Le proprietà salutari dei Broccoli

Broccoli La mamma diceva sempre: “mangia i broccoli che ti fanno bene” – e aveva ragione! Il potere di combattere molte malattie, il loro basso costo e la facile disponibilità, fanno di questo ortaggio della famiglia delle crocifere una delle migliori scelte per una dieta salutare.

I benefici dei broccoli sono fruibili consumando anche solo una mezza porzione giornaliera.

Naturalmente ricchi di fibre, antinfiammatori, disintossicanti, vantano un potente contenuto di antiossidanti.

La Glucorafanina, il gluconasturtiian, e la glucobrassicina sono tre fitonutrienti presenti nei broccoli che aiutano a disintossicare il corpo a livello cellulare. Questi composti non sono così abbondanti o efficaci in altri ortaggi!

I flavonoidi kempferolo e quercetina aumentano la resistenza agli allergeni, abbassano l’infiammazione e combattono i danni dei radicali liberi causati dallo stress ossidativo.

I carotenoidi come la luteina, il beta-carotene e la zeaxantina vanno oltre la protezione contro il naturale processo di ossidazione che può andare fuori controllo con la cattiva alimentazione e lo stile di vita moderno. Sono utili per la protezione della vista.

Il sulforafano dei broccoli è stato studiato ampiamente nella comunità scientifica e i ricercatori sono stupiti per l’effetto che ha contro lo sviluppo del cancro.

Uno studio condotto su un gruppo di 10 fumatori e 10 non fumatori ha confermato l’importanza di consumare crocifere tipo i broccoli per proteggere le cellule dai danni del DNA.

Il sulforafano favorisce la produzione di enzimi che proteggono i vasi sanguigni e riduce fino al 73 per cento, il numero di molecole che causano danni alle cellule – note come specie reattive all’ossigeno (ROS). – Le persone con diabete hanno fino a cinque volte più probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari come l’infarto e l’ictus, entrambi legate ai vasi sanguigni danneggiati. Mangiare broccoli può aiutare a riparare alcuni di questi danni.

I broccoli possono anche aiutare a risolvere la carenza di vitamina D. Quando sono necessarie elevate dosi supplementari di vitamina D, adeguate disponibilità di vitamina K e vitamina A aiutano a mantenere il metabolismo della vitamina D in equilibrio. I broccoli hanno una insolita forte combinazione di entrambi, vitamina A (sotto forma di beta-carotene) e vitamina K. Per coloro che hanno la necessità di ricostituire le riserve di vitamina D attraverso supplementi, i broccoli sono un alimento ideale da inserire nella dieta.

La densità in nutrienti e il basso indice glicemico dei broccoli ne fanno un eccellente cibo a basso contenuto calorico per le persone in qualsiasi stato di salute – anche per i diabetici e per i pazienti affetti da patologie cardiache!

La presenza dei broccoli nella dieta, oltre all’azione anticancro, può proteggere anche il sistema digestivo, il sistema immunitario e il sistema cardiovascolare.

Aiutare l’intestino con l’assunzione di fibre significa una migliore opportunità di sviluppare una corretta microflora intestinale, la chiave per eliminare molte tossine dal corpo. Gli elevati livelli di vitamina K promuovono la salute del sistema osseo e del sangue. Il ferro dei broccoli è fondamentale per i globuli rossi e il potassio migliora la funzionalità del cuore.

Le tossine e i contaminanti causano l’infiammazione cronica, il principale rischio per molte forme di cancro. Ogni alimento che aiuta a “spazzare via” le sostanze dannose dal corpo, contribuisce a rafforzare le difese contro il cancro, contro le malattie cardiache, l’obesità, il diabete, e molte altre ancora!

Coltivare “Baby Broccoli” in cucina!

I germogli dei broccoli offrono fino a 50 volte la protezione cellulare e a 100 volte l’effetto disintossicante dei broccoli in piena maturità!

Simili ai germogli dell’erba medica, si possono far germinare facilmente in cucina! È consigliato l’utilizzo di sementi biologiche e il consumo di germogli crudi per ottenere i migliori risultati.

Per approfondire l’argomento e per le istruzioni sul come far germogliare i semi vedi:

http://www.nutrizionenaturale.org/semi-germogliati-un-super-alimento/

Come cucinare Broccoli per non perdere preziosi nutrienti

I broccoli vanno cotti leggermente a vapore per non distruggere gli antiossidanti. È sconsigliata la cottura a microonde degli alimenti ricchi di antiossidanti! I broccoli crudi consentono di cogliere tutti i copiosi benefici nutrizionali e anti-cancerogeni.

Se si cucinano, è bene adottare alcuni accorgimenti per mantenere la maggior parte delle sostanze nutritive:

  • Tagliare i broccoli biologici qualche minuto prima della cottura.
  • Portare due bicchieri di acqua ad ebollizione in una casseruola media.
  • Utilizzare l’apposito cesto per la cottura a vapore, aggiungere broccoli e cuocerli per circa 5 minuti. I fiori saranno di colore verde intenso e la consistenza sarà “tenero-croccante”.
  • Servire con una spolverata di sale marino grosso.

Ogni volta che è possibile, scegliere cibo vero piuttosto di ricorrere agli integratori che, nelle versioni sintetiche, non raggiungono gli stessi effetti. Il nostro corpo semplicemente non assorbe bene la maggior parte degli integratori.

Fonti e riferimenti

1 (↑) Keap1-Nrf2 Signaling: A Target for Cancer Prevention by Sulforaphane, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22752583, July 2012

2 (↑) Disposition of glucosinolates and sulforaphane in humans after ingestion of steamed and fresh broccoli, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11525594, July 2012

3 (↑) Effect of broccoli intake on markers related to oxidative stress and cancer risk in healthy smokers and nonsmokers, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19235039, July 2012

4 (↑) Johns Hopkins University September 15, 1997

5 (↑) Proc Natl Acad Sci U S A. 1997 September 16; 94(19): 10367–10372

Fonte: nutrizionenaturale.org      http://www.ecplanet.org

In Italia gli stipendi costano alle ditte il doppio del netto

LavoratoriSoprattutto le tasse e poi contributi previdenziali continuano ad alleggerire in maniera eccessiva i salari e gli stipendi, condizionando negativamente la capacità di spesa degli italiani.

A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA, che ha esaminato la composizione delle buste paga di 2 lavoratori dipendenti entrambi occupati nel settore metalmeccanico dell’industria.

Il primo caso riguarda un operaio con uno stipendio mensile netto di poco superiore ai 1.350 euro: al suo titolare costa, invece, un po’ meno del doppio: 2.357 euro.

Questo importo è dato dalla somma della retribuzione lorda (1.791 euro) e dal prelievo contributivo a carico dell’imprenditore (566 euro). Il cuneo fiscale (dato dalla differenza tra il costo per l’azienda e la retribuzione netta) è pari a 979 euro che incide sul costo del lavoro per il 41,5%.

Il secondo caso, invece, si riferisce a un impiegato con una busta paga netta di poco superiore a 1.700 euro. In questa ipotesi, il datore di lavoro deve farsi carico di un costo di oltre 3.200 euro.

Importo, quest’ultimo, quasi doppio rispetto allo stipendio erogato.

Questa cifra è composta dalla retribuzione mensile lorda (2.483 euro) a cui si aggiungono i contributi mensili versati dal titolare dell’azienda (729 euro). Il cuneo fiscale è di 1.503 euro che incide sul costo del lavoro per il 46,8%.

E anche se quasi 1 milione di persone su 11,9 milioni che hanno beneficiato degli 80 euro nel 2015 è stato costretto a restituirli interamente, l’introduzione del bonus Renzi e il taglio dell’Irap avvenuto nel 2015 sul costo del lavoro ai dipendenti assunti con un contratto a tempo indeterminato hanno garantito una riduzione del carico fiscale di circa 14 miliardi, ma a tempo determinato: 3 anni, poi si torna come prima anzi peggio di prima, perché molti degli assunti saranno licenziati proprio per l’enorme peso delle tasse dello stato sullo stipendio.

Inoltre, sebbene la metà dei 9 miliardi annui che servono per coprire la spesa del bonus Renzi sia finita nelle tasche di dipendenti che vivono in famiglie con redditi medio-alti, è altrettanto vero che secondo un’indagine realizzata dalla Banca d’Italia, il 90% delle famiglie percettrici di questa agevolazione hanno dichiarato di averla spesa e di aver destinato il restante 10% al risparmio e al rimborso di debiti.

In altre parole, nonostante la metà dei destinatari non fosse costituita da lavoratori a basso reddito, buona parte di questo bonus è stato speso per gli acquisti, a dimostrazione che se si rendono più pesanti le buste paga la gente torna a spendere e a far ripartire i consumi interni che, ricordiamo, sono la componente più importante del Pil nazionale. Ma è comunque pochissima cosa, rispetto il “gigante tasse” che schiaccia gli stipendi dei lavoratori e i conti del costo del lavoro delle aziende.

“Oltre a tagliare l’Irpef – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – è necessario intervenire anche sulla riduzione del prelievo in capo al datore di lavoro che in Italia è tra i più elevati d’Europa. Secondo l’Ocse, infatti, tra gli oltre 30 paesi più industrializzati del mondo solo Francia, Repubblica Ceca ed Estonia hanno un carico contributivo per dipendente superiore all’Italia.

Una situazione che ci impone non tanto di tagliare l’aliquota previdenziale che, in un sistema ormai contributivo, danneggerebbe i lavoratori, ma di proseguire con maggiore determinazione nella riduzione delle tasse sulle imprese”.

Riduzione che con le imposizioni della Ue e con l’euro è assolutamente impossibile.

Fonte: ilnord.it     http://www.ecplanet.org