Riflessioni di Ron Paul sulla vergognosa propaganda anti-russa di Usa ed Europa

Vladimir Putin perseguitato“È molto difficile ottenere informazioni precise e così tutti si impegnano nella propaganda”

Dal tragico schianto di un aereo della Malaysia Airline nell’Ucraina orientale, i politici ed i media occidentali hanno cercato di trarre dal disastro il massimo vantaggio propagandistico, scrive Ron Paul.

È stata la Russia; è stato Putin, hanno detto. Il presidente Obama ha tenuto una conferenza stampa per dichiarare – ancora prima di un’indagine – che la responsabilità era dei ribelli filo-russi. Il suo ambasciatore alle Nazioni Unite, Samantha Power, ha fatto lo stesso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite – appena un giorno dopo l’incidente! Mentre i media occidentali si affrettano a ripetere la propaganda governativa, ci sono alcune cose che non sono state riportate, precisa Paul.

Non riportano che la crisi in Ucraina è iniziata alla fine dello scorso anno, quando i manifestanti sostenuti da UE e USA hanno rovesciato il presidente eletto ucraino, Viktor Yanukovich. Senza questo “cambio di regime”, centinaia di persone non sarebbero state uccise nei disordini che ne sono seguiti e l’incidente della Malaysian Airlines non sarebbe avvenuto.

I media hanno riferito che l’aereo è stato abbattuto dalle forze russe o dai separatisti filo-russi perché il missile che avrebbe abbattuto l’aereo era di fabbricazione russa. Ma gli stessi non riportano che anche il governo ucraino utilizza le stesse armi di fabbricazione russa.

Ancora, essi non riportano che il governo di Kiev, secondo gli osservatori dell’OSCE, ha ucciso 250 persone nella regione di Lugansk da giugno, di cui 20 uccisi dalle forze governative che hanno bombardato il centro della città il giorno dopo l’incidente aereo! La maggior parte di questi sono civili e insieme eguagliano il numero di morti nell’incidente aereo. Al contrario, la Russia non ha ucciso nessuno in Ucraina, e i separatisti hanno colpito obiettivi in gran parte militari, non civili.

Essi non riportano che gli Stati Uniti hanno fortemente sostenuto il governo ucraino in questi attacchi contro i civili, che un portavoce del Dipartimento di Stato ha definito “misurati e moderati”.

Essi non riportano che né la Russia né i separatisti in Ucraina orientale hanno nulla da guadagnare ma tutto da perdere nell’abbattere un aereo di linea pieno di civili.

Essi non riportano che il governo ucraino ha molto da guadagnare dall’addebitare l’attacco alla Russia, e che il primo ministro ucraino ha già espresso il suo piacere che la Russia sia incolpata per l’attacco.

Essi non riportano che il missile che a quanto pare ha abbattuto l’aereo proveniva da un sofisticato sistema missilistico terra-aria che richiede una expertise che i separatisti non hanno.

Essi non riferiscono che i separatisti nell’Ucraina orientale hanno inflitto gravi perdite al governo ucraino la settimana prima dell’abbattimento dell’aereo

Non riportano quanto questa situazione sia simile a quella vissuta la scorsa estate, con gli Usa che accusavano il governo di Assad in Siria di aver usato gas asfissianti contro i civili in Ghouta. Assad stava guadagnando terreno nella sua lotta con i ribelli e gli Stati Uniti hanno sostenuto che l’attacco proveniva dalle posizioni del governo siriano. Questo ci ha portato sull’orlo di una nuova guerra in Medio Oriente. All’ultimo minuto l’opposizione pubblica ha costretto Obama a fare marcia indietro – e abbiamo saputo che le affermazioni degli Stati sull’uso dei gas erano false.

Naturalmente è del tutto possibile che l’amministrazione Obama e i media abbiano ragione questa volta e che la Russia o i separatisti in Ucraina orientale abbiano volutamente o involontariamente abbattuto questo velivolo. Il punto è che è molto difficile ottenere informazioni precise e così tutti si impegnano nella propaganda. A questo punto non è però saggio dire che è stata colpa dei russi, degli ucraini o dei separatisti.

È così difficile esigere semplicemente una vera e propria indagine?

Fonte: lantidiplomatico.it    Fonte: ecplanet.com

Sondaggi in UK, preferiscono Putin come leader mondiale

Vladimi PutinQualche settimana fa Nigel Farage (fondatore dell’Independent Party UKIP,) si è “scontrato” in un dibattito con il vice-Primo Ministro Nick Clegg, sulla questione ucraina.

Farage ha detto che la Russia è stata provocata dall’Europa, che gli eurocrati hanno fatto male a costringere gli ucraini fra Occidente e Russia e che Vladimir Putin è «obbiettivamente» (senza necessariamente prenderne le parti, ha aggiunto) uno stratega politico di prima grandezza.

I commenti dei media inglesi sono stati poco “inglesi” (per esempio il Guardian) e il The Independent, ha pensato di lanciare un sondaggio fra i suoi lettori.

«Il leader mondiale preferito da Farage è Putin. Lo stesso Putin che sta aiutando Assad in Siria, che s’infischia del diritto internazionale per annettersi la Crimea. Questo, Farage lo trova ammirevole. Diteci: qual è il vostro leader preferito?».

I risultati del sondaggio:

Barak Obama 4%,

David Cameron (il capo del Governo) 2%,

Angela Merkel 8%,

Francois Hollande 1%

Vladimir Putin, 82%.

Il fenomeno, travolgente, pare proprio pan-europeo: in questi giorni il francese Le Figaro si è domandato: «Come mai ci sono tanti commenti favorevoli a Putin sul web?».

Forse che i media non sono più in grado di manipolare l’opinione pubblica cosi tanto? Pare anche di scorgere che l’opinione pubblica europea, non conosce più la legittimità del Sistema Occidentale.

Articolo di riferimento: Amazing poll at The Independent

Fonte: cafedehumanite.blogspot.it

La germania vuole imporre all’Ucraina il programma di rigore che ha ucciso la Grecia

Schauble PutinSe la Germania impone anche all’Ucraina la super-austerità della Troika, la guerra con la Russia sarebbe alle porte: il malessere sociale infatti farebbe letteralmente esplodere le regioni russofone dell’est, come quella di Donetsk, le più avanzate e industrializzate, popolate da milioni di russi.

Lo afferma l’economista Joseph Halevi, allarmato per le dichiarazioni di un super-falco come il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble, secondo cui il programma di rigore che ha ucciso la Grecia dev’essere esteso all’Ucraina. Una pazzia da Dottor Stranamore, dice Halevi: la politica di Schäuble, che vuole «estendere l’austerità fino al Don», di fatto «implica una guerra con la Russia», perché «l’ultra-catastrofe economica» provocherebbe sofferenze che «verrebbero imputate a Mosca, con estrema virulenza, dal governo di Kiev appoggiato da Usa, Nato e Ue».

Tutto questo, mentre la Bank of England ha appena demolito la teoria del rigore, “ammettendo” che le banche creano moneta dal nulla, «cioè non la scavano da qualche miniera, né la pompano da qualche giacimento».

Non esistono dunque vincoli monetari, sottolinea Halevi: «Scuole, ospedali, ferrovie, pensioni, università e ricerca possono essere finanziate senza vincoli di bilancio». La banca centrale può sempre convalidare qualsiasi richiesta da parte del Tesoro, emettendo moneta per sostenere debito e deficit pubblici.

Gli unici vincoli?

Quelli reali, che dipendono dalle capacità produttive esistenti e utilizzabili. Ma senza più totem come quello del 3%. È ovvio, continua Halevi, che se alla banca centrale – in questo caso la Bce – viene impedito di alimentare i necessari flussi monetari, il circuito economico va in crisi. Verità notissime e persino banali, eppure fino a ieri taciute, un po’ come accadeva «durante l’età di Galileo Galilei, quando per la navigazione oceanica verso le Americhe la Chiesa permetteva l’uso da parte della Spagna della concezione copernicana della Terra, mentre in Europa, in Italia in particolare, imponeva la visione tolemaica, bruciando chi la confutava pubblicamente». Le ammissioni ufficiali della Banca d’Inghilterra sono dunque «un’ulteriore ragione per non dare alcun credito all’Ue», quando impone di tagliare la spesa perché “non ci sono soldi”.

Il dramma, osserva Halevi, è che l’Unione Europea è una struttura burocratica non responsabile, non elettiva, non democratica. Bisognerebbe «cambiarne le fondamenta», il che implicherebbe «demolire e rifare la costruzione che su queste poggia». Peccato si vada nella direzione opposta: già prima di Mitterrand, sostiene Halevi, la Francia «ha preceduto Bruxelles di parecchi anni», con un turbo-presidenzialismo che ora, con Hollande, ha sottratto all’Assemblea Nazionale il controllo parlamentare della finanza pubblica, demandato all’Alta Autorità sulla spesa pubblica e il debito, creata dall’Eliseo.

Elezioni sempre più inutili anche in Italia, dove «la dimensione extra-parlamentare del sistema di governo cresce a vista d’occhio». Il paese europeo che meglio riesce a difendere il suo ordinamento democratico è proprio la Germania: la sua politica potrà non piacere, ma certo rispetta – al contrario dell’Ue – la volontà popolare.

Il guaio è che a Berlino oggi siedono ministri come Schäuble, sostenuti da ultra-conservatori che sognano una “moneta fissa” (ancora più rigida dell’oro) e influenti economisti come Werner Sinn, secondo cui l’export tedesco è «un sacrificio», anziché una fonte colossale di profitto per il grande capitale tedesco. Il conservatorismo economico, conclude Halevi, produce un pericoloso cortocircuito – sia il rigore che Schäuble impone all’Europa attraverso la Troika, sia la concezione del surplus di Sinn. «Ne consegue – scrive Halevi – che è estremamente importante assorbire ciò che hanno scritto gli economisti della Bank of England», i quali «non partono da una visione normativa, bensì analizzano come effettivamente funzionano la moneta e il sistema bancario, arrivando ad affermare cose che in Italia si trovavano già in Augusto Graziani», il grande economista napoletano, maestro di Emiliano Brancaccio. Se non altro, ora «la verità è venuta a galla», come ha affermato il “Guardian”: «A galla per il pubblico», certo, «ed è ciò che conta». Il testo della Banca d’Inghilterra «costituisce un’importante base di partenza per pensare se e – eventualmente – come rifare le fondamenta» dell’Unione Europea. Prima che i “Dottor Stranamore” – di Berlino e della Nato – arrivino davvero sulle rive del Don.

Fonte: libreidee.org