Global Times: una guerra tra gli Usa e la Cina sarà inevitabile

Apparato militare cineseL’avvertimento arriva dal Global Times, di proprietà del partito Comunista. Pomo della discordia è il Mar cinese meridionale.

A meno che Washington smetta di pretendere che Pechino fermi i suoi progetti di costruzione nel Mar cinese meridionale, “una guerra tra gli Stati Uniti e la Cina sarà inevitabile”. Lo ha scritto un editoriale del Global Times, di proprietà del People’s Daily, quotidiano ufficiale del Partito Comunista del paese.

“Non desideriamo un conflitto militare con gli Stati Uniti, ma se dovesse presentarsi, dobbiamo accettarlo”, ha continuato l’articolo del giornale, noto per essere tra i più nazionalisti della Cina.

Escalation delle tensioni tra i due paesi, dopo che una decina di giorni fa Washington ha rivelato piani per dispiegare navi da guerra nelle acque a largo delle isole Spratly, nel Mar cinese meridionale.

Le isole Spratly compongono un arcipelago al largo delle coste filippine, malesi e vietnamite e potenzialmente hanno grandi riserve di petrolio e gas. Per questo motivo sono rivendicate da diversi paesi, come Cina, Taiwan, Malesia, Brunei, Filippine e Vietnam.

Nel corso degli ultimi mesi, la Cina ha continuato a costruire isole artificiali sulle barriere coralline delle isole, alimentando speculazioni secondo cui la sua reale intenzione sarebbe quella di dar vita a una base militare nel Mar cinese meridionale.

Le autorità cinesi hanno d’altro canto criticato aspramente Washington per l’aereo-spia che la settimana scorsa ha sorvolato alcune zone del sud del Mar della Cina rivendicate da Pechino.

Una portavoce del ministero cinese degli Esteri, nel corso di una conferenza stampa, ha invitato gli Usa a evitare “dichiarazioni e azioni irresponsabili” sulla questione del Mar della Cina.

Fonte: (Lna) wallstreetitalia.com  www.ecplanet.com

Gli Usa sono pronti ad attaccare la Russia e la Cina con la convinzione che vinceranno

Guerra Usa contro la RussiaDovremmo leggere attentamente “La Letalità delle Armi Nucleari” di Steven Starr. Washington pensa che in una guerra nucleare ci possa essere chi vince e sta progettando un primo attacco alla Russia, o forse alla Cina, per evitare qualsiasi sfida alla sua egemonia sul mondo.

Il piano è molto avanzato ed è quasi pronto.

Basterebbe l’1% degli arsenali nucleari degli USA o della Russia per provocare una “piccola guerra nucleare” che porterebbe a un disfacimento catastrofico del clima globale e alla distruzione massiccia dello strato di ozono, con conseguenti danni, tanto gravi per l’agricoltura del mondo, che due miliardi di persone potrebbero morire di fame.

Come ho già scritto in precedenza, la dottrina strategica degli Stati Uniti è cambiata e il ruolo dei missili nucleari è stato portato da strumento di re-azione a arma offensiva, da usare al primo colpo. Sono stati piazzati dei missili anti-balistici (ABM) nelle basi americane in Polonia sulla frontiera della Russia, e altri missili verranno piazzati in altre basi. Una volta completato il lavoro la Russia sarà circondata da basi missilistiche americane.

I Missili anti-balistici, noti come “star wars”, sono armi progettate per intercettare e distruggere missili balistici intercontinentali. Secondo la nuova strategia di guerra di Washington, gli Stati Uniti dovrebbero colpire la Russia per primi, e qualunque sia la residua forza di rappresaglia che la Russia potrebbe ancora usare, non riuscirebbe comunque a raggiungere gli Stati Uniti: sarebbe bloccata dallo scudo degli ABM.

La ragione per cui Washington ha optato per un cambiamento della sua dottrina di guerra è la possibilità che anche i terroristi potrebbero avere un’arma nucleare con cui distruggere una città americana. Una spiegazione senza senso. I terroristi sono persone o gruppi di persone, non sono una nazione che dispone di un esercito minaccioso. Usare le armi nucleari contro i terroristi significa distruggere molto più dei terroristi stessi, sarebbe come inviare dei missili convenzionali per abbattere un singolo drone.

La ragione per cui Washington ha dotato di ABM la base in Polonia è proteggere l’Europa contro i missili balistici intercontinentali iraniani. Washington, come ogni altro governo europeo, sa bene che l’Iran non ha nessun ICBM e che l’Iran non ha mai detto di aver intenzione di attaccare l’Europa.

Nessun governo crede nelle ragioni di Washington. Qualsiasi governo si rende conto, invece, che le ragioni di Washington sono deboli tentativi di nascondere il fatto che si sta posizionando le sue basi per poter vincere una guerra nucleare.

Il governo russo è consapevole che questo cambio di strategia di guerra degli Stati Uniti e le basi ABM americane poste ai suoi confini siano orientate contro la Russia e questi sono segnali evidenti che Washington intende essere pronta per un primo attacco con armi nucleari contro la Russia.

Anche la Cina ha capito che Washington ha le stesse intenzioni contro la Cina. Come ho riferito qualche mese fa, in risposta alla minaccia di Washington, la Cina ha attirato l’attenzione del mondo sulla sua capacità di distruggere gli Stati Uniti, nel caso che Washington dovesse intraprendere un conflitto di questo genere.

Comunque, Washington crede di poter vincere una guerra nucleare con pochi o o senza danni per gli Stati Uniti. E’ questa convinzione che rende probabile una guerra nucleare.

Come Steven Starr dice con chiarezza, questa convinzione è basata sull’ignoranza. Una guerra nucleare non avrà nessun vincitore. Anche se le città degli Stati Uniti fossero salvate dallo scudo contro gli ABM, le radiazioni e gli effetti prodotti dall’inverno nucleare delle armi che hanno colpito la Russia o la Cina distruggerebbero gli Stati Uniti allo stesso modo.

I media, opportunamente concentrati in poche mani durante il corrotto regime di Clinton, sono complici perché stanno ignorando il problema. Anche i governi degli stati vassalli di Washington in Europa occidentale e orientale, del Canada, dell’Australia e del Giappone sono complici, perché accettano il piano di Washington e mettono a disposizione le basi militari per la sua attuazione. Un governo polacco demente, probabilmente, ha già firmato la condanna a morte per l’umanità.

Il Congresso degli Stati Uniti è complice, perché non è stata presentata nessuna audizione contro il progetto esecutivo per l’avvio di una guerra nucleare.

Washington ha creato una situazione pericolosa. Dato che Russia e Cina sono state chiaramente minacciate di un primo lancio nucleare, anche loro potrebbero decidere di colpire per prime. Perché Russia e Cina dovrebbero restare sedute ad attendere l’inevitabile, mentre l’avversario sta creando i presupposti per proteggersi, sviluppando il suo scudo ABM? Una volta che Washington ha terminato lo scudo, Russia e Cina sono certe che saranno attaccate, a meno che non si arrendano prima.

La relazione di 10 minuti di Russia Today, mette in chiaro che il piano segreto di Washington per colpire la Russia per prima, non è un segreto. La relazione chiarisce anche che Washington è pronta a eliminare qualsiasi leader europeo che non si allineerà con Washington. Una trascrizione del testo è su Global Research.

Molti lettori mi chiedono: “Cosa possiamo fare?” Questo è quello che si può fare.

Non ASCOLTARE il Ministero della Propaganda spegnendo Fox News , CNN , BBC , ABC , NBC , CBS , smettendo di leggere il New York Times, il Washington Post, il Los Angeles Times.

Basta uscire dal circuito dell’informazione dei media ufficiali. Non credere una parola di quello che dice il governo. Non votare. Rendersi conto che il male è concentrato a Washington. Nel 21° secolo Washington ha distrutto in tutto o in parte sette paesi. Ha ucciso milioni di persone, li ha mutilati, li ha fatti fuggire dalle loro case e Washington non ha mai dato segni di rimorso.

E nemmeno le chiese “cristiane”. Tutta la devastazione che Washington ha provocato nel mondo è raccontata come se fosse stato un grande successo. Ha vinto Washington.

Washington è determinata a vincere. Ma è lo stesso male, che Washington rappresenta, che sta portando il mondo verso la sua distruzione.

Autore: Paul Craig Roberts è stato Assistente Segretario del Tesoro degli Stati Uniti e Associate Editor del Wall Street Journal. Il suo ultimo libro è “The Failure of Laissez-Faire Capitalism”. Sempre di Roberts è disponibile presso Counterpunch in formato elettronico “How the Economy Was Lost” / Articolo originale: counterpunch.org / Fonte: comedonchisciotte.org / Traduzione a cura di: Bosque Primario fonte ecplanet.com

Entro breve niente più dollari in Russia. Gli scambi avverranno in yuan e altre valute asiatiche

Vladimi Putin - YuanDalle parole ai fatti. Il piano di Mosca per far crollare la valuta e i bond Usa.

Le aziende russe sono pronte a concludere le transazioni commerciali in yuan e altre valute asiatiche, al posto del dollaro.

È quanto riporta il Financial Times, facendo riferimento ai timori delle società di essere tagliate fuori dal mercato del dollaro, causa le sanzioni che l’Occidente ha imposto contro Mosca.

“Nelle ultime settimane il mercato è stato caratterizzato da un forte interesse da parte delle società russe verso prodotti in renbimbi e altre monete asiatiche, oltre che verso l’opzione di aprire conti in paesi asiatici”, ha confermato Pavel Teplukhin, responsabile di Deutsche Bank in Russia.

Andrei Kostin, amministratore delegato della banca statale VTB, ha confermato che il maggiore utilizzo di valute diverse dal dollaro è uno dei “principali obiettivi” dell’istituto.

“Considerato il livello dei nostri commerci bilaterali con la Cina, lo sviluppo dell’utilizzo di rubli e yuan è una priorità della nostra agenda, ed è su questo che stiamo lavorando – ha detto di recente il presidente russo Vladimir Putin – Dal mese di maggio, stiamo andando avanti in questa direzione”.

Mosca sta cercando di rafforzare i suoi rapporti con l’Asia, in un momento in cui le relazioni con l’Occidente sono fortemente compromesse, anche attraverso l’apertura di conti in dollari di Hong Kong e Singapore.

L’obiettivo, dopo l’imposizione delle sanzioni, è quello di ridurre la dipendenza dai mercati finanziari occidentali, in un contesto in cui le banche europee e americane hanno rallentato in modo significativo le loro attività di erogazione di prestiti nel paese, a seguito dell’annessione della Crimea.

“Non c’è nulla di sbagliato nel tentare, da parte della Russia, di ridurre la propria dipendenza dal dollaro. Anzi, è una cosa davvero ragionevole da fare – ha commentato il responsabile russo di un’altra grande banca europea, precisando come l’esposizione della Russia verso il dollaro renda il mercato russo più volatile in tempi di crisi – Non c’è nessuna ragione per cui bisogna concludere un contratto commerciale con il Giappone in dollari”.

Ma è solo una necessità? Non proprio.

Mosca sta lanciando una vera e propria guerra economica contro l’Occidente. E il suo obiettivo sembra quello di attaccare il dollaro, tanto che lo scorso 24 aprile si sarebbe svolto anche un meeting segreto, organizzato dal governo per sbarazzarsi del dollaro Usa negli scambi commerciali.

Il meeting – definito in America “de-dollarization meeting” – è stato presieduto dal vice primo ministro della Federazione russa Igor Shuvalov, a conferma della determinazione di Mosca di porre fine all’utilizzo della valuta americana.

Ancora prima Sergei Glazyev, consulente del presidente russo Vladimir Putin, aveva reagito alle sanzioni minacciando il crollo del dollaro e dei Treasuries.

“Incoraggeremmo tutti a smobilizzare i bond americani, a sbarazzarsi di dollari e ad abbandonare il mercato Usa”.

Fonte: wallstreetitalia.com   ecplanet.com