 ha introdotto sanzioni contro Birmania, Bielorussia, Libia, Siria e due volte contro l’Iran. Le sanzioni UE sono quindi lo strumento di politica estera dell’Unione europea. Perciò le sanzioni non saranno annullate solo su volontà dell’UE perché, come ogni strumento di ordinaria realpolitik, il loro annullamento sarà possibile dietro un corrispettivo al fine di ottenere concessioni, preferenze, pertanto a mio parere molto dipenderà dal processo di negoziazione, dalla volontà da parte nostra di andare verso un compromesso. L’Unione europea non farà nulla “gratis”.

La politica europea, confusa e indecisa, è preoccupata dei propri affari continentali per i quali ha più volte chiarito che la politica delle sanzioni comporta gravi perdite nei confronti della Russia e a lungo termine potrebbero essere molto più alte. Il direttore del Centro europeo per l’analisi geopolitica Mateusz Piskorski ha per ora è stato creato il primo passo nella direzione di una riduzione della pressione:

Alcuni Paesi europei hanno compreso la futilità della politica delle sanzioni nei confronti della Russia. Ci sono già i primi calcoli e le prove dei danni derivanti dalla dichiarazione di guerra economica da parte dell’Unione Europea verso la Russia, portati dai singoli Stati dell’Unione Europea e dalle economie di questi Stati. Prima di tutto, non è tanto il risultato delle sanzioni di ritorsione imposte dalla Federazione Russa e la lista nera dell’UE di cui fanno parte le aziende europee che hanno lavorato con partner russi. Ma né l’OCSE, né altre organizzazioni internazionali hanno trovato alcuna prova di interferenza della Federazione Russa in ciò che sta accadendo in Ucraina. Quindi questa domanda può ora essere discussa ad un livello di criticità abbastanza alto. Spero che questo sarà il primo di molti passi verso una semplificazione delle sanzioni e per porre fine alla guerra economica tra l’UE e la Russia.

È necessario tener conto della posizione della Russia, che ha risposto alle sanzioni occidentali con misure molto limitate, equilibrate e prudenti. Mosca, per esempio, non vieta i voli delle compagnie aeree europee sopra la Siberia e non limita l’importazione di veicoli, anche se tali proposte sono state discusse attivamente. Il direttore del Centro di Studi tedeschi dell’Istituto d’Europa Vladislav Belov ritiene che la saggezza politica ha prevalso.

La Russia infatti, secondo gli esperti, in questo modo ha indicato all’Occidente la via da seguire per un progressivo recupero della fiducia reciproca. Si spera che l’Occidente abbia colto pienamente tutto ciò e che pertanto risponderà in modo costruttivo alla Russia.

Fonte: italian.ruvr.ru www.ecplanet.com

Pechino invita l’Europa a non mettere zizzania tra la Cina e la Russia

Russia Cina e UELa Cina ha annunciato le visite del Premier del Consiglio di Stato Li Kequiang in Germania e in Italia e nello stesso tempo ha ammonito l’Europa dell’assenza di prospettive di nuovi tentativi di mettere discordia tra la Cina e la Russia. Pechino è pronta a usare qualsiasi opportunità che si presenta per l’imprenditoria sul mercato della Russia sullo sfondo del peggioramento dei rapporti con essa dell’UE.

L’ha dichiarato l’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Germania Shi Mingde una settimana prima dell’incontro di Li Kequiang con il cancelliere della Germania Angela Merkel.

La dichiarazione dell’ambasciatore è stata resa il 2 ottobre, quando il Ministero degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese ha annunciato che il 9-15 ottobre Li Kequiang si recherà in visita in Germania, Russia e Italia. Non è una coincidenza casuale. È un’evidente mossa preventiva. È una appello per smettere di spingere la Cina verso la costruzione della “muraglia cinese” per separarsi dalla Russia. “Noi vogliamo legami economici molto stretti con la Russia”, – ha accentuato l’ambasciatore. “Noi vogliamo il miglioramento dei rapporti tra la Russia e l’UE. Tuttavia quando si presentano le opportunità per approfondire la cooperazione con la Russia, perché non sfruttarle? È evidente. Non siamo stati noi a iniziare questo conflitto”, – ha messo in rilievo ironicamente e apertamente l’ambasciatore.

In tal modo dalla Germania la Cina ha lanciato un segnale all’Europa – essa occuperà le nicchie degli europei sul mercato russo che si aprono in seguito alle sanzioni contro la Russia. Non sarà semplice, ritiene Vladislav Belov, esperto sulla Germania dell’Istituto dell’Europa:

Nonostante tutte le difficoltà per ora le società tedesche conservano l’atteggiamento imprenditoriale. Sono contrarie alle sanzioni, criticano attivamente tale politica e il mondo imprenditoriale conferma la sua prontezza ad essere un partner in affari con la Russia. Tanto più che lo conferma in misura non inferiore rispetto alla Cina. Ciò procede a livello di specifiche ditte e società. Perciò i partner cinesi dovranno sforzarsi e già nelle condizioni di una trasparente e onesta concorrenza cercare di occupare quelle nicchie dove opera l’imprenditoria tedesca. Sospetto che ciò sia abbastanza difficile da fare.

L’Europa rimane un partner della Russia, ha dichiarato il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin al forum internazionale d’investimenti “Russia chiama”, svoltosi a Mosca il 2 ottobre. La Cina però – è la principale priorità. Dopo l’intervento del rappresentante della Cina al forum, il presidente ha accentuato che è diventata una priorità non a causa della riduzione della cooperazione dell’Europa con la Russia:

Io sono convinto che quando il rappresentante della Cina ha parlato delle possibilità dei fondi d’investimento ciò ha impressionato tutti. Tutti quanti. Quando uno comincia a sentire queste cifre – sono reali e non inventate. Ciò fa pensare di come rispondere alla domanda – “Come utilizzare la crescita della Cina nell’economia di altri paesi? Anche la Russia ci sta pensando. Per questo sono stati costituiti l’Organizzazione di Cooperazione di Shanghai (OCS) e BRICS. È stata la nostra scelta cosciente fatta molti anni fa.

Nei prossimi anni la Russia intende sviluppare i rapporti d’affari con i partner nell’ambito di BRICS, ha confermato Vladimir Putin. Non è una risposta congetturale e, tantomeno, forzata all’Occidente alle sue sanzioni antirusse. È una strategia che la Russia ha elaborato congiuntamente con Cina, India, Brasile e Repubblica Sudafricana negli interessi del comune sviluppo.

Fonte: italian.ruvr.ru

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