La Svizzera ha imposto a McDonald la divulgazione di tutti gli additivi

McDonaldTempi duri per McDonald che deve farei conti con Putin. Adesso si ci mette anche la Svizzera. MCDONALD’S è stata costretta a svelare, la lista integrale degli ingredienti contenuti nelle sue preparazioni in Svizzera. A causa delle diverse legislazioni alimentari, i prodotti McDonald’s non sono fabbricati allo stesso modo in ogni paese.

La situazione peggiore è in Canada e negli Stati Uniti, dove la legislazione alimentare permette l’utilizzo di additivi proibiti in Europa. Quindi siamo curiosi di vedere gli ingredienti usati anche qui in Europa.

Una lista in cui figurano ingredienti chimici cancerogeni, allergici, reprotossici e neurotossici.

Malgrado norme europee più restrittive, basta guardare la lista dei prodotti tossici usati nei McDonald’s in Svizzera per rendersi conto che molto dovrebbe ancora essere migliorato.

Polydimethylsiloxane (E900)
Questo additivo è presente nei croccanti filetti di pollo, nelle porzioni di filetto di pesce, nel MacPoulet, junior al pollo, nelle McCrocchette di carne bianca, nelle patate fritte, nella Coca cola light.Tossicità: Il E900 è un additivo la cui tossicità è stata dimostrata e che ha dato luogo a una DGA (dose giornaliera autorizzata). La prolungata assunzione provoca reazioni ipersensibili, immediate o ritardate, allergie ed è cancerogeno a causa di potenziali residui di formaldeide e amianto. Esiste il rischio di problemi epatici e renali e di problemi del sistema nervoso. Il polydimethylsiloxane puro, quale sostanza chimica, corrode numerosi metalli, irrita la pelle, gli occhi e le vie respiratorie. Se ingerito causa nausea, diarrea e vomito.

Diossido di titanio (E171) – Topping M&M’s choco
Tossicità : Malgrado questo additivo sia comunemente usato nell’alimentazione, nei cosmetici e nei prodotti farmaceutici, la non pericolosità del diossido di titanio è sempre più dibattuta. Il prodotto è classificato come cancerogeno (gruppo 2B) presso il Centro internazionale di ricerche sul cancro (CIRC) ed effetti genotossici sono stati dimostrati. La possibile fabbricazione del diossido di titanio sottoforma di nanoparticelle complica il suo trattamento da parte dell’organismo, con rischio di accumulazione. Il prodotto finale contiene residui a rischio : ossido di alluminio e/o diossido di silicio (≤ 2%), materie solubili in HCl (≤ 0,5% / 1,5%), materie idrosolubili (≤ 0,5%), tracce di metalli pesanti, di piombo, di antimoniom di cadmio, di arsenico e mercurio.

Ester glycerol, acido diacetyltartrico, acidi grassi (E472e)
Pane Big Mac, Big Tasty, Big Tasty Bacon, Cheeseburger, Double Cheeseburger, Cheeseburger Royal, Bacon & Egg McMuffin. Tossicità: Prodotti chimici che contrastano la digestione e l’azione dei succhi digestivi. Studi degli elementi della famiglia dei gliceridi condotti su animali hanno mostrato un blocco della crescita, aumento del volume del fegato e dei reni, cattiva assimilazione degli acidi grassi essenziali, riduzione delle dimensioni dei testicoli, problemi all’utero.

Blu brillante (E133) – Topping M&M’s choco
Come la maggior parte dei coloranti, il E133 è sospettato di causare iperattività nei bambini. Tossicità : L’assenza di pericolo cancerogeno e genotossico della sostanza non è provata. Alcuni test sui topi hanno permesso di osservare l’apparizione di sarcoma localizzati. Può provocare o amplificare orticaria, asma, sintomi cutanei e respiratori, eccezionalmente anafilassi. E’ un potenziale neurotossico, può bloccare la respirazione mitocodriale, provocare sintomi gastro-intestinali. La sostanza pura è classificata Xn (nociva e R33 (rischio di effetti cumulativi).

DI SEGUITO INVECE UNA LISTA CONOSCIUTA ORMAI DA ALCUNI ANNI:

E414: gomma arabica. Si trova nelle salse e nei donuts di McDonald’s: può provocare riniti e asma.
E330/E331: acido citrico e citrato trisodico. Si trovano nel formaggio, nelle insalate, nei filetti di pollo, nei nuggets, nelle guarnizioni e negli sciroppi di McDonald’s: possono provocare macchie della pelle e disturbi renali.
E450/E452: polifosfati. Si trovano nel formaggio, nei nuggets, nei milkshakes e nei donuts di McDonald’s: pericolosi, rendono il prodotto morbido e succoso, conferendo l’aspetto untuoso. Provocano problemi digestivi ed occlusioni intestinali. Sottraggono calcio all’organismo e favoriscono il rachitismo. Da evitare per i bambini (ma perché non anche gli adulti…).
E322: lecitina. Si trova nel formaggio, negli sciroppi e nei donuts di McDonald’s: forti concentrazioni possono influire sull’assorbimento intestinale.
E211: sodio benzoato. Si trova nei sottaceti di McDonald’s: pericoloso, causa allergie ed è cancerogeno.
E338: acido ortofosforico. Si trova nello sciroppo di cioccolata di McDonald’s: pericoloso, provoca problemi digestivi. Sottrae calcio all’organismo e facilita il rachitismo.
E339/E341: fosfato di sodio e fosfato di calcio. Si trovano nelle salse, nei nuggets e nei pancakes di McDonald’s: pericolosi, provocano problemi digestivi, stessi effetti del E338.
E422: glicerolo. Si trova nelle salse di McDonald’s: pericoloso, provoca mal di testa, sete, nausea ed alta pressione.
E1422: amido di mais modificato. Si trova nelle salse e nelle guarnizioni di McDonald’s.
E307: tocoferolo. Si trova nel pollo di McDonald’s: in grandi quantità provoca macchie della pelle e disturbi renali.
E220: anidride solforosa. Si trova nel pollo di McDonald’s: pericolosa, provoca perdita di calcio e distrugge la vitamina.
E407: carragenine. Si trovano nel pollo, nelle creme di formaggio e nei gelati di McDonald’s: in forti dosi causa coliti ulceranti e cancro.
E150: caramello. Si trova negli sciroppi, nelle insalate e nei donuts di McDonald’s: colorante ottenuto trattando gli zuccheri con il calore e sostanze chimiche come acido solforico o ammoniaca.
E620: glutammato monosodico. Si trova negli hamburger e nei formaggi di McDonald’s: pericoloso, abbassa la soglia di eccitabilità dei neuroni e provoca reazioni nel sistema nervoso parasimpatico. È responsabile di allergie e del tipico mal di testa e senso di nausea che può manifestarsi dopo aver mangiato da McDonald’s.

Per quanto riguarda più specificamente la carne, proponiamo l’ormai celebre sfilza di componenti di un hamburger di 80 gr di McDonald’s riportata dagli attivisti inglesi che hanno dato inzio al famoso processo McLibel: 46gr. di carne bovina macinata, lingua, cuore, grasso, cartilagini, tendini, intestino; 10gr di carne recuperata meccanicamente dal resto della carcassa e poi tritata; 20 gr. d’acqua; 2 gr. di sale e spezie; 1 gr. di gluttammato monosodico (E620); 5 gr. di polifosfati, additivi e conservanti.

Fonte: lagrandeopera.blogspot.it  www.ecplanet.com

L’Ue vuole sostituire i cibi tradizionali con quelli clonati

Hamburgher clonato Siete pronti a bere vino senza uva, a mangiare formaggio senza latte o cioccolato senza cacao? Perché questi prodotti “anomali” stanno arrivando anche nei nostri piatti. La denuncia è di Coldiretti, impegnata a Milano in un maxi raduno con diecimila agricoltori, che critica le norme in campo alimentare approvate negli ultimi anni dall’Unione europea.

Il rischio è che vengano snaturati anche i cibi più comuni in nome della libera concorrenza. Ma la crociata di Coldiretti contro Bruxelles non finisce qui: nel mirino degli agricoltori anche regole sanitarie e ambientali giudicate troppo restrittive che potrebbero farci dire addio agli spaghetti con le vongole, ad esempio, e hanno di fatto già “cancellato” piatti tipici come la pajata romana o l’ossobuco alla finanziera piemontese.

Il nodo della questione è il pericolo che i cibi tradizionali di paesi come l’Italia, che vantano una secolare tradizione agricola ed enogastronomica, vengano snaturati da norme europee eccessivamente “livellatrici”. Per diversi motivi: rispetto di regole sanitarie comuni a tutti; riduzione degli sprechi; necessità di aprire il mercato alimentare europeo anche a quei Paesi dove, per motivi geografici e climatici, l’agricoltura non ha molto spazio.

“Viceversa nessuna misura è stata adottata per impedire che carne o formaggi da animali clonati importati arrivino in tavola – denuncia Coldiretti – O per evitare di mettere in commercio vino senza uva e cioccolato senza cacao. Per non parlare poi della proposta di abolire l’etichetta sul termine minimo di conservazione” (la dicitura “consumare preferibilmente prima del”, per intenderci). 

Vongole e pajata. L’associazione dei coltivatori, che ha aperto nel capoluogo lombardo l’esposizione “Con trucchi ed inganni l’Unione europea apparecchia le tavole degli italiani”, ricorda che a partire dal primo giugno 2010 sono entrate in vigore le nuove norme sulla pesca della Ue “che di fatto hanno fatto sparire dalle tavole degli italiani specialità della tradizione gastronomica regionale con il divieto di pesca-raccolta dei molluschi a distanza inferiore di 0,3 miglia marine dalla battigia dove si concentra il 70% delle vongole ed il 100% delle telline e dei cannolicchi.

Mentre – prosegue Coldiretti – a far piazza pulita della pajata e dell’ossobuco alla finanziera sono state le restrizioni sanitarie adottate nel luglio 2001 per far fronte all’emergenza mucca pazza (Bse) e che sono ancora mantenute nonostante l’Organizzazione mondiale per la sanità animale (Oie) nel giugno 2013 abbia ufficialmente sancito per l’Italia il nuovo stato sanitario di “trascurabile” per la Bse”.

Autore: Gianni Fraschetti / Fonte originale: informare.over-blog.it / Via: terrarealtime.blogspot.it    www.ecplanet.com

Possibili cause che determinano l’intolleranze alimentare.

pane sesamo

l’ Introduzione di cibi modificati chimicamente e svuotati dei loro elementi nutritivi che impatto hanno sulla causa e diffusione delle intolleranze e allegie agli alimentari ? Come distingure i sintomi dell’ intolleranza alimentare ?

Le intolleranze alimentari sono fenomeni patologici in continuo aumento. La deduzione più logica è che siano in qualche modo legate al nostro complesso stile di vita.

Comprendere le reali cause che possono portarci a fenomeni di intolleranza alimentare è di fondamentale importanza.

Rappresenta il primo passo verso una vita più sana, senza tutti quei disturbi aspecifici che caratterizzano la presenza di alimenti a cui siamo intolleranti nella nostra alimentazione.

Attualmente, c’è ancora molto da accertare sulle reali cause che scatenano intolleranze alimentari , proprio per il lento processo che porta all’assuefazione e successivamente all’intolleranza ad un determinato alimento. Tuttavia negli ultimi anni sono stati fatti notevoli passi per comprendere le motivazioni che possono portare l’organismo a fenomeni di intolleranza alimentare. Sono tre le teorie più accreditate. Ritengo che esse debbano essere integrate tra loro in quanto sono strettamente collegate a livello biochimico.

Sinteticamente sono tre le possibili cause primarie che inducono l’organismo ha divenire resistente agli elementi:

  1. carenza di vitamine e Sali minerali
  2. agenti stressanti
  3. malassorbimento intestinale e deficit immunitario

Carenze di Sali Minerali  e Vitamine.

È stato possibile notare, che il fenomeno delle intolleranze alimentari è aumentato in maniera esponenziale negli ultimi anni. Impossibile non notare una correlazione con l’aumento del consumo di cibi raffinati.

 La qualità degli alimenti è indiscutibilmente calata, rendendo i cibi sempre meno naturali e con presenza sempre maggiore di agenti inquinanti e additivi di tipo chimico. Allo stesso tempo, le coltivazioni intensive e la concimazione chimica, non sono in grado di  crescere piante complete da un punto di vista nutrizionale. Ci nutriamo di cibi carenti in vitamine e Sali minerali, ricchi di additivi, conservanti e privi di energia vitale.
 Il nostro organismo fatica a riconoscerli e di conseguenza in taluni casi reagisce, mandandoci dei segnali di disagio. Forse vuole semplicemente avvisarci che la farina morta di cui ci cibiamo, non ci fa bene. Dopo anni e una serie di disturbi e malessere subdolo, non abbiamo ancora compreso che gli alimenti non sono sani se privati dei loro contenuti vitali.
Eppure animali primitivi come i topi, piuttosto che mangiare la farina raffinata mordono legni e qualsiasi altro oggetto “ commestibile” , nutrendosi della farina solo vicino alla morte (che poi sopraggiunge) Allo stesso modo non è possibile nutrire dei pulcini con farina bianca, perirebbero in brevissimo tempo.  Questi sono solo esempi, potrei citarne numerosi altri.

Farina raffinata: le intolleranze alimentari sono aumentate 

 Ma riflettiamo insieme. Se sappiamo che la farina raffinata non è utile al nostro organismo, allora perché la metà dell’ alimentazione di noi italiani si basa proprio su queste farine? Mangiamo pane , pasta, dolci, merendine, tutti preparati con farine vuote dal punto di vista nutrizionale! Certamente , solo 40 anni fa non era così, e le intolleranze alimentari erano quasi sconosciute.

Lo  stesso può dirsi anche per l ’allevamento, il cui unico scopo è quello di produrre animali pesanti e nel minor tempo possibile. L’ interesse non è certamente produrre animali sani . Se a ciò aggiungiamo gli animali tenuti appositamente malati per avere un colore della carne più  “ piacevole “, ci possiamo fare un quadro della situazione.

Sta di fatto che nella nostra alimentazione basata sul cibo carente di Sali minerali e vitamine, può verificarsi un deficit metabolico ed enzimatico proprio per lo scorretto apporto di vitamine e Sali minerali fondamentali per la vita tra cui il selenio, il rame, il manganese, lo zinco, magnesio …

Grazie ai progressi tecnologici è possibile verificare questa teoria attraverso un semplice esame del cappello, effettuare una vera propria biopsia del cappello in grado di determinare il livello dei vari Sali minerali, oltre che svariati metalli tossici.

Malassorbimento intestinale e deficit immunitario

 Gli italiani sono un popolo di teledipendenti, e deduco quindi che quasi tutti i nuovi abbiamo avuto la possibilità di vedere qualche pubblicità inerente alla proprietà nutritive dello yogurt addizionato di fermenti lattici, che prometteva di risolvere tutti i problemi di irregolarità intestinale e di migliorare il sistema immunitario.

Ovviamente questa pubblicità sono realizzate solo nell’ottica di far vendere il prodotto reclamizzato, tuttavia esiste un fondo di verità che ora andremo a descrivere in maniera un po’ più scientifica.

Il 60% delle cellule immunitarie si trovano a ridosso delle pareti intestinali.

Tutte queste stazioni linfonodali servono a coprire i quasi 300 m² di superficie presenti all’interno del nostro intestino.queste pareti intestinali sono protette dalla ben nota flora batterica intestinale. La funzione di questa flora batterica e di vitale importanza, queste cellule estranee sono simbiotiche al nostro organismo. Sono circa 300 specie diverse tutte in equilibrio tra loro.

  • Esse sintetizzano diverse vitamine tra cui la vitamina K.,
  • la vitamina B1 e 12,
  • acido folico acido pantotenico.
  • Inoltre metabolizzano gli ormoni steroidei e gli acidi biliari, permettono la digestione dei grassi,
  • bloccano i batteri estranei producendo antibiotici naturali. Hanno anche la capacità di degradare le tossine inibendo lo sviluppo di virus e funghi, addirittura anche del Helicobacter pylori.
  • Probabilmente la funzione più importante è proprio quella di modulare il sistema immunitario stimolando la produzione di anticorpi IgA. Questi anticorpi rivestono tutta la superficie mucosa creando una pellicola protettiva.
  • Esperimenti di laboratorio su cavie in cui è stata eliminata la flora batterica, si è constatato un decadimento della funzionalità immunitaria con inevitabile morte dell’animale.

In sintesi una modificazione della flora batterica intestinale può portare a disturbi a livello dell’apparato gastrointestinale.

Aerofagia spasmi e dolori intestinali, diarrea possono esser i primi sintomi, tuttavia, man mano che la situazione degrada, se non diamo modo alle Flora batterica di proteggere l’epitelio dell’intestino , si possono avere erosioni intestinali, fenomeni infiammatori rappresentati da coliti vari fino al fenomeni di proliferazione cellulare anomala rappresentata da polipi o adenomi.

Proteggere e mantenere in salute gastrointestinale è fondamentale. Per poterlo fare bisogna aver presente che spesso volentieri le nostre abitudini alimentari finiscono per compromettere l’intero equilibrio del nostro sistema immunitario attraverso la distruzione della flora batterica.

Ogni volta che assumiamo lassativi chimici, antibiotici farmaci steroidei e antinfiammatori provochiamo una vissuto una massiccia distruzione della flora batterica. Se l’assunzione diventa ciclica non abbiamo modo alla flora batterica di riprodursi creando la famosa disbiosi intestinale che prevede come protagonisti germi patogeni.

Bisogna quindi cercare di evitare per quanto possibile, utilizzo indiscriminato di farmaci che possono portare a gravi conseguenze. Il rimpianto della flora batterica sarà ampiamente discusso nell’articolo relativo alla disbiosi intestinale. Al momento, mi limito a ricordare che in commercio ci sono moltissimi prodotti contenenti vari tipi di flore batteriche. Tuttavia bisogna prestare attenzione, in quanto per poter essere efficaci e superare la barriera gastrica, devono avere un certo quantitativo ed essere presenti in più ceppi. In caso contrario risultano assolutamente inutili per ripristinare il normale equilibrio di batteri saprofiti.

Agenti stressanti : un nemico per il sistema immunitario

Il nostro sistema immunitario è influenzato da vari tipi di stress. È innegabile l’aumento di malattie a carattere vascolare, tra i quali infarti, ictus. Anche il sistema gastrointestinale è particolarmente colpito da patologie come coliti, gastriti fino ad arrivare  a degenerazioni cellulari (tumore). Di pari passo si segnala l’aumento di malattie a carattere psichico, ansia, depressione… e non ultimo per importanza c’è un aumento preoccupante di fenomeni allergici.

Il dottor Hans Selye fu uno dei primi a studiare l’effetto dello stress a carico del nostro organismo.

Caratteristica comune dello stress, di qualunque tipo esso sia, è una fuga di energia con consumo superiore di preziosi Sali minerali e vitamine. Questi microelementi vitali con la nostra salute, se non opportunamente integrati tramite una corretta alimentazione, possono causare gravi disturbi.

Gli agenti stresso geni, sono principalmente, di tre categorie: agenti stressanti chimici, agenti stressanti fisici, e agenti stressanti psichici.

La contaminazione dell’ecosistema, gli scarichi industriali, inquinamento delle falde acquifere, dell’aria, l’abuso di ogni genere di sostanza chimica all’interno dei cibi per migliorare la produttività, il sapore e la durata degli alimenti, hanno un comune denominatore: l’utilizzo di sostanze chimiche. Una cosa è certa: ovunque vengano impegnati questi prodotti chimici, per il ciclo naturale dell’acqua, sono destinati a tornare a noi.

Forse qualcuno pensa che i pesticidi utilizzati in agricoltura e spruzzati sul terreno e sulle culture, i concimi chimici usati senza alcun ritegno, o gli antibiotici gli ormoni  somministrati agli animali da macello, siano problemi indifferenti che non si toccano ? mi auguro di no, anche perché siamo noi consumatori finali e nel corso di un anno mangiamo chili di queste sostanze, assolutamente tossiche che devono essere in qualche modo eliminate dall’organismo. Per poterlo fare il sistema immunitario e detossificante subisce un duro colpo, diminuendo la sua resistenza e agevolando l’insorgenza di malattie degenerative e invecchiamento precoce. Molto probabilmente oltre all’ alimentazione raffinata e quindi privata di elementi nutritivi indispensabili alla vita, anche l’inquinamento chimico, contribuisce in maniera significativa allo sviluppo di intolleranze alimentari.

Vediamo in che modo gli agenti chimici indeboliscono il nostro sistema immunitario favorendo anche lo sviluppo di intolleranze alimentari.

In natura il nostro sistema immunitario è molto efficace nel rispondere a minacce di carattere batterico e virale. È da migliaia di anni che il nostro organismo lo fa e ha all’interno del suo patrimonio genetico tutte le informazioni e i mezzi adatti per prevenire gravose conseguenze.

Ma il sistema immunitario come si comporta nel confronto di agenti chimici, farmacologici e sostanze chimiche nuove a cui non è abituato, come gli additivi i coloranti e gli addensanti , gli antiossidanti e le migliaia di sostanze chimiche (  la maggior parte derivata dal petrolio) che vengono condizionate senza nessun timore ?

Come agisce l’organismo allo stress ?

Ogni evento stressogeno, provoca una risposta dell’organismo che viene mediata dalle piccole ghiandole surrenali nel tentativo di riequilibrare l’organismo. Tuttavia la la forza vitale delle ghiandole surrenali non è infinita, e a seguito di continui interventi entrano in una fase di esaurimento. Il mineralogramma del cappello è in grado tramite l’analisi dei minerali specifici come il sodio e il potassio in calcio e il  magnesio, di quantificare la fase in cui siamo. Chiaramente in base alla fase specifica di ogni individuo, la capacità di reazione del nostro organismo risulta diminuita. Vi rimando per maggiori specifiche all’articolo riguardante il mineralogramma del cappello.

Alessandro Di Coste su http://www.naturopataonline.org