Secondo gli economisti Usa l’euro è stato un fallimento

Fallimento UELo dicono gli economisti americani. “La moneta unica è stato un fallimento. Non c’è più modo di uscire dalla crisi”.

L’eventuale uscita della Grecia dalla zona euro rappresenterebbe per il mercato finanziario una notizia addirittura peggiore di quella del crack della Lehman Brothers.

È quanto emerge da una recente sondaggio condotto dal sito americano MarketWatch tra alcuni economisti.

Un possibile abbandono della moneta unica da parte di Atene per Barry Eichengreen, professore all’University of California a Berkley, finirebbe per imporre severi controlli alle banche del paese ma alimenterebbe nel breve periodo anche le speculazioni su chi tra gli altri paesi di Eurolandia potrebbe seguire la stessa strada. Si riproporrebbe in breve quanto successo nella crisi finanziaria seguita al fallimento della Lehman.

L’idea generale è che in attesa di capire cosa succederà in Grecia, il mercato vivrà una fase di turbolenza con gli spread dei titoli dei debiti sovrano che potrebbero allargarsi.

Per Kenneth Rogoff, ex capo economista del Fondo monetario internazionale e di un professore di Harvard, l’euro “è un disastro storico”. “Ciò non significa che sia facile da smantellare”, ha detto.

Martin Feldstein, professore di economia ad Harvard, critico di lunga data del progetto dell’euro, ha aggiunto che tutti i tentativi fatti dall’Europa per tornare a una crescita sana sono risultati fallimentari. “Penso che non ci sia un modo per porre fine alla crisi dell’euro”, ha concluso Feldstein.

Fonte: wallstreetitalia.com – www.ecplanet.com

In Italia 4 milioni di cittadini senza aiuti

Povertà in ItaliaBambini affamati fra i banchi di scuola, dal dopoguerra non se ne vedevano più così tanti.

Ma il fenomeno, vergognoso, è più complesso e grava su milioni di persone, chiamando in causa politica e burocrazia che non riescono a sbloccare centinaia di milioni di euro che Bruxelles deve all’Italia.

E’ vera e propria emergenza alimentare.

La fame in Italia nel 2014 è un’epidemia non vista, ma non invisibile. È una piaga evitabile, ma non evitata: a Roma, a Bruxelles e a Berlino ha radici e omissioni che vanno aldilà del disastro dell’economia italiana.

L’aumento dei bisognosi è certificato dai numeri contenuti nella richiesta di aiuti che il governo ha spedito a Bruxelles questo mese, da quelli forniti dall’Istat, dall’Agea, l’agenzia del governo per l’aiuto alimentare, dal Banco alimentare, quest’anno falcidiato dall’Europa.

Dal 1987 l’aiuto alimentare nell’Unione europea era assicurato dalla Politica agricola comune. Bruxelles comprava le eccedenze, o sussidiava una produzione supplementare, e distribuiva gratis le derrate ai ministeri dell’Agricoltura, i quali a loro volta le passavano alle associazioni caritative.

Questo sistema si è interrotto per una sentenza della Corte di giustizia europea nel 2011 prodotta da un ricorso contro gli aiuti presentato dalla Germania e sostenuto da Svezia, Austria, Olanda, Gran Bretagna, Danimarca, Repubblica Ceca.

Questi governi hanno sostenuto che l’aiuto alimentare agli indigenti non spetta all’Europa ma ai singoli governi e agli enti locali.

È qui che gli intoppi della politica e della burocrazia in Italia hanno prodotto un passaggio a vuoto in cui, quasi certamente, quest’anno milioni di persone (4 si stima) si sono viste ridurre i pacchi alimentari o le porzioni alle mense di carità.

La possibilità di mangiare, per milioni di poveri, si è bruscamente interrotta.

Fonte: articolotre.com  ecplanet.com

La Croazia rimpiange di aver aderito all’Unione Europea

Croazia UeLa Croazia è entrata nell’Unione Europea il 1. luglio 2013, ma dopo un solo anno sono in tanti a rimpiangere questa adesione. Le aspettative economiche sono nere e il governo di Zagabria non riesce a risolvere i suoi problemi strutturali.

I tanto decantati investimenti provenienti dall’estero non sono mai arrivati e la disoccupazione è esplosa arrivando al 17,2%, terzo tasso più alto d’Europa.

La disoccupazione giovanile è addirittura al 49,7%, dato drammatico che ben evidenzia come l’adesione all’UE non abbia portato alcun vantaggio.

Anzi: le politiche di austerità infatti impediscono al governo croato di attuare manovre per aiutare i suoi cittadini e Bruxelles, al posto che aiutare il paese, ha pensato bene di avviare un procedimento per deficit eccessivo. Deficit che, in un solo anno di Unione Europea, è aumentato di ben 5 punti percentuali, passando dal 59,6% al 64,7%.

Forse gli euroscettici croati non avevano tutti i torti, quando sostenevano che unirsi agli eurofalliti avrebbe definitivamente bloccato la crescita della Croazia…

Fonte: mattinonline.ch  Fonte: ecplanet.com