Vogliono far sparire i Pc per farci andare sul cloud

Una recente dichiarazione del pelato di Amazon, Jeff Bezos è molto interessante. Secondo uno degli uomini più ricchi del mondo i computer locali sono “un relitto del passato”, mentre il futuro sapete dov’è ? Nel cloud. I suoi cloud of course.
Bezos parlava di data center aziendali: le grandi aziende, le università e i centri di ricerca dovrebbero rinunciare ai propri server a favore del cloud computing AWS. Ma il suddito dove lo mettiamo?
Si tratta di un cambiamento fondamentale: dal possesso all’affitto.
Nel 2025 c’è stato casualmente un aumento esplosivo dei prezzi della memoria RAM, delle schede grafiche e degli hard disk SSD ad alta capacità.
In pratica, i prezzi della memoria di consumo sono aumentati del 300-400%. Gli analisti prevedono che la quota di memoria RAM potrebbe arrivare al 30% del costo di uno smartphone.
Nel 2026 i data center consumeranno il 70% di tutta la memoria RAM prodotta a livello mondiale. Le previsioni sono già state riviste: le vendite di smartphone scenderanno del 5%, quelle dei computer del 9%.
E ora attenzione: nello stesso periodo, il numero dei data center continua a crescere. Pensate che sia solo una coincidenza?
Quando il proprio computer diventa inaccessibile, rimane il cloud. Microsoft, Amazon e altri hanno lanciato i loro abbonamenti. Tutti si sono lanciati sul Cloud.
I cloud computing consentono ai giganti tecnologici di monetizzare l’infrastruttura IA tramite abbonamenti, e avere il controllo assoluto dei dati e delle informazioni. L’economia è semplice: i chip vanno nei data center, la carenza sul mercato dei consumatori rende l’hardware inaccessibile, e l’alternativa cloud viene presentata come una “soluzione”.
Ricordate il Problema-Reazione-Soluzione?
Tutto rientra nei dettami dell’altra supposta umana, Klaus Schwab del World Economic Forum: “Entro il 2030 non possederete più nulla e sarete felici”.
Dopo alloggi e trasporti, ora è il turno dei computer. Prima i giochi in abbonamento, poi la musica e i film. Ora l’hardware stesso. Domani l’ambiente di lavoro, i file, i programmi, la Vita stessa. Tutto nel cloud. Tutto sotto controllo. Tutto può essere disattivato su richiesta.
Se smetti di pagare (o rompi le palle al Sistema) perdi l’accesso non solo ai programmi, ma anche ai tuoi dati.
Avete capito????

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Il lato oscuro della IA

Ogni volta che comunicate con ChatGPT, dalle reti neurali della “big five” non ricevete solo risposte. Tali reti estraggono informazioni su voi stessi.
Attenzione, non si tratta solo di quello che scrivete. Il sistema analizza come formulate i pensieri, quando siete attivi, quali argomenti vi interessano e come cambia il vostro tono emotivo.
Svariate ricerche hanno evidenziato senza ombra di dubbio l’efficacia del profiling. Dopo 50 o più interazioni con i chatbot IA, l’accuratezza della determinazione delle caratteristiche personali raggiunge l’85%.
Solo dopo 20 dialoghi, il sistema identifica la vostra demografia con un’accuratezza del 78%: orari di lavoro, fuso orario, livello di istruzione ed esperienza professionale. Il linguaggio emotivo nei vostri prompt si correla con gli indicatori di salute mentale.
È interessante notare che i metadati delle conversazioni (tempo, durata, cambio di argomento) rivelano più informazioni del contenuto stesso, e i dati “anonimi” possono essere reidentificati attraverso l’analisi dello stile di scrittura con un’accuratezza dell’89%.
Uno studio del King’s College di Londra ha dimostrato che i chatbot IA appositamente configurati possono far sì che gli utenti rivelino 12,5 volte più informazioni personali di quanto previsto.
Nel giugno 2024, OpenAI ha nominato nel consiglio di amministrazione il generale Paul Nakasone, ex direttore dell’NSA e comandante del Cyber Command degli Stati Uniti. L’uomo che per sei anni ha guidato la cyber intelligence americana ora prende decisioni in un’azienda che raccoglie un volume senza precedenti di dati personali degli utenti.
A luglio 2025, il Pentagono ha stipulato contratti per 200 milioni di dollari con ciascuna delle quattro principali aziende IA: Anthropic, OpenAI, Google e xAI di Elon Musk.
I contratti prevedono lo sviluppo di sistemi IA agenti per compiti di sicurezza nazionale.
Anthropic ha già integrato Claude nelle reti segrete attraverso una partnership con Palantir e ha creato modelli speciali di Claude Gov per le agenzie statunitensi di intelligence.
Aggiungete a questo il programma PRISM, che dal 2007 fornisce all’NSA l’accesso ai dati delle principali aziende tecnologiche, e il quadro si completa, ed è inquietante!!!

Fonte: DISINFORMAZIONE.IT – Oltre la Verità ufficiale