Putin e Xi firmeranno 40 accordi a Pechino ed estenderanno il trattato di cooperazione

da https://english.almayadeen.net

Putin e Xi si incontrano a Pechino per rafforzare i legami bilaterali, con nuovi accordi in materia di energia e intelligenza artificiale sul tavolo e l’appello di Xi per un cessate il fuoco in Medio Oriente

Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato a Pechino mercoledì per un vertice con il presidente cinese Xi Jinping presso la Grande Sala del Popolo, dove i due leader dovrebbero firmare 40 accordi e una dichiarazione congiunta al termine dei colloqui, secondo quanto riferito dal corrispondente di Al Mayadeen a Pechino.

I due leader dovrebbero discutere del rafforzamento del partenariato globale e della cooperazione strategica tra i loro due Paesi, compresi gli scambi commerciali.

Attualmente, il commercio tra Russia e Cina supera i 200 miliardi di dollari, con oltre il 90% degli scambi effettuato in valute locali. Secondo il capo dell’ufficio di Al Mayadeen a Mosca, si prevede la firma di nuovi accordi; il corrispondente a Pechino ha aggiunto che riguarderanno i settori dell’energia e dell’intelligenza artificiale.

Secondo RIA Novosti sul fronte energetico, sono all’ordine del giorno anche la cooperazione nel settore degli idrocarburi e il progetto del gasdotto Power of Siberia 2. I due presidenti hanno inoltre concordato di prorogare il Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole tra Cina e Russia.

Xi avverte contro la “legge della giungla”

Aprendo il vertice, Xi Jinping ha avvertito che il mondo rischia di scivolare verso “la legge della giungla” e ha dichiarato che Cina e Russia continueranno a promuovere un coordinamento strategico duraturo, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato cinese.

Riguardo alla situazione nell’Asia occidentale (West Asia), Xi ha affermato che la regione si trova in una fase critica di transizione dalla guerra alla pace. Ha sottolineato la necessità di un cessate il fuoco globale, affermando che una ripresa del conflitto sarebbe inaccettabile e che è fondamentale continuare i negoziati.

“I negoziati sono estremamente importanti e i combattimenti devono cessare”, ha dichiarato Xi a Putin.

Xi ha sottolineato che una conclusione rapida della guerra contribuirebbe a limitare le perturbazioni alla stabilità delle forniture energetiche, delle catene di approvvigionamento e industriali e del sistema commerciale internazionale.

Il presidente cinese ha inoltre richiamato una proposta in quattro punti da lui avanzata per preservare e rafforzare pace e stabilità in Asia occidentale, affermando che mira a costruire consenso internazionale, allentare le tensioni, ridurre l’escalation e sostenere la pace.

Putin elogia relazioni bilaterali “senza precedenti”

Putin ha affermato che le relazioni tra Russia e Cina hanno raggiunto un livello senza precedenti, sottolineando che il partenariato globale tra i due Paesi rappresenta un modello di relazioni internazionali nella nuova era.

Parlando del commercio, ha osservato che gli scambi bilaterali sono cresciuti di trenta volte, superando ormai i 200 miliardi di dollari.

“Abbiamo firmato 40 documenti, la maggior parte dei quali riguarda la cooperazione economica, e il nostro commercio ha raggiunto i 240 miliardi di dollari lo scorso anno”, ha dichiarato il presidente russo.

Putin ha sostenuto che entrambe le nazioni difendono lo sviluppo libero e sovrano degli Stati all’interno di un ordine internazionale più equo.

Ha inoltre aggiunto che i colloqui con Xi Jinping si sono svolti in un’atmosfera molto calorosa e costruttiva.

Putin e Xi evidenziano l’espansione della cooperazione tra Mosca e Pechino

Xi Jinping ha dichiarato che le relazioni sino-russe sono entrate in una nuova fase di rapida efficacia e sviluppo accelerato, sottolineando che la fiducia politica reciproca resta il fondamento dei rapporti bilaterali.

Ha affermato: “Il dialogo deve essere rafforzato a tutti i livelli e dobbiamo dare nuovo impulso allo sviluppo nazionale e al vantaggio reciproco”, aggiungendo che la Cina è pronta a collaborare nel campo dell’istruzione e dello scambio di competenze tra i due Paesi. Xi ha inoltre ribadito che la Cina continuerà a rafforzare la propria potenza nazionale attraverso la modernizzazione in stile cinese.

Ha poi dichiarato: “Stiamo lavorando alla cooperazione nella governance internazionale in un mondo dominato da azioni unilaterali, e Cina e Russia lavorano contro l’egemonia”, aggiungendo che i due Paesi stanno cooperando per rispondere a quelli che ha definito approcci unilaterali agli affari globali.

Putin ha riferito che le due parti hanno tenuto discussioni sostanziali sulle principali questioni della cooperazione bilaterale durante un incontro a formato ristretto, aggiungendo che seguiranno colloqui più ampi.

Ha spiegato che Russia e Cina stanno ampliando la cooperazione in settori industriali come la produzione automobilistica, l’industria mineraria e la logistica, oltre agli scambi culturali.

“Cooperiamo nell’applicazione del diritto internazionale, nel lavoro delle Nazioni Unite e nella risoluzione delle crisi internazionali”, ha dichiarato Putin, aggiungendo che entrambe le parti hanno scambiato opinioni sulle attuali questioni internazionali durante i colloqui.

Ha inoltre detto: “La Russia sta completando unità nucleari nelle centrali elettriche in Cina, e il loro funzionamento contribuirà in modo significativo alle forniture energetiche”, sottolineando che la cooperazione tra i due Paesi continua a svilupparsi in molteplici aree strategiche.

La cerimonia

Putin era arrivato in Cina la sera precedente. Mercoledì mattina si è svolta una cerimonia ufficiale di benvenuto in Piazza Tiananmen, dove una guardia d’onore, una banda musicale e decine di bambini con fiori e bandiere dei due Paesi hanno accolto il presidente russo, secondo quanto riportato da RIA Novosti.

L’orchestra cinese ha eseguito Moscow Nights, una canzone sovietica associata alla Russia. Le bandiere nazionali erano esposte sulla Grande Sala del Popolo e un tappeto rosso era stato steso sulla piazza. Xi Jinping ha accolto personalmente Putin davanti all’edificio prima dell’inizio dei colloqui.

Secondo quanto riferito dall’ufficio di Al Mayadeen a Mosca alla visita hanno partecipato anche figure politiche, economiche e militari al seguito di Putin.

Fonte: Putin e Xi firmeranno 40 accordi a Pechino ed estenderanno il trattato di cooperazione – Marx21

Putin definisce la cooperazione Cina-Russia un pilastro della stabilità globale

di Shen Sheng (Global Times) – 10 maggio 2026

Nel contesto delle crescenti tensioni internazionali, Vladimir Putin ha indicato la cooperazione tra Russia e Cina come fattore essenziale di stabilità globale. Gli esperti cinesi sottolineano il ruolo di Pechino e Mosca contro unilateralismo, egemonismo e indebolimento della governance mondiale.

Poche ore dopo la conclusione delle cerimonie del Giorno della Vittoria a Mosca, il presidente russo Vladimir Putin ha affrontato la stampa in una solenne sala del Cremlino, con il suo abito scuro appuntato dal simbolico nastro di San Giorgio per il Giorno della Vittoria.

Putin ha presentato le relazioni della Russia con la Cina come un pilastro della stabilità internazionale, ha anticipato la sua prossima visita a Pechino e ha richiamato l’economia diversificata della Cina e la sua rapida crescita tecnologica. Le dichiarazioni sono giunte dopo la parata nella Piazza Rossa che ha segnato l’81° anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica. In un ampio scambio, Putin ha affrontato questioni chiave, dai legami bilaterali con la Cina alla limitata esposizione di mezzi militari, fino al conflitto ucraino e a un cessate il fuoco di tre giorni appena annunciato.

Oltre a descrivere la cooperazione Russia-Cina come un fattore chiave per il mantenimento della stabilità internazionale, Putin ha anche affermato che la Cina è il principale partner commerciale ed economico della Russia, con scambi bilaterali superiori a 140 miliardi di dollari e in continua crescita. Ha aggiunto che Russia e Cina hanno raggiunto un alto grado di consenso e sono pronte a compiere passi sostanziali nella cooperazione nel settore del petrolio e del gas.

Gli osservatori hanno notato che le dichiarazioni di Putin sono arrivate in un momento in cui gran parte dell’architettura della sicurezza internazionale, compresi i quadri di controllo degli armamenti, disarmo e non proliferazione nucleare, si sta costantemente erodendo nel contesto dell’aumento delle tensioni tra grandi potenze, rendendo particolarmente significativa la sua enfasi sulla cooperazione Russia-Cina.

Ruolo di pilastro

La cooperazione Russia-Cina contribuisce ad attenuare le turbolenze globali provocate dall’unilateralismo e dalla politica di potenza, ha dichiarato domenica al Global Times Zhang Hong, ricercatore presso l’Istituto di Studi Russi, dell’Europa Orientale e dell’Asia Centrale dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali.

“La Cina ha costantemente promosso la risoluzione dei conflitti attraverso canali politici e diplomatici all’interno di quadri multilaterali come le Nazioni Unite, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, il G20 e i BRICS, opponendosi al tempo stesso all’uso della forza e alle sanzioni unilaterali”, ha affermato Zhang.

Nel frattempo, legami stabili tra Russia e Cina hanno contribuito a sostenere la stabilità in tutta l’Eurasia, l’Asia Centrale e la regione dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, emergendo come un’importante ancora di stabilità mentre la governance globale della sicurezza si indebolisce, ha aggiunto.

Commentando i settori di cooperazione menzionati da Putin, l’esperto ha affermato che l’energia resta una priorità assoluta, con un chiaro consenso sulla cooperazione sino-russa nel petrolio e nel gas, sullo sfondo dell’instabilità nel Golfo Persico e della crisi iraniana.

“La cooperazione ad alta tecnologia è guidata dalla strategia statale e dalla diplomazia di alto livello piuttosto che dalle forze di mercato. Cina e Russia stanno espandendo la cooperazione nell’IA, nei materiali avanzati, nelle nuove energie e nell’economia verde, aiutando la Russia ad affrontare i divari nell’innovazione e riflettendo la profondità del loro partenariato strategico globale, senza alcun obiettivo rivolto contro terze parti”.

Putin ha inoltre accolto con favore l’attesa visita del presidente statunitense Donald Trump in Cina, affermando che il continuo impegno tra Stati Uniti e Cina è positivo poiché contribuisce a mantenere la stabilità regionale. Ha osservato che entrambi i Paesi sono grandi partner commerciali ed economici e che le loro interazioni hanno un impatto diretto sull’economia globale.

“Le dichiarazioni contribuiscono a contrastare le narrazioni occidentali che rappresentano Cina e Russia come una cosiddetta alleanza anti-statunitense”, ha affermato Zhang, aggiungendo che, mentre la Russia persegue un “perno verso Est”, continua a mantenere una politica estera equilibrata e non ha abbandonato gli sforzi per normalizzare le relazioni sia con gli Stati Uniti sia con l’Europa. Ha inoltre osservato che Mosca cerca di sfruttare l’impegno sino-statunitense per favorire un disgelo nelle relazioni russo-statunitensi, con l’obiettivo di allentare le sanzioni e ripristinare i canali diplomatici.

Yang Jin, ricercatore associato presso l’Istituto di Studi Russi, dell’Europa Orientale e dell’Asia Centrale dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali, ha affermato che le relazioni Cina-Russia non sono dirette contro alcuna terza parte e rappresentano un modello di relazioni tra grandi Paesi, con una cooperazione concentrata sulla promozione dello sviluppo bilaterale e sul miglioramento del benessere dei popoli.

Sullo sfondo di un ambiente internazionale complesso, egli ha inoltre osservato che le visite successive in Cina dei leader di molte grandi potenze riflettono la crescente influenza globale del Paese, con le sue posizioni e proposte che ricevono un’attenzione e un riconoscimento internazionali sempre maggiori.

Conflitto ucraino

I media occidentali si sono ampiamente concentrati sulla notevole assenza di carri armati, veicoli corazzati pesanti e missili balistici alla parata russa del Giorno della Vittoria del 2026: la prima volta in quasi 20 anni in cui nessun mezzo militare è stato esposto nella Piazza Rossa.

Putin ha spiegato che la decisione di non mostrare equipaggiamenti militari è stata dettata non solo da considerazioni di sicurezza, ma anche dalla necessità che le forze armate si concentrino sull’“operazione militare speciale” e, in definitiva, sconfiggano il nemico.

Un esperto ha affermato che la mossa riflette sia calcoli di sicurezza sia valutazioni politiche: da un lato, la Russia cerca di attenuare le minacce dei droni e ridurre i rischi per la sicurezza; dall’altro, essa serve a scopi interni e diplomatici, contribuendo a mantenere la stabilità in vista delle elezioni della Duma di Stato di settembre, limitando al tempo stesso gli argomenti per le narrazioni occidentali sulla cosiddetta “minaccia russa”.

Commentando il conflitto tra Russia e Ucraina, Putin ha dichiarato: “Penso che la questione stia arrivando alla fine”, aggiungendo di essere aperto a incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj a Mosca o in un Paese terzo una volta che entrambe le parti saranno pronte a firmare un accordo.

Il presidente ha inoltre elogiato la sincera speranza dell’amministrazione Trump di risolvere il conflitto ucraino, affermando che la Russia apprezza lo sforzo, ma sottolineando che la questione è innanzitutto un affare tra Russia e Ucraina.

Ha aggiunto che l’Europa ha iniziato a cercare contatti con la Russia, aggiungendo che i Paesi europei comprendono che un’ulteriore escalation nel conflitto ucraino avrebbe un costo elevato.

“Alla fine saremo in grado di ripristinare le relazioni con molti dei Paesi che oggi cercano di condannarci. Ma prima ciò accadrà, meglio sarà per noi e, in questo caso, anche per i Paesi europei”.

In precedenza, venerdì, il presidente statunitense Trump aveva annunciato che Russia e Ucraina avevano concordato un cessate il fuoco di tre giorni dal 9 all’11 maggio. Durante questo periodo, entrambe le parti avrebbero sospeso tutte le operazioni di combattimento e scambiato 1.000 prigionieri di guerra ciascuna, secondo CBS News.

Trump ha fatto l’annuncio, mentre il presidente ucraino Zelens’kyj ha confermato pubblicamente che il cessate il fuoco sarebbe entrato in vigore anch’esso dal 9 all’11 maggio e ha incaricato la sua squadra di preparare lo scambio di prigionieri. Anche la Russia ha accettato la proposta mediata dagli Stati Uniti, secondo il rapporto.

“L’attuale cessate il fuoco riflette le strategie diplomatiche e narrative di entrambe le parti, mentre il ritorno al tavolo negoziale e la risoluzione del conflitto attraverso mezzi politici e diplomatici restano un’opzione realistica. Se si vuole ottenere una vera fine dei combattimenti, entrambe le parti dovrebbero modificare in modo fondamentale le proprie posizioni negoziali. Sebbene il cessate il fuoco sia temporaneo, la Russia sta già segnalando buona volontà”, ha affermato Zhang.

In precedenza, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian, interrogato dall’agenzia di stampa Ukrinform su un possibile cessate il fuoco, aveva affermato che la posizione della Cina sulla crisi ucraina è molto chiara. Sosteniamo tutti gli sforzi per la pace e auspichiamo che le parti interessate continuino a risolvere la crisi attraverso il dialogo e i negoziati.

Fonte :Putin definisce la cooperazione Cina-Russia un pilastro della stabilità globale – Marx21

da https://giuliochinappi.com

L’obiettivo della Russia è la de-dollarizzazione

De-dollarizzazioneLa Russia è in procinto di fare un altro passo importante verso la liberazione del Rublo dal sistema del dollaro. Il Ministero delle Finanze ha appena rivelato che valuta l’emissione di titoli del debito pubblico russo in Yuan.

Questo sarebbe un modo elegante per disancorarsi dalla dipendenza e reagire alle pressioni del terrorismo finanziario del Tesoro USA, rafforzando allo stesso tempo i legami tra Cina e Russia, il peggior incubo geopolitico di Washington.

Il Viceministro delle Finanze russo Sergej Storchak ha annunciato che il suo ministero studia attentamente ciò che sarà necessario per emettere obbligazioni russe denominate in yuan.

L’ultima novità rientra nella strategia a lungo termine di Russia e Cina, colpendo al cuore l’egemonia degli USA, il ruolo del dollaro come principale valuta di riserva mondiale delle banche centrali.

Il dollaro è circa il 60% delle riserve delle banche centrali oggi, seguito dall’euro.

Ora chiaramente la Cina agisce con attenzione, quale prima potenza commerciale mondiale facendo del Renminbi o yuan cinese un’altra importante valuta di riserva, avendo così enormi implicazioni geopolitiche.

Finché il dollaro statunitense è la prima valuta di riserva, il mondo deve di fatto acquistare buoni del Tesoro degli Stati Uniti per le sue riserve in dollari, permettendo a Washington di avere un deficit di bilancio dal 1971, quando il dollaro lasciò il gold exchange standard.

In effetti Cina, Giappone, Russia, Germania e tutti i Paesi con surplus commerciale finanziano il deficit di Washington permettendole di condurre guerre in tutto il mondo.

È un paradosso che Russia e Cina, almeno, siano decise a porvi fine al più presto possibile.

L’anno scorso Russia e Cina firmarono giganteschi accordi energetici 30ennali per fornire petrolio e gas russi alla Cina.

I pagamenti saranno in valute locali e non in dollari. Già nel 2014 l’adozione delle moneta nazionale nel commercio bilaterale tra Cina e Russia è aumentato di nove volte nel 2013.

Lin Zhi, capo del Dipartimento per l’Europa e l’Asia centrale del Ministero dello Sviluppo Economico cinese annunciava a novembre che, “Circa 100 banche commerciali russe aprono conti corrispondenti alle transazioni in yuan. L’elenco delle banche commerciali in cui i depositanti possono aprire un conto in yuan aumenta”. Lo scorso 18 novembre la maggiore banca russa, Sberbank, è diventata la prima banca russa a finanziare lettere di credito in yuan cinesi.

Strategia a lungo termine

Tutto ciò significa che Russia e Cina progettano attentamente una strategia a lungo termine per uscire dalla dipendenza della valuta degli Stati Uniti, cosa che, come le sanzioni dello scorso anno hanno svelato, rendono entrambi i Paesi vulnerabili alle devastanti guerre valutarie statunitensi.

Alla Cina è stata appena concessa, “in linea di principio” dal gruppo dei 7 ministri delle Finanze, l’adozione dello yuan nel paniere di valute del Fondo monetario internazionale che compongono i Diritti Speciali di Prelievo.

Comprendere lo yuan sarà un enorme passo per farne una valuta di riserva internazionale, al tempo stesso indebolendo la quota del dollaro. Le riserve estere della Cina sono prevalentemente crediti in dollari USA, principalmente obbligazioni del Tesoro USA, una debolezza strategica perché in caso di guerra possono essere congelati, come l’Iran sa fin troppo bene.

È indispensabile per la Cina aumentare la quota d’oro delle riserve e diversificare il resto in altre valute. La Cina ha inoltre concordato con la Russia di unificare il nuovo progetto ferroviario ad alta velocità della Via della Seta con l’Unione Economica Eurasiatica.

Allo stesso tempo, Pechino ha annunciato la creazione di un enorme fondo da 16 miliardi di dollari per sviluppare le miniere d’oro lungo la ferrovia che collega Russia, Cina e Asia centrale, suggerendo grandi piani per costruire banche centrali con quote di riserva in oro.

La banca centrale cinese ha notevolmente aumentato le riserve auree negli ultimi anni, sebbene non sia ancora noto se siano superiori alle presunte 8000 tonnellate riserve auree della Federal Reserve.

Ci si aspetta la Cina riveli le riserve d’oro una volta formalmente accettata nel paniere DSP del FMI, forse entro la fine dell’anno.

Nel 2014 Song Xin, presidente della China Gold Association, dichiarò, “Dobbiamo creare la nostra banca dell’oro al più presto possibile… Potrà inoltre aiutare ad acquisire riserve e darci voce e controllo sul mercato dell’oro”. Un fondo settoriale per l’oro con i Paesi della Via della Seta è stato istituito nel nord-ovest della Cina, a Xian, a maggio, guidata dal Shanghai Gold Exchange (SGE) della Banca nazionale cinese PBOC. La Cina è il maggior produttore mondiale di oro.

Tra i 65 Paesi lungo la Cintura economica della Via della Seta numerosi avrebbero importanti riserve e consumatori di oro. Xinhua riferisce che 60 Paesi hanno investito nel fondo, aiutando le banche centrali degli Stati aderenti ad aumentare le riserve in oro.

Il dr. Diedrick Goedhuys, ex-consigliere economico del Reserve Bank del Sud Africa, in una intervista mi ha detto, “voglio sottolineare la qualità unica dell’oro, se visto come risorsa finanziaria è un bene che non dipende da nessuno. Un buono del tesoro, per esempio, è un bene nelle mie mani, ma una passività o debito da rimborsare nei libri del tesoro. L’oro è un bene puro. Il piano di estrazione dell’oro cinese è di grande importanza; un piano a lungo termine che richiederà dieci anni prima che abbia effetti significativi”.

Ora, con Washington e Wall Street sempre più frustrati nell’indebolire Rublo e Renminbi, le due potenze compiono passi da gigante per liberarsi dalle catene dei dollari, una mossa che potrebbe liberare gran parte del genere umano se fatta nel modo giusto.

Autore: F. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, laureato in politica alla Princeton University ed autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook / Articolo originale: journal-neo.org / Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora   www.ecplanet.com