Global Times: una guerra tra gli Usa e la Cina sarà inevitabile

Apparato militare cineseL’avvertimento arriva dal Global Times, di proprietà del partito Comunista. Pomo della discordia è il Mar cinese meridionale.

A meno che Washington smetta di pretendere che Pechino fermi i suoi progetti di costruzione nel Mar cinese meridionale, “una guerra tra gli Stati Uniti e la Cina sarà inevitabile”. Lo ha scritto un editoriale del Global Times, di proprietà del People’s Daily, quotidiano ufficiale del Partito Comunista del paese.

“Non desideriamo un conflitto militare con gli Stati Uniti, ma se dovesse presentarsi, dobbiamo accettarlo”, ha continuato l’articolo del giornale, noto per essere tra i più nazionalisti della Cina.

Escalation delle tensioni tra i due paesi, dopo che una decina di giorni fa Washington ha rivelato piani per dispiegare navi da guerra nelle acque a largo delle isole Spratly, nel Mar cinese meridionale.

Le isole Spratly compongono un arcipelago al largo delle coste filippine, malesi e vietnamite e potenzialmente hanno grandi riserve di petrolio e gas. Per questo motivo sono rivendicate da diversi paesi, come Cina, Taiwan, Malesia, Brunei, Filippine e Vietnam.

Nel corso degli ultimi mesi, la Cina ha continuato a costruire isole artificiali sulle barriere coralline delle isole, alimentando speculazioni secondo cui la sua reale intenzione sarebbe quella di dar vita a una base militare nel Mar cinese meridionale.

Le autorità cinesi hanno d’altro canto criticato aspramente Washington per l’aereo-spia che la settimana scorsa ha sorvolato alcune zone del sud del Mar della Cina rivendicate da Pechino.

Una portavoce del ministero cinese degli Esteri, nel corso di una conferenza stampa, ha invitato gli Usa a evitare “dichiarazioni e azioni irresponsabili” sulla questione del Mar della Cina.

Fonte: (Lna) wallstreetitalia.com  www.ecplanet.com

Pechino invita l’Europa a non mettere zizzania tra la Cina e la Russia

Russia Cina e UELa Cina ha annunciato le visite del Premier del Consiglio di Stato Li Kequiang in Germania e in Italia e nello stesso tempo ha ammonito l’Europa dell’assenza di prospettive di nuovi tentativi di mettere discordia tra la Cina e la Russia. Pechino è pronta a usare qualsiasi opportunità che si presenta per l’imprenditoria sul mercato della Russia sullo sfondo del peggioramento dei rapporti con essa dell’UE.

L’ha dichiarato l’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Germania Shi Mingde una settimana prima dell’incontro di Li Kequiang con il cancelliere della Germania Angela Merkel.

La dichiarazione dell’ambasciatore è stata resa il 2 ottobre, quando il Ministero degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese ha annunciato che il 9-15 ottobre Li Kequiang si recherà in visita in Germania, Russia e Italia. Non è una coincidenza casuale. È un’evidente mossa preventiva. È una appello per smettere di spingere la Cina verso la costruzione della “muraglia cinese” per separarsi dalla Russia. “Noi vogliamo legami economici molto stretti con la Russia”, – ha accentuato l’ambasciatore. “Noi vogliamo il miglioramento dei rapporti tra la Russia e l’UE. Tuttavia quando si presentano le opportunità per approfondire la cooperazione con la Russia, perché non sfruttarle? È evidente. Non siamo stati noi a iniziare questo conflitto”, – ha messo in rilievo ironicamente e apertamente l’ambasciatore.

In tal modo dalla Germania la Cina ha lanciato un segnale all’Europa – essa occuperà le nicchie degli europei sul mercato russo che si aprono in seguito alle sanzioni contro la Russia. Non sarà semplice, ritiene Vladislav Belov, esperto sulla Germania dell’Istituto dell’Europa:

Nonostante tutte le difficoltà per ora le società tedesche conservano l’atteggiamento imprenditoriale. Sono contrarie alle sanzioni, criticano attivamente tale politica e il mondo imprenditoriale conferma la sua prontezza ad essere un partner in affari con la Russia. Tanto più che lo conferma in misura non inferiore rispetto alla Cina. Ciò procede a livello di specifiche ditte e società. Perciò i partner cinesi dovranno sforzarsi e già nelle condizioni di una trasparente e onesta concorrenza cercare di occupare quelle nicchie dove opera l’imprenditoria tedesca. Sospetto che ciò sia abbastanza difficile da fare.

L’Europa rimane un partner della Russia, ha dichiarato il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin al forum internazionale d’investimenti “Russia chiama”, svoltosi a Mosca il 2 ottobre. La Cina però – è la principale priorità. Dopo l’intervento del rappresentante della Cina al forum, il presidente ha accentuato che è diventata una priorità non a causa della riduzione della cooperazione dell’Europa con la Russia:

Io sono convinto che quando il rappresentante della Cina ha parlato delle possibilità dei fondi d’investimento ciò ha impressionato tutti. Tutti quanti. Quando uno comincia a sentire queste cifre – sono reali e non inventate. Ciò fa pensare di come rispondere alla domanda – “Come utilizzare la crescita della Cina nell’economia di altri paesi? Anche la Russia ci sta pensando. Per questo sono stati costituiti l’Organizzazione di Cooperazione di Shanghai (OCS) e BRICS. È stata la nostra scelta cosciente fatta molti anni fa.

Nei prossimi anni la Russia intende sviluppare i rapporti d’affari con i partner nell’ambito di BRICS, ha confermato Vladimir Putin. Non è una risposta congetturale e, tantomeno, forzata all’Occidente alle sue sanzioni antirusse. È una strategia che la Russia ha elaborato congiuntamente con Cina, India, Brasile e Repubblica Sudafricana negli interessi del comune sviluppo.

Fonte: italian.ruvr.ru

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In Cina muoiono ogni anno 600mila lavoratori

Morti suil lavoro in CinaNon sembra esserci soluzione. Le autorità continuano per la loro strada: pronta costruzione agglomerato urbano grande circa due terzi dell’Italia.

Ogni anno 300 mila americani muoiono per problemi di obesità, si tratta di dati preoccupanti, certo, ma non sono niente in confronto alle 600 mila persone che ogni anno muoiono in Cina a causa del lavoro, più in particolare, delle numero eccessive di ore lavorative.

I dati sono stati riportati da China Youth Daily e China Radio.

La media di questa scioccante statistica è di 1.600 persone al giorno, persone che lavorano senza mai fermarsi e che arrivano al collasso. Il dramma colpisce anche ragazzi in giovane età, tra i 24 e i 25 anni: “In Cina in molti credono che le cose si fanno per migliorare di continuo i benefici della nazione, sviluppare l’economia e dimenticarsi di se stessi” dichiara Yang della Capital University “Ma sicuramente non bisogna dimenticare che questo porta, alla fine, un danno alla nazione e alle proprie famiglie”.

È rarissimo vedere negli uffici qualcuno che mette una foto con la propria famiglia, solitamente i propri figli vengono cresciuti dai nonni in province distanti da dove lavorano i genitori.

Il governo poi sta pensando anche a questo, cercando di unire più città in una sola. Jing-Jin-Ji è un nuovo agglomerato urbano che sta prendendo forma intorno a Pechino e si estende per 216mila km quadrati, circa due terzi della superficie italiana. Potrà ospitare oltre 110 milioni di abitanti e servirà da modello per una nuova forma di urbanizzazione e di sviluppo dell’economia.

L’idea è quella di fondere Pechino con Tianjin e lo Hebei, la provincia che circonda la capitale.

Fonte: wallstreetitalia.com        fonte www.ecplanet.com