Argentina 1976-2026, a 50 anni dal Colpo di Stato: il progetto di Milei riattualizza gli anni bui della dittatura

 

A mezzo secolo dall’ultimo –e più brutale– colpo di stato della sua storia, la democrazia argentina affronta oggi un altro tipo di attacco: il governo di Javier Milei. Nonostante sia emerso dalle urne, il suo è portatore di un progetto economico, sociale e ideologico in sintonia con quello attuato dalla dittatura negli anni ’70. Tuttavia, sebbene spesso ignorate dai grandi mezzi di informazione, sono quasi quotidiane le espressioni di resistenza popolare contro tale progetto antisociale.

di Sergio Ferrari
Traduzione a cura del Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati

Radiografia della paralisi produttiva

Più di 22 mila aziende, principalmente medie e piccole, ma anche molte grandi, hanno chiuso i battenti negli ultimi due anni. Con una perdita di 300 mila posti di lavoro: 200 mila nel settore privato e il resto nel settore pubblico.

Una lettura più approfondita delle statistiche ufficiali rivela più di 550 mila persone spostate dai lavori formali. Di esse, quasi 386 mila categorizzate come mono reddito, cioè lavoratori e lavoratrici indipendenti. Il governo ha imposto nuove norme escludenti che hanno spinto migliaia e migliaia di lavoratori a rinunciare a quella categoria, passando così ad ingrossare il settore informale, sempre più ampio e deregolamentato (https://www.infobae.com/economia/2026/02/12/desde-el-inicio-del-gobierno-de-milei-se-perdieron-300000-empleos-asalariados-registrados/).

Prezzi europei, salari da fame

Dall’entrata in carica del nuovo governo sono stati due anni molto complessi sia per il settore salariato che per gli indipendenti, e il futuro non si prospetta migliore. A febbraio, il governo è riuscito a far approvare al parlamento la nuova Legge sul Lavoro, una riforma del lavoro di stampo neoliberale con somiglianze alla legislazione che prevaleva durante l’ultima dittatura tra il 1976 e il 1983. La Confederazione Generale del Lavoro (CGT) ha annunciato che impugnerà questa Legge in sede giudiziaria. Fondamentalmente produrrà l’indebolimento intenzionale dell’organizzazione sindacale e dei diritti essenziali, come le negoziazioni paritarie per settori e quello dello sciopero. Questa nuova legge, che Milei presenta come di “modernizzazione del lavoro”, implica la perdita di conquiste storiche, come i contratti di lavoro e il riconoscimento delle ore straordinarie, oltre all’aumento delle giornate lavorative, delle vacanze frazionate a capriccio del datore di lavoro e la flessibilizzazione dei licenziamenti.

In termini macroeconomici, si tratta di un trasferimento multimilionario di risorse dai lavoratori e dai pensionati verso il settore imprenditoriale. A partire dall’applicazione della Legge, ad esempio, gli imprenditori (grandi, medi e piccoli) contribuiranno mensilmente a un Fondo di Assistenza Lavorativa (FAL) per sovvenzionare i licenziamenti, che sicuramente si moltiplicheranno vertiginosamente. Ironia della sorte, questo fondo, che si costituisce con il 3,5% della massa salariale lorda, il settore padronale potrà detrarlo dal suo contributo obbligatorio alle pensioni e alla previdenza sociale. Questo trasferimento gigantesco del reddito nazionale dei lavoratori e dei pensionati verso il mondo imprenditoriale rappresenta nientemeno che una punizione immeritata per i pensionati, che già stanno subendo il congelamento delle loro magre pensioni e la perdita irreversibile del loro potere d’acquisto (https://centrocepa.com.ar/informes/727-la-precarizacion-avanza-analisis-de-la-reforma-laboral).

Per dare un volto umano a queste cifre, basta menzionare che la pensione minima attuale (incluso un bonus supplementare speciale) equivale a 305 dollari mensili, mentre il salario minimo iniziale si attesta intorno ai 239 dollari. Per quanto riguarda il salario di un impiegato di commercio con dieci anni di anzianità, esso raggiunge a malapena i 774 dollari mensili. In sintesi, redditi depressi al massimo in un paese i cui prezzi sono di per sé esorbitanti. Dove un chilo di pane costa tra i 2,50 e i 3 dollari e un litro di latte intorno ai 2 dollari, mentre un chilo di riso si aggira intorno ai 3 dollari, quello di farina più di 1 dollaro e qualsiasi pezzo di formaggio comune supera i 10 dollari. I vestiti, come i servizi pubblici, come l’acqua corrente, il gas e l’elettricità, costano tanto quanto in Spagna, Francia o Italia. Il costo mensile della salute privata raggiunge anche livelli europei: una “prepaga” (assicurazione sanitaria privata) di copertura base e senza lussi per un nucleo familiare di quattro persone può oscillare intorno ai 400 dollari, superando i 1.000 dollari mensili quelle che offrono migliori servizi di base. In altre parole: per evitare di cadere in una situazione di povertà, come quella che soffre oltre il 40% della popolazione (secondo statistiche non ufficiali, secondo il governo meno del 30%), una famiglia ha bisogno di un minimo di quattro salari di base.

Un capitolo a parte in questi ultimi due anni è occupato dal disinvestimento nell’istruzione, nella scienza e nella cultura a tutti i livelli. Quest’anno, il Fondo Nazionale per l’Educazione Tecnico Professionale subirà un taglio storico, di circa il 93% rispetto ai fondi impiegati nel 2023 (https://centrocepa.com.ar/informes/729-desfinanciamiento-del-sistema-educativo-el-retroceso-de-la-etp-las-universidades-y-la-cyt).

La brusca caduta del potere d’acquisto dei lavoratori, così come della loro partecipazione al reddito nazionale, fu uno degli obiettivi principali della dittatura degli anni ’70. Nel 1974, questa partecipazione rappresentava il 45% del bilancio nazionale, ma nel 1982, quasi alla fine della dittatura, appena il 22%. Con il kirchnerismo al governo, è arrivato al 51%, e attualmente oscilla intorno al 36%.

Somiglianze tra entrambi i modelli che si esprimono, anche, nella priorità assoluta attribuita al capitale finanziario, nella punizione della produzione nazionale privilegiando l’importazione libera e indiscriminata di prodotti, e nell’esplosione del ciclo di indebitamento (https://ri.conicet.gov.ar/handle/11336/265247).

Inoltre, la politica mileista, che cerca di disciplinare con rigore i sindacati, di sottrarre loro potere dalle loro strutture e di deregolamentare i diritti dei lavoratori, coincide con quella dei dittatori degli anni ’70. Significativamente, due progetti simili benedetti da Washington -attualmente espressi nella subordinazione di Milei alla politica di Trump- e patrocinati dagli organismi finanziari internazionali, in particolare dal Fondo Monetario Internazionale.

Entrambi i progetti –ieri e oggi– fondando le loro politiche di repressione, sebbene con differenze di metodi e livelli di brutalità, su concezioni conservatrici e discorsi “anticomunisti”, sullo smantellamento dello Stato sociale e sull’impero del capitale sopra ogni cosa. Così come in un maggiore controllo della migrazione e di una parte importante dei grandi mezzi di informazione (ieri e oggi) e di attive reti sociali promotrici di fake e bufale (oggi).

Erosione economica senza corrispondenza politica

Secondo un sondaggio di febbraio della consulente Proyección, il 70% degli intervistati ha dichiarato che l’economia continua a essere altrettanto male o peggiore rispetto a dicembre 2025, poco prima dell’arrivo del nuovo governo, a causa dell’”aggiustamento” economico e finanziario introdotto da Milei. Un altro dato cruciale emerso dall’indagine è che il 57% ha ammesso di aver fatto ricorso all’indebitamento per coprire le spese domestiche tramite prestiti tra familiari, carte di credito, portafogli virtuali, crediti bancari o finanziari.

Nonostante il malessere economico, lo scenario elettorale continua a mostrarsi favorevole per il governo. Se oggi ci fossero elezioni nazionali, La Libertad Avanza otterrebbe il 43,6% dei voti, mentre il peronismo/kirchnerismo (impegnato in inspiegabili lotte interne e con l’ex presidente Cristina de Kirchner, proscritta e in prigione) raggiungerebbe il 35,9%. Molto più indietro, altre forze con appena il 3%.

Nonostante l’usura sociale causata dal progetto Milei, queste proiezioni permettono di pensare che, per il momento, l’elettorato non veda un’alternativa di governo e che continui a far pagare un conto molto salato ai due governi precedenti, sia quello neoliberale di Mauricio Macri che quello peronista di Alberto Fernández, per non aver mantenuto le loro promesse di miglioramento sociale (https://www.infoplatense.com.ar/costo-social-del-plan-milei-siete-de-cada-diez-argentinos-dicen-que-su-economia-empeoro/).

Resistenze quotidiane

Quando il 24 marzo si ricorderà l’anniversario del Colpo di Stato civico-militare, importanti settori sociali argentini realizzeranno centinaia di attività pubbliche in tutto il paese: piazze, scuole, università, luoghi della memoria, davanti alle prigioni (come quella di Coronda a Santa Fe). Solo nella Provincia di Santa Fe si svolgono a marzo più di un centinaio di attività in 22 città e paesi.

Ripetendo così una dinamica annuale di particolare rilevanza dal ritorno alla democrazia già incorporata nell’agenda cittadina: le mobilitazioni di massa con concentrazioni principali, ma con atti dispersi in tutto il territorio nazionale. Quest’anno, così come nel 2024 e nel 2025, queste proteste incorporano ai loro assi tradizionali di difesa e promozione della Memoria, Verità e Giustizia, la denuncia delle politiche negazioniste e di aggressione frontale del Governo Milei contro i diritti umani.

La lotta tra ampi settori sociali e il Governo è stata una costante in questi ultimi 27 mesi. Di essa parlano non solo i quattro scioperi nazionali convocati in questo periodo, ma anche le centinaia di conflitti grandi, medi o piccoli contro le politiche antisociali del governo. Le manifestazioni e le proteste delle donne, delle femministe e della diversità, sempre più partecipate. Così come migliaia di piccoli gesti e iniziative locali di resistenza che fanno dell’Argentina un paese in costante ebollizione. Che si confronta con un modello sempre più sofisticato ed espanso di repressione, l’altra faccia della strategia della destra al potere.

Secondo un rapporto della Commissione Provinciale per la Memoria, organismo che fa parte del Sistema Nazionale di Prevenzione della Tortura, durante il secondo anno del governo Milei la repressione contro la protesta sociale è raddoppiata rispetto all’anno precedente. È aumentato anche il numero di arrestati e feriti (https://eldebate.com.ar/milei-reprimio-casi-la-mitad-de-las-manifestaciones-del-2025-segun-la-comision-provincial-por-la-memoria/).

Emblematica fu, per esempio, la manifestazione per la Giornata Internazionale della Donna che in Argentina è stata convocata lunedì 9 marzo con decine di migliaia di persone in strada. La protesta è stata talmente ampia che gli stessi media conservatori hanno dovuto riconoscere che i manifestanti “riempirono la Plaza de Mayo” di fronte alla Casa de Gobierno, a Buenos Aires. Il quotidiano progressista argentino Página 12 in prima pagina della sua edizione del 10 marzo titolava: “La marea ritorna.” “Unire le lotte contro il FMI e Milei” è stato lo slogan che ha sollevato una moltitudine, “convinta che i femminismi siano oggi una delle principali forze della resistenza”. Le partecipanti “hanno chiamato a combattere un governo che nega la figura del femminicidio e smantella tutti gli strumenti per prevenirlo”.

Fonte: Argentina 1976-2026, a 50 anni dal Colpo di Stato: il progetto di Milei riattualizza gli anni bui della dittatura | World Politics Blog

Caro vita: 10 anni di euro equivalgono a 10 anni di mazzate

Caro vitaTra il 2010 e il 2014 solo in Spagna le tariffe pubbliche sono rincarate più che in Italia. Se a Madrid l’aumento medio è stato del 23,7 per cento, in Italia l’incremento è stato del 19,1 per cento.

Tra i grandi Paesi d’Europa, invece, la Francia ha registrato un rincaro medio del 12,9 per cento, mentre la Germania ha segnato un ritocco all’insù dei prezzi solo del 4,2 per cento.

L’area dell’euro ha subito un incremento dei prezzi amministrati dell’11,8 per cento: oltre 7 punti percentuali in meno che da noi. I calcoli sono stati effettuati dall’Ufficio studi della CGIA che oltre a eseguire una comparazione tra l’andamento delle tariffe amministrate nei principali paesi d’Europa ha analizzato anche il trend registrato tra il 2004 e i primi 11 mesi del 2014 delle tariffe dei principali servizi pubblici presenti nel nostro Paese.

Negli ultimi 10 anni, a fronte di un incremento dell’inflazione che in Italia è stato del 20,5 per cento, l’acqua è aumentata del 79,5 per cento, i rifiuti del 70,8 per cento, l’energia elettrica del 48,2 per cento, i pedaggi autostradali del 46,5 per cento, i trasporti ferroviari del 46,3 per cento, il gas del 42,9 per cento, i trasporti urbani del 41,6 per cento, il servizio taxi del 31,6 per cento e i servizi postali del 27,9 per cento. Tra tutte le voci analizzate, solo i servizi telefonici hanno subito un decremento: -15,8 per cento, ma si tratta di compagnie private, non di servizi pubblici.

Sottolinea il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi: “Nel nostro Paese i rincari maggiori hanno interessato le tariffe locali. Se per quanto concerne l’acqua i prezzi praticati rimangono ancora adesso tra i più contenuti d’Europa, gli aumenti registrati dai rifiuti sono del tutto ingiustificabili. A causa della crisi economica, negli ultimi 7 anni c’è stata una vera e propria caduta verticale dei consumi delle famiglie e delle imprese: conseguentemente è diminuita anche la quantità di rifiuti prodotta. Pertanto, con meno spazzatura da raccogliere e da smaltire, le tariffe dovevano scendere, invece, sono inspiegabilmente aumentate. Si pensi che nell’ultimo anno, a seguito del passaggio dalla Tares alla Tari, gli italiani hanno pagato addirittura il 12,2 per cento in più, contro una inflazione che è aumentata solo dello 0,3 per cento”.

L’analisi di Bortolussi si conclude esaminando le cause che hanno incrementato le altre voci tariffarie: “Gli aumenti del gas hanno sicuramente risentito del costo della materia prima e del tasso di cambio, mentre l’energia elettrica dell’andamento delle quotazioni petrolifere e dell’aumento degli oneri generali di sistema, in particolare per la copertura degli schemi di incentivazione delle fonti rinnovabili.

I trasporti urbani, invece, sono stati condizionati dagli aumenti del costo del carburante e quello del lavoro. Non va nemmeno dimenticato che molti rincari sono riconducibili anche al peso fiscale che grava sulle tariffe che, purtroppo, da noi tocca punte non riscontrabili nel resto d’Europa.

Inoltre, nonostante i processi di liberalizzazione avvenuti in questi ultimi decenni abbiano interessato gran parte di questi settori, i risultati ottenuti sono stati poco soddisfacenti, e in molti casi pessimi. In linea di massima, oggi siamo chiamati a pagare di più, ma la qualità dei servizi resi non ha subito sensibili miglioramenti. Speriamo che la riduzione del prezzo del petrolio registrata in questi ultimi mesi comporti per l’anno venturo una contrazione delle tariffe, soprattutto di luce, gas e trasporti che sono le principali voci di spesa che gravano sui bilanci delle famiglie e delle piccole imprese italiane”.

Resta il fatto che in 10 anni di euro invece di avere stabilizzato i prezzi e migliorato i servizi, l’Italia ha aumentato a dismisura i prezzi dei servizi e peggiorato la loro qualità.

Fonte: lastella.altervista.org    http://www.ecplanet.com

Matrix: le 25 regole per soggiogare la popolazione mondiale

 

Amschel Mayer RothschildAmschel Mayer Rothschild, banchiere ebreo tedesco della dinastia finanziaria Rothschild (rinominato dagli ebrei dell’Europa orientale come “il pio Rothschild”) nel 1773 riunì 12 influenti banchieri per presentare un piano, in 25 punti, per “dominare le ricchezze, le risorse naturali e la forza lavoro di tutto il mondo”.

Egli svelò “come la Rivoluzione Inglese (1640-60) fosse stata organizzata e mise in risalto gli errori commessi: il periodo rivoluzionario era stato troppo lungo, l’eliminazione dei reazionari non era stata eseguita con sufficiente rapidità e spietatezza e il programmato “regno del terrore”, col quale si doveva ottenere la rapida sottomissione delle masse, non era stato messo in pratica in modo efficace.

Malgrado questi errori, i banchieri, che avevano istigato la rivoluzione, avevano stabilito il loro controllo sull’economia e sul debito pubblico inglese”.

Rothschild mostrò che questi risultati finanziari non erano da paragonare a quelli che si potevano ottenere con la Rivoluzione Francese, a condizione che i 12 presenti si unissero per mettere in pratica il piano rivoluzionario che egli aveva studiato.

Questi 25 punti sono:

 

01. Usare la violenza e il terrorismo, piuttosto che le discussioni accademiche.

02. Predicare il “Liberalismo” per usurpare il potere politico.

03. Avviare la lotta di classe.

04. I politici devono essere astuti e ingannevoli, qualsiasi codice morale lascia un politico vulnerabile.

05. Smantellare le esistenti forze dell’ordine e i regolamenti. Ricostruzione di tutte le istituzioni esistenti.

06. Rimanere invisibili fino al momento in cui si è acquisita una forza tale che nessun’altra forza o astuzia può più minarla.

07. Usare la Psicologia di massa per controllare le folle. “Senza il dispotismo assoluto non si può governare in modo efficiente.”

08. Sostenere l’uso di liquori, droga, corruzione morale e ogni forma di vizio, utilizzati sistematicamente da “agenti” per corrompere la gioventù.

09. Impadronirsi delle proprietà con ogni mezzo per assicurarsi sottomissione e sovranità.

10. Fomentare le guerre e controllare le conferenze di pace in modo che nessuno dei combattenti guadagni territorio, mettendo loro in uno stato di debito ulteriore e quindi in nostro potere.

11. Scegliere i candidati alle cariche pubbliche tra chi sarà “servile e obbediente ai nostri comandi, in modo da poter essere facilmente utilizzabile come pedina nel nostro gioco”.

12. Utilizzare la stampa per la propaganda al fine di controllare tutti i punti di uscita di informazioni al pubblico, pur rimanendo nell’ombra, liberi da colpa.

13. Far si che le masse credano di essere state preda di criminali. Quindi ripristinare l’ordine e apparire come salvatori.

14. Creare panico finanziario. La fame viene usata per controllare e soggiogare le masse.

15. Infiltrare la massoneria per sfruttare le logge del Grande Oriente come mantello alla vera natura del loro lavoro nella filantropia. Diffondere la loro ideologia ateo-materialista tra i “goyim” (gentili).

16. Quando batte l’ora dell’ incoronamento per il nostro signore sovrano del Mondo intero, la loro influenza bandirà tutto ciò che potrebbe ostacolare la sua strada.

17. Uso sistematico di inganno, frasi altisonanti e slogan popolari. “Il contrario di quanto è stato promesso si può fare sempre dopo…Questo è senza conseguenze”.

18. Un Regno del Terrore è il modo più economico per portare rapidamente sottomissione.

19. Mascherarsi da politici, consulenti finanziari ed economici per svolgere il nostro mandato con la diplomazia e senza timore di esporre “il potere segreto dietro gli affari nazionali e internazionali.”

20. L’obiettivo è il supremo governo mondiale. Sarà necessario stabilire grandi monopoli, quindi, anche la più grande fortuna dei Goyim dipenderà da noi a tal punto che essi andranno a fondo insieme al credito dei dei loro governi il giorno dopo la grande bancarotta politica.

21. Usa la guerra economica. Deruba i “Goyim” delle loro proprietà terriere e delle industrie con una combinazione di alte tasse e concorrenza sleale.

22. Fai si che il “Goyim” distrugga ognuno degli altri; così nel mondo sarà lasciato solo il proletariato, con pochi milionari devoti alla nostra causa e polizia e soldati sufficienti per proteggere i loro interessi.

23. Chiamatelo il Nuovo Ordine. Nominate un Dittatore.

24. Istupidire, confondere e corrompere i membri più giovani della società, insegnando loro teorie e principi che sappiamo essere falsi.

25. Piegare le leggi nazionali e internazionali all’interno di una contraddizione che innanzi tutto maschera la legge e dopo la nasconde del tutto. Sostituire l’arbitrato alla legge. (fonte)

Tutto questo è già in atto la Spectre esiste veramente, cosa ne pensate?

Fonte: attivotv.it  http://www.ecplanet.com