Xi Jinping: la Cina lavorerà con l’Africa per affrontare gli effetti di ricaduta del conflitto in Medio Oriente

I colloqui tra Xi Jinping e Daniel Francisco Chapo a Pechino segnano l’innalzamento delle relazioni tra Cina e Mozambico a una comunità dal futuro condiviso nella nuova era, rafforzando cooperazione Sud-Sud, sviluppo comune e coordinamento internazionale.

Il presidente cinese Xi Jinping e il presidente mozambicano Daniel Francisco Chapo hanno tenuto martedì colloqui a Pechino, e i due capi di Stato hanno concordato di elevare i legami bilaterali a una comunità Cina-Mozambico dal futuro condiviso nella nuova era, secondo quanto riferito dall’agenzia Xinhua.

Il presidente Xi ha sottolineato che amicizia e fiducia reciproca sono i tratti distintivi e i punti di forza politici delle relazioni tra Cina e Mozambico. Le due parti dovrebbero portare avanti le nobili tradizioni, continuare a estendere un fermo sostegno reciproco sulle questioni che riguardano i rispettivi interessi fondamentali e le principali preoccupazioni, rafforzare le interazioni a vari livelli e in vari settori tra governi, partiti politici, organi legislativi e autorità subnazionali, e intensificare la condivisione di esperienze nella governance del partito e dello Stato, secondo il sito del ministero degli Esteri cinese.

La forte complementarità economica tra i due Paesi apre ampie prospettive di cooperazione. Quest’anno segna l’inizio del periodo del XV Piano Quinquennale della Cina. La Cina è pronta a collaborare con il Mozambico per rafforzare l’allineamento delle strategie di sviluppo, creare nuovi modelli di cooperazione, esplorare nuove vie per lo sviluppo integrato di infrastrutture, energia e miniere, e coltivare attivamente nuovi motori di crescita in settori tra cui agricoltura, nuove energie, economia digitale e intelligenza artificiale, al fine di promuovere uno sviluppo di alta qualità e sostenibile della cooperazione pratica tra i due Paesi, ha dichiarato il leader cinese.

Di fronte a un panorama internazionale mutevole e turbolento, le due parti dovrebbero continuare a rafforzare coordinamento, solidarietà e collaborazione nelle Nazioni Unite e in altre istituzioni, e sostenere congiuntamente un mondo multipolare equo e ordinato e una globalizzazione economica universalmente vantaggiosa e inclusiva, salvaguardando equità e giustizia internazionali, ha osservato il presidente Xi.

Il presidente Chapo ha osservato che è per lui un grande piacere essere il primo leader di un Paese africano a compiere quest’anno una visita di Stato in Cina, fatto che testimonia il legame amichevole e fraterno tra i due Paesi e riveste grande significato per il popolo del Mozambico. Il Mozambico attribuisce grande importanza alle proprie relazioni con la Cina, aderisce senza condizioni al principio di una sola Cina e sostiene la Cina nel conseguimento della riunificazione nazionale, ha dichiarato Chapo.

Le due parti hanno diffuso la Dichiarazione congiunta tra la Repubblica Popolare Cinese e la Repubblica del Mozambico sulla costruzione della comunità Cina-Mozambico dal futuro condiviso nella nuova era.

Analisti cinesi hanno affermato che i rapporti tra Cina e Mozambico sono avanzati a un nuovo livello sulla base dell’uguaglianza e del rispetto reciproco. Facendo leva sull’amicizia storica, le due parti fisseranno un punto di riferimento per il Sud globale, rafforzeranno la solidarietà e sbloccheranno maggiori opportunità di sviluppo.

Amicizia e fiducia reciproca

Questo incontro ha di fatto elevato le relazioni tra Cina e Mozambico, incarnando il fondamento centrale su cui la Cina sviluppa i suoi rapporti con il Mozambico, caratterizzati da uguaglianza e rispetto reciproco, ha dichiarato martedì al Global Times Song Wei, professoressa presso la Scuola di Relazioni Internazionali e Diplomazia della Università di Studi Stranieri di Pechino.

Lo scambio avvenuto attraverso l’incontro dimostra anche la grande importanza attribuita dalla Cina allo sviluppo delle relazioni bilaterali con il Mozambico e mette in evidenza l’impegno cinese a sostenere lo sviluppo del Mozambico, approfondire la solidarietà e l’assistenza reciproca tra i due Paesi e promuovere una cooperazione di alta qualità nell’ambito della Belt and Road Initiative, ha aggiunto Song.

La visita di Chapo, dal 16 al 22 aprile, è la prima visita di Stato in Cina di un capo di Stato del Mozambico da 10 anni, ed è anche la prima visita in Cina del presidente Chapo da quando ha assunto l’incarico. Avviando il suo viaggio cinese nella provincia dello Hunan, nella Cina centrale, il presidente ha poi visitato la provincia del Qinghai, nella Cina nord-occidentale, prima di arrivare lunedì a Pechino.

Da una prospettiva storica, Yang Baorong, direttore degli Studi africani presso l’Istituto di Studi sull’Asia occidentale e l’Africa dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali, ha dichiarato al Global Times che il Mozambico ha forgiato legami di amicizia duraturi con la Cina.

L’esperto ha citato la visita del presidente mozambicano al Museo commemorativo di Mao Zedong a Shaoshan, nello Hunan, osservando che l’esplorazione dell’eredità storica serve a ripercorrere i legami reciproci e dimostra ulteriormente che i Paesi africani, incluso il Mozambico, possono trarre insegnamenti dall’esperienza cinese di governance nazionale accumulata nel corso del proprio sviluppo.

Dopo i colloqui, i due capi di Stato hanno assistito alla firma di oltre 20 documenti di cooperazione riguardanti la Belt and Road Initiative, l’attuazione della Global Security Initiative, economia e commercio, scambi culturali e tra i popoli, servizi medici e sanitari, nonché cooperazione nella stampa e nei media.

Secondo la dichiarazione congiunta, le due parti sono pronte a valorizzare i rispettivi punti di forza per rafforzare la cooperazione reciprocamente vantaggiosa nei settori energetico e minerario, condurre scambi sulle politiche di governance e sull’esperienza pratica, ed esplorare insieme nuove vie per lo sviluppo integrato e la crescita coordinata nel campo delle risorse energetiche e minerarie, così come nella costruzione di infrastrutture.

Le due parti espanderanno inoltre ulteriormente la cooperazione agricola, approfondiranno la cooperazione lungo la filiera industriale che copre produzione di prodotti agricoli, trasformazione, logistica e stoccaggio, e aiuteranno il Mozambico ad accrescere il valore aggiunto dei propri prodotti agricoli.

Sottolineando la “cooperazione Sud-Sud al centro”, un servizio di Africa News di lunedì ha affermato che la visita dovrebbe aprire la strada a un aumento degli investimenti cinesi in questo Paese dell’Africa sud-orientale.

Con effetto dal 1° dicembre 2024, la Cina ha concesso il trattamento a dazio zero sul 100 per cento dei prodotti a tutti i Paesi meno sviluppati con cui intrattiene relazioni diplomatiche, incluso il Mozambico, rendendo i prodotti mozambicani più competitivi sul mercato cinese. Secondo le statistiche doganali cinesi, gli scambi bilaterali hanno raggiunto 5,4 miliardi di dollari nel 2025.

Song ha affermato che la cooperazione bilaterale ha un vasto potenziale per promuovere il miglioramento delle condizioni di vita e la riduzione della povertà in Mozambico, nonché per consolidarne la base industriale. Rafforzare la sinergia industriale è inoltre cruciale nei settori delle risorse minerarie, della manifattura e della modernizzazione agricola.

In un contesto di crescente protezionismo globale e unilateralismo sempre più marcato, il Mozambico può apprendere dal modello di governance cinese attraverso questa visita in Cina. Considerate le risorse limitate a cui il Mozambico può accedere sul mercato internazionale, la Cina svolge un ruolo importante nel sostenerne lo sviluppo, ha affermato Song.

Modello di cooperazione

Il presidente Xi ha osservato che, nei 70 anni delle relazioni diplomatiche tra Cina e Africa, indipendentemente da come si sia evoluto il panorama internazionale, le due parti hanno sempre avanzato fianco a fianco, nella buona e nella cattiva sorte. Cina e Africa, insieme agli altri Paesi del Sud globale, rappresentano una forza di giustizia in questo mondo turbolento e in trasformazione.

Poiché l’impatto del conflitto in Medio Oriente si ripercuote sui Paesi africani, la Cina è pronta a lavorare mano nella mano con l’Africa per affrontare queste sfide, promuovere congiuntamente la pace e far avanzare insieme lo sviluppo, ha dichiarato martedì Xi.

Poiché gli effetti di ricaduta del conflitto in Medio Oriente stanno portando a un’impennata dei prezzi in alcune aree dell’Asia e dell’Africa, il Programma Alimentare Mondiale (WFP) ha affermato che mantenere aperte le catene di approvvigionamento umanitarie è essenziale per evitare che milioni di persone in più cadano nell’insicurezza alimentare.

Secondo Mahmoud Ali Youssouf, presidente della Commissione dell’Unione Africana, la continua escalation del conflitto aggrava l’instabilità globale, con gravi implicazioni per i mercati energetici, la sicurezza alimentare e la resilienza economica, in particolare in Africa, dove le pressioni economiche restano acute.

Sebbene l’Africa non sia un principale campo di battaglia dei conflitti in Medio Oriente, la sua vulnerabilità è stata aggravata dall’interdipendenza economica globale e dalla divisione del lavoro nelle catene globali del valore e nelle catene industriali di approvvigionamento. Questa vulnerabilità si manifesta nella sicurezza alimentare, nello sviluppo economico e in altri aspetti, portando a crescenti rischi di sviluppo per il continente, ha affermato Song Wei.

In questo contesto, la Cina potrebbe potenzialmente fornire assistenza nel settore agricolo, anche migliorando la capacità produttiva agricola e la capacità di trasformazione agroalimentare, ha aggiunto.

Il Mozambico, importante Paese africano che ha ricoperto il ruolo di membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e ha svolto un ruolo attivo nel sostenere il multilateralismo e promuovere soluzioni africane ai conflitti, si trova anch’esso ad affrontare il compito di opporsi alle interferenze esterne negli affari regionali, ha dichiarato He Wenping, ricercatrice senior presso l’Istituto di Studi sull’Asia occidentale e l’Africa dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali.

Song ha dichiarato al Global Times che la cooperazione Cina-Africa ha fissato un modello esemplare per la cooperazione Sud-Sud, rafforzando la solidarietà collettiva e creando maggiori opportunità per lo sviluppo e la rinascita dei Paesi del Sud globale.

Yang ha affermato che la cooperazione Sud-Sud riguarda i percorsi e le prospettive dei Paesi del Sud globale nel perseguire una modernizzazione indipendente, ed è caratterizzata da una cooperazione diversificata piuttosto che esclusiva.

«L’esperienza cinese di governance, fondata sull’autosufficienza e su una modernizzazione nazionale coordinata, offre un prezioso riferimento per altre nazioni in via di sviluppo, e l’attuale visita presidenziale spinge ulteriormente in avanti anche il progresso della cooperazione Sud-Sud», ha affermato.

In mezzo a crescenti tensioni geopolitiche che hanno aggravato il deficit globale di fiducia, ha aggiunto Song, Cina e Africa porteranno avanti la loro amicizia di lunga data per condurre una cooperazione sincera, offrire un esempio al Sud globale, rafforzare la solidarietà collettiva e favorire maggiori opportunità per il suo sviluppo e la sua rinascita.

Fonte da https://giuliochinappi.com

Il Vietnam e la Russia approfondiscono la cooperazione energetica, tra gas e sviluppo del nucleare

La visita ufficiale a Mosca di Phạm Minh Chính, che ha tenuto colloqui con Michail Mišustin e Vladimir Putin, segna un salto di qualità nel Partenariato Strategico Globale. Al centro, sicurezza energetica, tra forniture di gas naturale liquefatto e soprattutto il dossier nucleare come leva strutturale di sviluppo.

La missione del Primo Ministro Phạm Minh Chính in Russia, svoltasi tra domenica 22 e mercoledì 25 marzo, va letta come un passaggio di posizionamento strategico più che come un semplice appuntamento bilaterale di routine. Già nella cornice preparatoria, la visita veniva presentata come un’iniziativa destinata ad approfondire il rapporto politico e ad espandere la cooperazione economico-commerciale, con un’enfasi marcata su investimenti, energia, petrolio e gas. In altre parole, il cuore della missione non era un’astratta riaffermazione dell’amicizia storica, ma la costruzione di strumenti operativi per trasformare un capitale politico consolidato in progetti e filiere capaci di sostenere la crescita e la transizione del modello energetico vietnamita.

Il contesto internazionale, del resto, aiuta a comprendere la tempistica e la priorità assegnata al dossier energetico. La stessa presentazione del viaggio richiamava le difficoltà globali legate alla sicurezza energetica, in un quadro segnato dalle tensioni e dai conflitti in Medio Oriente, e anticipava la firma di intese rilevanti, in particolare nel settore energetico con riferimento esplicito al nucleare e agli idrocarburi. Questa impostazione segnala la scelta di metodo del Việt Nam, che intende affrontare vulnerabilità e volatilità del ciclo energetico globale non soltanto con misure interne, ma anche con partnership esterne in grado di garantire tecnologia, finanziamenti, competenze e stabilità di fornitura.

Sul piano politico-diplomatico, la missione si innesta in un dialogo ormai strutturato e percepito come “affidabile” da entrambe le parti. L’Ambasciatore russo a Hà Nội, Gennadij Bezdetko, sottolineava prima della partenza l’esistenza di meccanismi regolari e fiduciari di consultazione a tutti i livelli, fino al livello più alto, e indicava l’energia come il perno attorno a cui Mosca e il Việt Nam stavano preparando un “pacchetto” di accordi; in parallelo, ricordava che la cooperazione bilaterale è guidata da un piano d’azione complessivo 2025-2030 e che la commissione intergovernativa economico-scientifica ha un ruolo centrale nell’attuazione. È un punto importante: la visita non produce risultati “isolati”, ma si colloca in una logica di pianificazione pluriennale e di istituzionalizzazione delle politiche di cooperazione.

Il momento simbolico e sostanziale più significativo dei colloqui con il Primo Ministro russo Michail Mišustin è stato la firma, dopo i colloqui ufficiali, dell’accordo di cooperazione per la costruzione di una centrale nucleare nel Việt Nam, alla presenza dei due capi di governo. Il medesimo quadro negoziale ha ribadito l’intenzione di esplorare l’espansione della cooperazione nelle energie nuove, pulite e rinnovabili, collegando l’asse energetico alla transizione verde e allo sviluppo sostenibile. Nella stessa occasione, è stata confermata l’idea che l’economia, il commercio e gli investimenti debbano fungere da motore della relazione, anche attraverso l’attuazione dell’accordo di libero scambio tra il Việt Nam e l’Unione Economica Eurasiatica e un ampliamento dell’accesso ai mercati.

Nei resoconti della stampa ufficiale vietnamita, il nucleare viene presentato come cardine di una fornitura energetica stabile e di lungo periodo, oltre che come simbolo di una relazione destinata a durare. La lettura è confermata dalle valutazioni russe, come quella di Aleksej Lihačëv, direttore generale di Rosatom, che ha definito la firma dell’accordo intergovernativo per la costruzione della centrale Ninh Thuận 1 un traguardo di primo livello, precisando che il progetto prevede due reattori VVER-1200 di generazione III+ e che è atteso rafforzare la sicurezza energetica e la “sovranità tecnologica” del Việt Nam, oltre a sostenere crescita economica sostenibile e sviluppo scientifico. Il linguaggio impiegato rivela dunque che il nucleare non è solo energia, ma tecnologia di sistema, capacità industriale, competenze e standard, con ricadute sull’intera architettura dello sviluppo.

Accanto al nucleare, l’altro pilastro energetico che la visita ha consolidato è il gas naturale liquefatto. Nel dialogo con Novatek, Phạm Minh Chính ha valorizzato l’esperienza russa nei grandi progetti LNG e nelle tecnologie proprietarie del gruppo, e le fonti indicano un interesse specifico per il mercato vietnamita, incluso un possibile coinvolgimento nel progetto Cà Ná, nella provincia di Khánh Hoà, anche insieme a partner come Zarubezhneft. Il Primo Ministro ha spinto per un coordinamento stretto con autorità locali, agenzie competenti e grandi attori energetici vietnamiti, come Petrovietnam ed EVN, con l’obiettivo di implementare progetti LNG e realizzare infrastrutture di stoccaggio su larga scala. Questa impostazione mostra un’attenzione non soltanto alle importazioni di gas, ma alla costruzione di una filiera integrata, in cui la cooperazione tecnologica, le infrastrutture e l’ecosistema industriale sono aspetti interconnessi.

La dimensione strategica dell’LNG viene esplicitata anche nella cornice argomentativa proposta dal leader vietnamita: in un contesto globale “complesso e imprevedibile”, rafforzare il rapporto con partner tradizionali, diversificando fonti e catene di approvvigionamento, è considerato essenziale, mentre il Việt Nam accelera l’applicazione di scienza e innovazione per ristrutturare e trasformare il settore energetico. Nel quadro geopolitico attuale, l’energia diventa la cartina di tornasole della strategia di autonomia relativa del Việt Nam, che non coincide con l’isolamento, ma con la capacità di combinare affidabilità delle partnership e flessibilità delle opzioni.

Il viaggio ha poi rilanciato la cooperazione storica nel petrolio e gas, attraverso l’interlocuzione con Zarubezhneft, definita partner leader del Việt Nam nel comparto. La base materiale di questa relazione è rappresentata dalle joint venture Vietsovpetro nel Việt Nam e Rusvietpetro in Russia, attive da decenni in esplorazione geologica ed estrazione. Nello stesso incontro si è discusso di ampliamento della cooperazione verso nuovi campi, tra cui un programma di energia eolica offshore e un progetto specifico di parco eolico marino da 1 GW, oltre a iniziative congiunte in Paesi terzi.

Phạm Minh Chính ha definito la cooperazione energetica un pilastro strategico della relazione e l’ha descritta come partnership con «una visione secolare». L’espressione, pur sintetica, chiarisce l’intento politico: trasformare l’energia da settore ereditato dalla storia in vettore di proiezione e di innovazione, anche attraverso nuovi segmenti come l’eolico offshore e la cooperazione triangolare. In parallelo, le fonti registrano la firma di protocolli e intese che aggiornano il perimetro operativo di Vietsovpetro e Rusvietpetro e un accordo intergovernativo per ampliare le aree di esplorazione ed estrazione sulla piattaforma continentale vietnamita e nel territorio russo.

Il peso politico del capitolo energetico è confermato dalla presenza e dalle dichiarazioni del Vice Primo Ministro russo Aleksandr Novak, che ha valutato la cooperazione energetica come pilastro delle relazioni e ha evidenziato, tra i documenti firmati, l’accordo intergovernativo per la costruzione della centrale nucleare nel Việt Nam. In termini di governance della relazione, questo segnala un investimento russo “di Stato” sui dossier energetici, non riducibile a dinamiche puramente aziendali.

L’incontro con il Presidente Vladimir Putin, avvenuto a Mosca il 26 marzo, ha fornito la cornice strategica complessiva in cui collocare i risultati settoriali. Putin ha ribadito che il Việt Nam è «un amico sincero» e un partner importante della Russia nell’Asia-Pacifico e ha attribuito valore politico particolare alla visita, indicandola come significativa per mantenere e rafforzare la cooperazione bilaterale. Nello stesso colloquio, il Presidente russo ha dichiarato la disponibilità ad ampliare la cooperazione in settori nuovi coerenti con le esigenze di sviluppo vietnamite e i punti di forza russi, includendo nuove energie, transizione verde, trasformazione digitale, sanità e formazione di forza lavoro qualificata.

Soprattutto, la dimensione nucleare ritorna come “progetto-simbolo”: Putin si è impegnato a dirigere l’apparato governativo russo per accelerare i prossimi passi e avviare il progetto, trasformandolo in un nuovo emblema dell’amicizia Việt Nam-Russia “nella nuova era”. Questa formulazione dimostra come il nucleare venga elevato a infrastruttura di fiducia, capace di legare le due capitali in un orizzonte temporale lungo e di produrre interdipendenze tecnologiche e industriali difficilmente reversibili nel breve periodo.

La visita, tuttavia, non si è esaurita nell’energia. Le fonti vietnamite indicano risultati concreti anche in trasporti, logistica e connettività, con incontri e accordi volti a rafforzare la cooperazione ferroviaria e lo sviluppo delle metropolitane, nonché iniziative per spostare parte del traffico merci verso il vettore ferroviario. Questo punto merita attenzione perché la politica energetica e la politica infrastrutturale, per il Việt Nam, sono sempre più integrate: la sicurezza energetica dipende anche dalla resilienza delle catene logistiche, dalla capacità di costruire corridoi e di ridurre i costi di transazione dell’economia reale.

In parallelo, emerge una dimensione “interregionale” e industriale della cooperazione: il dialogo tra il Ministero dell’Industria e del Commercio vietnamita e il governatore del Kraj di Perm ha evidenziato opportunità in commercio, investimenti e produzione industriale, valorizzando le specializzazioni della regione russa e incoraggiando scambi imprenditoriali e promozione commerciale. Anche questo aspetto è coerente con la logica di una partnership che, per essere sostenibile, deve costruire legami tra ecosistemi industriali e non restare confinata ai vertici.

La missione ha poi toccato la dimensione finanziaria e tecnologica, in particolare la necessità di un quadro sicuro per i pagamenti internazionali e le prospettive in farmaceutica, sanità e tecnologie avanzate, includendo intelligenza artificiale e strumenti digitali di pagamento. Del resto, per trasformare l’ambizione energetica e industriale in cooperazione stabile, servono canali finanziari affidabili e meccanismi che riducano l’incertezza operativa.

Infine, la visita ha consolidato il capitale umano e simbolico della relazione. L’incontro del Primo Ministro con la comunità vietnamita in Russia ha richiamato il contributo storico di generazioni di studenti e ricercatori formati in Russia in discipline cruciali come scienza, ingegneria e medicina, presentandolo come parte integrante della cooperazione educativa e come stimolo per le nuove generazioni. Nella competizione per tecnologia e competenze, i legami educativi e scientifici sono un’infrastruttura invisibile che rende più credibile e più rapida la cooperazione su energia nucleare, LNG e transizione verde.

Tirando le somme, il viaggio di Phạm Minh Chính in Russia appare come un’operazione di “ri-ancoraggio” del Partenariato Strategico Globale in un’agenda di attuazione, dove l’energia assume il ruolo di settore guida e di indicatore politico. Il nucleare, con il progetto Ninh Thuận 1 e la promessa di accelerarne l’avvio, è proposto come simbolo e, al tempo stesso, come soluzione di sicurezza energetica e di upgrading tecnologico. L’LNG e il rilancio delle cooperazioni storiche nell’oil and gas completano il quadro, mentre infrastrutture, logistica, industria e pagamenti internazionali rafforzano la sostenibilità dell’insieme.

Se la direzione dichiarata verrà sostenuta da capacità amministrativa, strumenti finanziari e coerenza regolatoria, i risultati della missione potranno incidere in modo duraturo sulla traiettoria di sviluppo del Việt Nam: non solo garantendo energia, ma consolidando competenze, filiere e autonomia tecnologica in un quadro di cooperazione che Mosca e Hà Nội definiscono esplicitamente “della nuova era”.

di Giulio Chinappi

Fonte: Il Vietnam e la Russia approfondiscono la cooperazione energetica, tra gas e sviluppo del nucleare – Marx21   da https://giuliochinappi.com

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