Trump era spiato da Obama durante la campagna elettorale

Trump era spiato da Obama durante la campagna elettoraleLe agenzie di intelligence statunitensi hanno davvero intercettato figure della campagna elettorale di Donald Trump e del suo team di transizione presidenziale.

Lo ha dichiarato di recente, nel corso di una conferenza stampa a dir poco esplosiva, il direttore della commissione Intelligence della Camera dei rappresentanti, il repubblicano Devin Nunes.

Il presidente Usa, Donald Trump, aveva scatenato un putiferio all’inizio di marzo, denunciando via Twitter l’intercettazione sua e della sua campagna elettorale per ordine del suo predecessore, Barack Obama: “Ho appena scoperto che Obama aveva ‘intercettato’ la Trump Tower poco prima della vittoria”, aveva scritto il presidente. “Non hanno trovato nulla. Questo è puro maccartismo”.

Le accuse di Trump, non circostanziate, avevano suscitato incredulità all’inizio, e scandalo poi, sino a questa settimana, quando il direttore del Federal Bureau of Investigation (Fbi), James Comey, ha categoricamente smentito di fronte al Senato che l’amministrazione Obama abbia mai ordinato la sorveglianza di Trump e dei suoi collaboratori, neanche indirettamente, tramite un mandato Fisa (Foreign Intelligence Surveillance Act).

Trump era stato sonoramente smentito anche da numerosi esponenti del suo partito – primo tra tutti il senatore John McCain – secondo cui non esisteva alcun elemento che potesse far supporre un atto gravissimo come lo spionaggio di Stato ai danni della sua campagna elettorale prima del voto di novembre.

E invece, era tutto vero.

Lo scenario è completamente mutato ieri: dopo una visita lampo alla Casa Bianca, Nunes ha annunciato “sviluppi significativi”: “Informazioni sottoposte alla mia attenzione attestano che in numerose occasioni l’intelligence ha incidentalmente raccolto informazioni in merito a cittadini statunitensi coinvolte nella transizione del presidente Trump”. Col termine “incidentale”, Nunes pare confermare che l’amministrazione Obama avesse effettivamente richiesto e ottenuto l’intercettazione di diplomatici stranieri – primo tra tutti, l’ambasciatore russo negli Usa – per verificare eventuali contatti tra la campagna di Trump e il Cremlino.

Non è tutto: secondo Nunes, l’agenzia che ha effettuato le intercettazioni – quasi certamente l’Fbi – ha raccolto “dettagli relativi a cittadini statunitensi legati all’amministrazione presidenziale prossima all’insediamento”. Queste informazioni, “di poca o nulla rilevanza apparente per l’intelligence”, sono state nondimeno “ampiamente disseminate tra le varie agenzie della comunita’ d’intelligence statunitense”: una distribuzione di informazioni riservate che l’amministrazione Obama ha autorizzato con un decreto a pochi giorni dal cambio di consegne alla Casa Bianca. Contrariamente a quanto accade per gli atti relativi a indagini riservate, i nomi presenti in questi documenti “non sono stati cancellati”, e sono divenuti oggetto, nel corso degli ultimi mesi, delle fughe di notizie riprese quotidianamente dai media.

“Nulla di quanto ho potuto vedere riguardava in alcun modo la Russia, o una qualunque discussione con la Russia, o contatti tra gente di Trump e Russi. Nulla di tutto questo ha a che fare con la Russia”, ha sottolineato Nunes, che presiedendo l’indagine parlamentare sui presunti contatti tra la campagna di Trump e Mosca, ha poi prontamente aggiunto: “Questo non significa che non possano esistere informazioni di questo tipo. Ma non ce ne erano tra quelle che ho visionato”, e che sono divenute oggetto delle furiose polemiche seguite alle elezioni presidenziali. “Mi è parso che queste informazioni siano state raccolte legalmente, ma si tratta essenzialmente di una vasta mole di informazioni sul presidente eletto e il suo team di transizione e su quanto stavano facendo”: nei fatti, insomma, il team di transizione di Trump, e membri della sua campagna prima delle elezioni, sarebbero stati effettivamente sorvegliati.

“Quel che ho letto mi pare equivalga a una forma di sorveglianza, magari legale, ma non necessariamente corretta, e non so se i cittadini statunitensi si sentirebbero a loro agio leggendo quanto ho letto”. Infine, alla domanda diretta di un giornalista: “Insomma, i tweet del presidente Trump erano veritieri?”, Nunes ha risposto: “È possibile”.

Il deputato ha annunciato che la commissione d’intelligence della Camera indagherà in merito a eventuali violazioni procedurali da parte dell’Fbi, e tra le righe ha fornito un’altra informazione importante: i documenti e le informazioni sottoposti alla sua attenzione provengono dalla National Security Agency (Nsa) che, ha detto Nunes, “sono certo continuerà a collaborare”: parole che paiono avvalorare le voci di una accesa rivalità tra le agenzie dell’intelligence statunitense. In attesa di ulteriori sviluppi, le reazioni politiche non si sono fatte attendere: se da un lato il presidente Trump si è detto “in qualche modo riscattato” dalle parole di Nunes, i Democratici sono tornati ad accusarlo di parzialità, e a chiedere che le indagini sui presunti contatti tra Trump e la Russia vengano affidate a una commissione indipendente. Ma a questo punto arrivati è ridicolo.

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The Meaning of Devin Nunes’ Revelation of “Incidental” Spying on the Trump Campaign by the Obama Administration

Fonte: ilnord.it    http://www.ecplanet.com

Bin Laden vive in una lussuosa villa alle Bahamas. Lo afferma Snowden

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  L’ultima bomba dell’ex collaboratore della    NSA: “Riceve 100.000 mila dollari al mese e  conduce una vita lussuosa”.

Bin Laden è ancora vivo e risiede alle Bahamas.

A dirlo è l’ex collaboratore della NSA Edward Snowden, già fonte di molte altre inchieste sulle attività di spionaggio dell’agenzia federale americana, che in un’intervista al Moscow Tribune ha detto di avere informazioni che confermano che il terrorista non sarebbe morto, come annunciato dalle autorità americane, nel 2011.

Secondo Snowden, non solo Bin Laden è ancora vivo, ma ha uno stile di vita sontuoso alle Bahamas, grazie a pagamenti regolari della CIA.

“Ho documenti che dimostrano che Bin Laden è ancora sul libro paga della CIA”, afferma Edward Snowden.

“Lui continua a ricevere più di $ 100.000 al mese, che vengono trasferiti attraverso alcune aziende direttamente sul suo conto in banca di Nassau. Io non sono certo dove si trova ora, ma nel 2013, viveva tranquillamente nella sua villa con cinque delle sue mogli e molti figli”.

Snowden afferma inoltre che la Cia orchestrò la finta morte dell’ex leader di Al Qaeda, mentre veniva effettivamente trasportato con la sua famiglia in una località segreta alle Bahamas. (mt)

Articoli internazionali: worldnewsdailyreport.com / ibyamamare.com / Fonte: wallstreetitalia.com  www.ecplanet.com

Il diabolico sistema globale di cyber-spionaggio statunitense

Sistema globale di cyber-spionaggio statunitenseL’abuso della sorveglianza sociale USA mette a rischio le libertà civili

Secondo vari media americani e stranieri, gli Stati Uniti hanno creato un sistema globale di cyber-spionaggio che permette l’intercettazione e il trattamento di dati personali in tutto il mondo, in violazione dei diritti umani fondamentali. Telefoni controllati, SMS intercettati, discussioni sui social network sorvegliate e email rubate – questa è la preoccupante realtà. La NSA (Agenzia per la sicurezza nazionale statunitense) e altre unità dei servizi segreti degli Stati Uniti sono senza dubbio in grado di violare qualsiasi sistema operativo mobile, iOs, Android o BlackBerry OS che sia.

Nel 2011, le agenzie di intelligence statunitensi hanno portato a termine con successo lo sviluppo di un software di geo-localizzazione che consente alla NSA di raccogliere e salvare più di cinque miliardi di posizioni al giorno degli utenti mobili in tutto il mondo, poi attraverso un programma speciale chiamato CO-TRAVELER di analizzare e monitorare il movimento di certi individui che potrebbero interessare Washington. In più, dal 2010, le informazioni sui contatti sociali dei cittadini USA, il loro dati personali, inclusi telefonate, registri di attività su Internet, codici bancari, dati relativi all’assicurazione sono state analizzate regolarmente dalle agenzie di spionaggio.

Il progetto segreto della NSA, il cui nome in codice è Boundless Informant (“Informatore senza confini”), cerca di stabilire un controllo sullo “spazio di informazione”. Secondo The Guardian, questo progetto è stato in grado di raccogliere dati su 97 miliardi di telefonate a livello mondiale da marzo 2013.

La rete informatica di spionaggio a livello globale Echelon (AUSCANNZUKUS o Cinque Occhi), fondata dagli Stati Uniti in collaborazione con il Regno Unito nel 1947, ha permesso ai servizi segreti di Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Norvegia, Danimarca, Germania, Turchia e altri paesi di scambiarsi informazioni segrete, inclusi dati sui rispettivi cittadini.

Già un altro progetto segreto, il cui nome in codice è Prism, fondato dalla NSA e dal GCHQ, il Quartier generale del governo britannico per le comunicazioni, ha permesso alle agenzie di intelligence di creare strette collaborazioni con le maggiori società informatiche nel 2007, incluse Microsoft, Yahoo, Google, Facebook, PalTalk, AOL, Skype, YouTube e Apple. Tali collaborazioni permettono ai servizi segreti di leggere email private e monitorare i file che vengono trasferiti attraverso lo spazio di informazione globale. Questo permette alla NSA di controllare capi di Stato, rappresentanti di aziende e diplomatici stranieri, come è stato in effetti ripetutamente riferito da vari organi di stampa internazionali.

Tuttavia, Washington non sembra essere soddisfatta dei suoi “progressi” dato che continua a finanziare e sviluppare nuovi progetti segreti che consentirebbero agli Stati Uniti non solo di mantenere un controllo effettivo sullo spazio di informazione globale, ma anche di influenzare gli utenti del web in tutto il mondo a proprio vantaggio.

Perciò, la IARPA (Intelligence Advanced Research Projects Activity – Agenzia di ricerca per i servizi segreti) ha recentemente avviato numerosi programmi di ricerca per manipolare i social network.

Il programma SCIL per l’analisi del contenuto socioculturale del linguaggio (SCIL Program – Socio-cultural Content in Language) viene adottato per creare algoritmi, metodi e tecnologie che possano consentire ai servizi segreti di sorvegliare le attività di diverse organizzazioni non governative che non accettano le politiche sociali di certi governi. Lo sviluppo di questo programma è dettato dalla necessità di riconoscere il contenuto del messaggio trasmesso su Internet, tenendo contro delle differenze linguistiche e dei dialetti.

La IARPA, in stretta cooperazione con il NIST (Istituto Nazionale per gli standard e le tecnologie), sta sviluppando un programma soprannominato Reynard, , per studiare i fenomeni delle dinamiche sociali nel cosiddetto mondo virtuale come quello degli MMO (Massively Multiplayer Online Game – giochi in rete di massa multi-giocatore). Questo particolare studio viene condotto nell’interesse delle agenzie di sicurezza per valutare l’umore politico della popolazione e prendere misure preventive nel momento in cui questo cambiasse.

I servizi di intelligence stanno anche sostenendo lo sviluppo del programma Aladdin, disegnato per l’analisi automatica e la descrizione di contenuti video (VACE – Automated Low-Level Analysis and Description of Diverse Intelligence Video). L’obiettivo principale di questo programma è quello di fornire agli analisti dei servizi di intelligence capacità di ricerca automatiche per tracciare video che potrebbero essere di loro interesse. I video analizzati possono provenire da fonti diverse – televisione, videocamere di sorveglianza, normali fotografie, interviste o addirittura filmati ripresi dai droni. I filmati sono catalogati nel tempo e nello spazio per identificare determinati individui e determinare la sequenza delle loro azioni, che potrebbero avere una relazione semantica con gli eventi contingenti.

Al momento, la IARPA ha implementato un programma chiamato Babel, il cui scopo è quello di sviluppare software di riconoscimento vocale efficaci per diverse lingue e dialetti.

Washington e le sue agenzie stanno letteralmente spendendo miliardi di dollari dei contribuenti ogni anno con il conveniente pretesto di “guerra al terrore”, che in realtà si rivela essere una guerra nascosta contro i propri cittadini, ora privati dei diritti umani più basilari. Ma quel che è peggio è che questo sta spingendo i suoi paesi-satellite a lanciare un attacco generale contro le libertà civili dell’Europa e oltre.

Autore: Vladimir Platov, esperto di Medio Oriente / Articolo originale: journal-neo.org / Traduzione italiana per comedonchisciotte.org a cura di Giulia Amato   fonte: http://www.ecplanet.com