Come assimilano le proteine i vegetariani, vegani e crudisti

CrudistaDa dove ottengono le loro proteine atleti come Seba Johnson (atleta vegana, attrice e scrittrice), Rob Bigwood (atleta vegano, braccio di ferro Pro), George Hackenschmidt (the Russian Lion – Wrestler vegano/crudista)?
O ancora attori famosissimi come Pamela Anderson, Tommy Lee, Natalie Portman, Anne Hathaway, Brad Pitt?
George Hackenschmidt, con un peso di 220libre (circa 100kg), ha girato il mondo, in competizione con i piú grandi wrestler del suo tempo. Secondo il Dr. George R. Clements, la sua dieta consisteva in:

Colazione – Lattuga e 5-6 noci brasiliane
Primo pasto – Frutta fresca
Secondo pasto – Verdura fresca cruda

Come ha potuto questo grande wrestler costituire e mantenere la sua potenza e muscolatura?

A richiesta di qualche e-mail, e notando la confusione in svariati blog, ho deciso di pubblicare un articolo sulle proteine. Premetto che questo è un pezzo che ho scritto per il mio prossimo libro, probabilmente intitolato “In forma fino a 100 anni”. Ovviamente non c’è copyright, perché non è stato ancora pubblicato, ma confido che l’uso di queste informazioni – cosí scritte come a seguire – si considerino a stretto uso personale.

Tema “proteine”. Che tema ricco di confusione e straniamento. C’è chi dice che dobbiamo consumare tutte le proteine ad ogni pasto, alcuni professionisti sono preoccupati specialmente per quegli amminoacidi essenziali che il corpo non puó sintetizzare da solo e che quindi dobbiamo assumere attraverso l’alimentazione, ci sono poi i sostenitori della Low-Carb, della dieta Atkins, secondo i quali dovremmo mangiare puri alimenti proteici.

Vorrei cominciare usando il nostro buon senso.

Facciamo riferimento al regno animale: osserviamo per esempio l’elefante, il toro, la mucca, il rinoceronte, il cavallo o il gorilla, probabilmente gli animali piú forti al mondo. Che cosa mangiano? Prodotti che provengono dal regno vegetale. Questo non vuol dire che dobbiamo mangiare erba o germogli di bambú per fabbricare muscoli come quelli del toro o del gorilla; ovviamente il corpo degli animali sopraindicati si è evoluto e sviluppato in modo da ottenere il miglior vantaggio da un certo tipo di prodotti, foraggio per le mucche ad esempio. Noi siamo animali vegetariani, fruttariani secondo gli antropologi. Il nostro DNA è per il 98% simile a quello delle scimmie. E che cosa mangiano queste? Si alimentano principalmente di frutta (amano le banane!), qualche ortaggio, se lo trovano, e a volte (solo alcuni tipi peró!) di qualche insetto, ragno o verme che sia. Questo ve lo posso confermare, visto che ho vissuto a stretto contatto con diversi tipi di scimmie in Bolivia. Scimmie magre all’apparenza (quasi anoressiche diremmo noi), ma che forza! E soprattutto, che agilitá! Da farci vergognare. Quindi mi viene naturale intendere che una muscolatura (e salute) perfetta non puó altro che derivare dal cibo al quale siamo biologicamente adattati. Questa regola vale per il cavallo, la mucca, il rinoceronte. E quindi diamo all’uccellino i semi, alla mucca il prato, germogli di bambù e frutta al gorilla, frutta, vegetali e qualche insetto alle scimmie cappuccine e per noi? Beh, in teoria della frutta, qualche verdura e foglia d’insalata, un po’ di frutta secca, dei germogli e qualche seme commestibile dovrebbe bastare – per avere un fisico perfetto.

Ovviamente c’è talmente tanto interesse nel farci credere che dovremmo mangiare la carne di mucca, di vitello, di maiale, di capra, di coniglio, di cavallo, di pollo, di gallina e bere litri di latte vaccino, e mangiare centinaia di tipi di formaggi diversi, e mangiare milioni di uova all’anno. E sapete una delle maggiori argomentazioni per sostenere queste industrie e i loro interessi? Abbiamo bisogno di proteine! Una delle maggiori ragioni per le quali mangiare carne, uova o bere latte è proprio per la loro composizione di proteine – assomigliano di piú a quelle umane, ci dicono. Beh, questa è anche un’ottima argomentazione a favore del cannibalismo! Se questa contesa fosse vera, allora tutti gli animali della terra farebbero bene a mangiare i propri simili, giacché le proteine sono identiche.

C’é talmente tanta comprovante sui vantaggi dell’alimentazione vegetariana che gli igienisti fanno difficoltá a capire come cosí tante persone intelligenti possano ignorare l’evidenza schiacciante contro l’uso della carne in una dieta salutare. Ma qui non si vuole discutere sul fatto “è giusto mangiar carne o meno”, di questo ne discuteró in un altro articolo.

Il tema proteine preme a molte persone, specialmente ai vegetariani, ai vegani, ai crudisti perché sono stati terrorizzati dalla propaganda, dagli amici, dai parenti. É vero o no che quando si parla di cucina vegetariana, vegana o crudista c’è sempre l’ignorante che vi chiede “Dove trovi le tue proteine?” Sono sicura l’hanno chiesto anche a voi, miei cari lettori vegetariani, vegani e crudisti (sempre di piú tra l’altro!). Non voglio fare qui un caso contro l’industria della carne, del latte e delle uova, appunto. Ci sono moltissimi libri stupendi sul tema vegetarianismo e sul perché la carne non è alimento nutritivo per l’essere umano, ma ci sono delle cose che devono essere specificate. Tutti gli alimenti nutritivi di cui l’uomo ha bisogno si trovano anche nel regno vegetale, le proteine incluse. Gli umani, come tutti gli altri animali, devono sintetizzare le proprie proteine dagli amminoacidi che trovano nel cibo. Le proteine di carne, pesce, uova e latte che s’ingeriscono devono prima essere suddivise in amminoacidi e in seguito ricomposte in proteine umane, a grande spesa di energie, visto che il corpo umano non è provvisto di un sistema per la propria digestione delle proteine animali.

Quindi in realtá non abbiamo bisogno di proteine, bensí di amminoacidi. E qualsiasi amminoacido necessario nella costruzione delle proteine umane si trova (guarda un po’) anche nella frutta e nella verdura!

Solo nove sono gli amminoacidi essenziali che dobbiamo assumere attraverso il cibo, perché il nostro corpo non è in grado di sintetizzarli da solo. Sfatiamo peró il mito obsoleto che si deve ottenere proteine “complete”, o tutti gli amminoacidi essenziali come minimo, ad ogni pasto. Il cibo che ingeriamo è processato dall’organismo e gli amminoacidi, le vitamine, i minerali e altri elementi sono conservati in una “pool” circolatoria (una riserva) per un uso futuro. Quando mangiamo, riforniamo questa risorsa, dalla quale le cellule ritirano gli elementi nutritivi secondo la necessitá. Non abbiamo bisogno di ottenere tutti gli amminoacidi a qualsiasi pasto e ogni giorno, non date retta quando vi dicono che dovete mangiare i piselli con il riso perché gli amminoacidi di cereali e legumi si completano. Riso e piselli richiedono succhi gastrici differenti per la digestione e non vanno combinati (vedi anche La combinazione degli alimenti). Il corpo puó rifarsi di uno o piú amminoacidi dalla riserva, tenendo conto che la dieta sia variegata.

E vi dico di piú: il 70% delle proteine viene riciclato ogni giorno, come il 95% del ferro. Secondo gli studi di Scharffenberg il vegetariano standard mangia proteine in quantitá adeguate e l’ammontare degli amminoacidi essenziali consumati dal vegetariano non solo giunge alla quota raccomandata, ma la raddoppia. Documentazione dimostra come uomini e animali dopo un digiuno prolungato (piú di 21 giorni), invece di ritrovarsi con una deficienza di proteine, scoprono un bilanciamento e la ristorazione delle proteine e della riserva.

È semplice per un vegetariano mantenere una dieta equilibrata e salutare. Non ci sono problemi di colesterolo o di grassi saturi. Il vegetariano ottiene un’adeguata quantitá di fibra e carboidrati senza alcun bisogno di calcoli. Non dimenticate poi che le proteine animali sono sempre (o quasi) ingerite cotte. Le proteine animali sottoposte al calore coagulano, formando degli enzimi resistenti alla separazione degli amminoacidi e rendendo la digestione estremamente difficile, gli amminoacidi parzialmente inutilizzabili, e/o tossici per l’organismo. Oltretutto, dall’ingestione (e la mal digestione) di proteine complesse cotte, si forma nello stomaco un ambiente favorevole per la proliferazione di batteri e si trasforma in luogo di decomposizione.

Le proteine vegetali crude sono superiori. Tutta la frutta secca contiene proteine complete. Anche i semi di sesamo e di girasole rientrano in questa categoria. Le arachidi (che peró non appartengono alla frutta secca, sono bensí dei legumi), i fagioli e una lista di verdure contengono tutti gli amminoacidi essenziali – carote, cavoletti di Bruxelles, cavolfiore, pannocchie fresche, cetrioli, piselli, patate, melanzane, pomodori e zucchine ad esempio. Altre verdure contengono meno amminoacidi essenziali e non sono proteine concentrate come la frutta secca, i semi o i legumi. La soia (organica e germogliata) contiene tutti gli amminoacidi essenziali, in veritá una quantitá maggiore di tutti gli amminoacidi che nella carne o nelle uova, a paritá di peso. I germogli in generale scoppiano di proteine ad alto valore biologico. La carota contiene 22 dei 23 amminoacidi finora identificati. Non tutti i cereali contengono tutti gli amminoacidi essenziali, ma quando i cereali sono accompagnati da un’abbondanza di verdure crude, specialmente insalate verdi, qualsiasi amminoacido mancante nel cereale é compensato dalle verdure (o dall’estrazione dalla riserva). Anche la frutta, sebbene contenga piccole quantitá di proteine nel suo stato naturale, è un’ottima risorsa di amminoacidi supplementare.

La frutta secca è soggetta a meno contaminanti, provvede per tutto quello che si puó ottenere dai prodotti animali, in forma migliore, miglior condizione, piú pulita, piú facile da utilizzare e senza il rischio di mangiare carni o prodotti animali malati e sostanze chimiche aggiunte. La frutta secca si puó comprare (e mangiare) cruda e non processata. Il miglior utilizzo della frutta secca è con verdure crude, come un’insalata verde, ad alto valore biologico. I germogli e i legumi sono altre risorse di proteine ad alto valore biologico eccellenti.

Cos’è il valore biologico – Gli alimenti si dicono ad alto valore biologico quando le sostanze nutritive sono facilmente utilizzabili dal corpo. Alimenti crudi come semi e frutta secca, frutta e verdura fresche, non processati, sono ad alto valore biologico. Nel sistema nutrizionista convenzionale il valore biologico è un metodo di classifica delle proteine secondo l’assorbimento d’azoto dal corpo per il mantenimento e la crescita. La proteina dell’uovo, essendo la piú “completa”, viene usata come riferimento e ottiene il valore 100. I prodotti animali come carne, pesce, formaggi e latte ottengono un altissimo valore biologico, specialmente in comparazione con alimenti di origine vegetale. Questa classificazione convenzionale non dá alcuna considerazione, e credenza, alla distruzione o alterazione del valore nutrizionale del contenuto nutritivo che occorre quando si cucina e processa il cibo. Gli igienisti non sono d’accordo, e a riguardo del tema proteine si preoccupano del fatto che durante la cottura le proteine coagulano e si deaminizzano, resistendo agli enzimi del corpo. Il risultato è difficoltá nell’utilizzo degli amminoacidi per la sintetizzazione delle proteine.

Il rifornimento di proteine in una dieta completa è indispensabile per una salute superba e per il benestare della persona, ma non siamo dipendenti dall’uccidere altri animali per ottenerle! E neanche dovremmo essere dipendenti dalla calcolatrice per sommare gli amminoacidi ad ogni pasto.

Le sostanze nutritive derivanti da alimenti crudi sono alcune centinaia percentuali migliori che quelle derivanti da cibi cotti o processati e prevale quindi anche sulla carne. I cibi crudi sono superiori a quelli cotti e riducono la necessitá di proteine anche per un altro motivo: una dieta convenzionale richiede dai 6 agli 8 grammi di proteine al giorno per la sintesi dei succhi gastrici. Il cibo crudo lascia tutti i suoi enzimi intatti, economizzando sugli enzimi digestivi.

Quanti grammi di proteine abbiamo bisogno giornalmente? Come accennato in precedenza, il corpo ricicla il 70% dei suoi rifiuti proteici, è un organismo molto efficiente!

Quante proteine dovremmo consumare al giorno? La quantitá di proteine giornaliere suggerite dalla RDA è di 70g per una persona di 75kg. Questo valore per lo meno raddoppia la quantitá reale. In veritá è quasi tre volte il reale bisogno di proteine, come osservato e provato dal Dr. Chittenden di Yale, il Dr. Hinhede della Danimarca e molti altri. 25g di proteine utilizzabili al giorno bastano, ossia l’1% della nostra dieta. Kofranyi dell’instituto Max Planck in Russia ha dimostrato come il bilancio d’azoto e la sostenibilitá delle prestazioni si mantiene con una quantitá di 25g di proteine al giorno; OOmen e Hiplsey riscontrarono come una popolazione non solo si sviluppa in piena salute, ma con una struttura magnifica, e una prestazione al suo pari, con appena 15-20 grammi di proteine giornaliere. Se questo non bastasse, ritorniamo al nostro buon senso. Tutti saranno d’accordo con il fatto che il latte materno è il miglior cibo per un infante. L’infante si ciba per mesi di puro latte materno, prima di toccare altri cibi (o almeno cosí dovrebbe essere). Il latte materno, ideale per un bambino in rapida crescita, contiene l’1.1% di proteine. Sicuramente nessuno puó discutere sul fatto che un adulto non ha bisogno di piú proteine che un bambino in fase di crescita, relativo al suo peso e come percentuale della dieta. Secondo questa evidenza, persino mangiando solo un tipo di frutta – eccetto la mela – si raggiungono dai 25 ai 40g di proteine giornaliere, se si consumano 2250kcal derivanti dal frutto. Tenendo conto che quasi tutti i frutti contengono tutti gli amminoacidi essenziali, si potrebbe intuire che una dieta anche solo a base di frutta, che non è qui suggerita, provvederebbe ampliamente alla necessitá umana di proteine.

Quindi miei carissimi lettori e interessati alla cultura igienista, crudista, vegana e/o vegetariana: potete stare tranquilli che la possibilitá di ottenere un’adeguata quantitá di proteine dal regno vegetale è assicurata, la qualitá di queste supera di gran lunga la qualitá di quelle derivanti dal regno animale. É ovvio peró che se vi cibate di pizza, pasta, biscotti e ciambelle (come vedo che molti fanno), state seminando le basi per tutte le malattie comuni, acute e degenerative, e ne raccoglierete i frutti, proprio come quelle persone che ostinatamente ancora si credono “onnivore”.
La scelta di una dieta vegetariana, vegana, crudista e/o igienista é una scelta non solo dettata da motivi etici e morali, dobbiamo dimostrare che questa decisione é chiave se si vuole ottenere una salute superba e una bellezza da invidiare. Siamo quello che mangiamo, non c’é niente di piú veritiero.

Fonte: ildragoparlante.com http://www.ecplanet.com

Prevenire il colesterolo alto con i fitosteroli

Prevenire il colesterolo alto con i fitosteroliOli, frutta secca e ortaggi interferiscono a livello intestinale per tenere le arterie pulite

In questi ultimi anni sta diventando sempre più evidente che, accanto agli alimenti che possono aumentare i livelli di colesterolo nel sangue, ne esistono altri che avrebbero un ruolo protettivo.

Fra questi, i fitosteroli, sostanze di origine vegetale con struttura simile al colesterolo, di cui sono ricchi soprattutto gli oli vegetali e la frutta a guscio, seguiti dai cereali da alcuni tipi di ortaggi e frutta come cavolini di Bruxelles, broccoli, cavolfiori, olive verdi e nere, frutti della passione.

Che il contenuto in fitosteroli della dieta meriti attenzione lo conferma un recente studio condotto in Spagna su 85 adulti sani e pubblicato on line su Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases.

In questa ricerca si è visto che all’aumentare dei fitosteroli introdotti con la dieta si riduceva l’assorbimento del colesterolo da parte dell’intestino e diminuiva in particolare il livello di colesterolo LDL (“cattivo”) nel sangue. «La convinzione che i fitosteroli riducano l’assorbimento del colesterolo e la colesterolemia è ampiamente condivisa dalla comunità scientifica — commenta Adriana Branchi, responsabile del Centro studio e prevenzione dell’aterosclerosi della Fondazione Policlinico di Milano.— Ma se l’apporto di fitosteroli è basso, come quello abituale della popolazione occidentale circa 200-300 mg al giorno), l’effetto è però veramente modesto.

Nello studio citato, la quantità di fitosteroli era molto più alta (circa il doppio) e per poter raggiungere questi livelli, la scelta degli alimenti deve essere particolarmente accurata. E se si vogliono ottenere cali decisamente significativi del colesterolo si devono assumere quantità di fitosteroli ancora maggiori, almeno 2 grammi al giorno. Con queste dosi, il colesterolo scende anche del 10-15%».

«Aumentare il consumo di alimenti ricchi in fitosteroli è consigliabile — aggiunge Domenico Sommariva, vicepresidente della sezione lombarda della Società italiana per lo studio dell’arteriosclerosi — anche perché la maggior parte di questi alimenti, come gli oli, i semi, la frutta secca a guscio, sono ricchi pure di grassi mono e polinsaturi che contribuiscono a ridurre la colesterolemia, soprattutto quando vanno a sostituire altri grassi.

Tuttavia, se questo può essere un accorgimento alimentare utile per tenere sotto controllo il colesterolo nella popolazione in generale, quando ci sono problemi di ipercolesterolemia, o di malattia arteriosclerotica, alle modifiche dietetiche è quasi sempre necessario associare farmaci ipocolesterolemizzanti».

Autrice: Carla Favaro / Fonte: www.corriere.it  www.ecplanet.com

Possibili cause che determinano l’intolleranze alimentare.

pane sesamo

l’ Introduzione di cibi modificati chimicamente e svuotati dei loro elementi nutritivi che impatto hanno sulla causa e diffusione delle intolleranze e allegie agli alimentari ? Come distingure i sintomi dell’ intolleranza alimentare ?

Le intolleranze alimentari sono fenomeni patologici in continuo aumento. La deduzione più logica è che siano in qualche modo legate al nostro complesso stile di vita.

Comprendere le reali cause che possono portarci a fenomeni di intolleranza alimentare è di fondamentale importanza.

Rappresenta il primo passo verso una vita più sana, senza tutti quei disturbi aspecifici che caratterizzano la presenza di alimenti a cui siamo intolleranti nella nostra alimentazione.

Attualmente, c’è ancora molto da accertare sulle reali cause che scatenano intolleranze alimentari , proprio per il lento processo che porta all’assuefazione e successivamente all’intolleranza ad un determinato alimento. Tuttavia negli ultimi anni sono stati fatti notevoli passi per comprendere le motivazioni che possono portare l’organismo a fenomeni di intolleranza alimentare. Sono tre le teorie più accreditate. Ritengo che esse debbano essere integrate tra loro in quanto sono strettamente collegate a livello biochimico.

Sinteticamente sono tre le possibili cause primarie che inducono l’organismo ha divenire resistente agli elementi:

  1. carenza di vitamine e Sali minerali
  2. agenti stressanti
  3. malassorbimento intestinale e deficit immunitario

Carenze di Sali Minerali  e Vitamine.

È stato possibile notare, che il fenomeno delle intolleranze alimentari è aumentato in maniera esponenziale negli ultimi anni. Impossibile non notare una correlazione con l’aumento del consumo di cibi raffinati.

 La qualità degli alimenti è indiscutibilmente calata, rendendo i cibi sempre meno naturali e con presenza sempre maggiore di agenti inquinanti e additivi di tipo chimico. Allo stesso tempo, le coltivazioni intensive e la concimazione chimica, non sono in grado di  crescere piante complete da un punto di vista nutrizionale. Ci nutriamo di cibi carenti in vitamine e Sali minerali, ricchi di additivi, conservanti e privi di energia vitale.
 Il nostro organismo fatica a riconoscerli e di conseguenza in taluni casi reagisce, mandandoci dei segnali di disagio. Forse vuole semplicemente avvisarci che la farina morta di cui ci cibiamo, non ci fa bene. Dopo anni e una serie di disturbi e malessere subdolo, non abbiamo ancora compreso che gli alimenti non sono sani se privati dei loro contenuti vitali.
Eppure animali primitivi come i topi, piuttosto che mangiare la farina raffinata mordono legni e qualsiasi altro oggetto “ commestibile” , nutrendosi della farina solo vicino alla morte (che poi sopraggiunge) Allo stesso modo non è possibile nutrire dei pulcini con farina bianca, perirebbero in brevissimo tempo.  Questi sono solo esempi, potrei citarne numerosi altri.

Farina raffinata: le intolleranze alimentari sono aumentate 

 Ma riflettiamo insieme. Se sappiamo che la farina raffinata non è utile al nostro organismo, allora perché la metà dell’ alimentazione di noi italiani si basa proprio su queste farine? Mangiamo pane , pasta, dolci, merendine, tutti preparati con farine vuote dal punto di vista nutrizionale! Certamente , solo 40 anni fa non era così, e le intolleranze alimentari erano quasi sconosciute.

Lo  stesso può dirsi anche per l ’allevamento, il cui unico scopo è quello di produrre animali pesanti e nel minor tempo possibile. L’ interesse non è certamente produrre animali sani . Se a ciò aggiungiamo gli animali tenuti appositamente malati per avere un colore della carne più  “ piacevole “, ci possiamo fare un quadro della situazione.

Sta di fatto che nella nostra alimentazione basata sul cibo carente di Sali minerali e vitamine, può verificarsi un deficit metabolico ed enzimatico proprio per lo scorretto apporto di vitamine e Sali minerali fondamentali per la vita tra cui il selenio, il rame, il manganese, lo zinco, magnesio …

Grazie ai progressi tecnologici è possibile verificare questa teoria attraverso un semplice esame del cappello, effettuare una vera propria biopsia del cappello in grado di determinare il livello dei vari Sali minerali, oltre che svariati metalli tossici.

Malassorbimento intestinale e deficit immunitario

 Gli italiani sono un popolo di teledipendenti, e deduco quindi che quasi tutti i nuovi abbiamo avuto la possibilità di vedere qualche pubblicità inerente alla proprietà nutritive dello yogurt addizionato di fermenti lattici, che prometteva di risolvere tutti i problemi di irregolarità intestinale e di migliorare il sistema immunitario.

Ovviamente questa pubblicità sono realizzate solo nell’ottica di far vendere il prodotto reclamizzato, tuttavia esiste un fondo di verità che ora andremo a descrivere in maniera un po’ più scientifica.

Il 60% delle cellule immunitarie si trovano a ridosso delle pareti intestinali.

Tutte queste stazioni linfonodali servono a coprire i quasi 300 m² di superficie presenti all’interno del nostro intestino.queste pareti intestinali sono protette dalla ben nota flora batterica intestinale. La funzione di questa flora batterica e di vitale importanza, queste cellule estranee sono simbiotiche al nostro organismo. Sono circa 300 specie diverse tutte in equilibrio tra loro.

  • Esse sintetizzano diverse vitamine tra cui la vitamina K.,
  • la vitamina B1 e 12,
  • acido folico acido pantotenico.
  • Inoltre metabolizzano gli ormoni steroidei e gli acidi biliari, permettono la digestione dei grassi,
  • bloccano i batteri estranei producendo antibiotici naturali. Hanno anche la capacità di degradare le tossine inibendo lo sviluppo di virus e funghi, addirittura anche del Helicobacter pylori.
  • Probabilmente la funzione più importante è proprio quella di modulare il sistema immunitario stimolando la produzione di anticorpi IgA. Questi anticorpi rivestono tutta la superficie mucosa creando una pellicola protettiva.
  • Esperimenti di laboratorio su cavie in cui è stata eliminata la flora batterica, si è constatato un decadimento della funzionalità immunitaria con inevitabile morte dell’animale.

In sintesi una modificazione della flora batterica intestinale può portare a disturbi a livello dell’apparato gastrointestinale.

Aerofagia spasmi e dolori intestinali, diarrea possono esser i primi sintomi, tuttavia, man mano che la situazione degrada, se non diamo modo alle Flora batterica di proteggere l’epitelio dell’intestino , si possono avere erosioni intestinali, fenomeni infiammatori rappresentati da coliti vari fino al fenomeni di proliferazione cellulare anomala rappresentata da polipi o adenomi.

Proteggere e mantenere in salute gastrointestinale è fondamentale. Per poterlo fare bisogna aver presente che spesso volentieri le nostre abitudini alimentari finiscono per compromettere l’intero equilibrio del nostro sistema immunitario attraverso la distruzione della flora batterica.

Ogni volta che assumiamo lassativi chimici, antibiotici farmaci steroidei e antinfiammatori provochiamo una vissuto una massiccia distruzione della flora batterica. Se l’assunzione diventa ciclica non abbiamo modo alla flora batterica di riprodursi creando la famosa disbiosi intestinale che prevede come protagonisti germi patogeni.

Bisogna quindi cercare di evitare per quanto possibile, utilizzo indiscriminato di farmaci che possono portare a gravi conseguenze. Il rimpianto della flora batterica sarà ampiamente discusso nell’articolo relativo alla disbiosi intestinale. Al momento, mi limito a ricordare che in commercio ci sono moltissimi prodotti contenenti vari tipi di flore batteriche. Tuttavia bisogna prestare attenzione, in quanto per poter essere efficaci e superare la barriera gastrica, devono avere un certo quantitativo ed essere presenti in più ceppi. In caso contrario risultano assolutamente inutili per ripristinare il normale equilibrio di batteri saprofiti.

Agenti stressanti : un nemico per il sistema immunitario

Il nostro sistema immunitario è influenzato da vari tipi di stress. È innegabile l’aumento di malattie a carattere vascolare, tra i quali infarti, ictus. Anche il sistema gastrointestinale è particolarmente colpito da patologie come coliti, gastriti fino ad arrivare  a degenerazioni cellulari (tumore). Di pari passo si segnala l’aumento di malattie a carattere psichico, ansia, depressione… e non ultimo per importanza c’è un aumento preoccupante di fenomeni allergici.

Il dottor Hans Selye fu uno dei primi a studiare l’effetto dello stress a carico del nostro organismo.

Caratteristica comune dello stress, di qualunque tipo esso sia, è una fuga di energia con consumo superiore di preziosi Sali minerali e vitamine. Questi microelementi vitali con la nostra salute, se non opportunamente integrati tramite una corretta alimentazione, possono causare gravi disturbi.

Gli agenti stresso geni, sono principalmente, di tre categorie: agenti stressanti chimici, agenti stressanti fisici, e agenti stressanti psichici.

La contaminazione dell’ecosistema, gli scarichi industriali, inquinamento delle falde acquifere, dell’aria, l’abuso di ogni genere di sostanza chimica all’interno dei cibi per migliorare la produttività, il sapore e la durata degli alimenti, hanno un comune denominatore: l’utilizzo di sostanze chimiche. Una cosa è certa: ovunque vengano impegnati questi prodotti chimici, per il ciclo naturale dell’acqua, sono destinati a tornare a noi.

Forse qualcuno pensa che i pesticidi utilizzati in agricoltura e spruzzati sul terreno e sulle culture, i concimi chimici usati senza alcun ritegno, o gli antibiotici gli ormoni  somministrati agli animali da macello, siano problemi indifferenti che non si toccano ? mi auguro di no, anche perché siamo noi consumatori finali e nel corso di un anno mangiamo chili di queste sostanze, assolutamente tossiche che devono essere in qualche modo eliminate dall’organismo. Per poterlo fare il sistema immunitario e detossificante subisce un duro colpo, diminuendo la sua resistenza e agevolando l’insorgenza di malattie degenerative e invecchiamento precoce. Molto probabilmente oltre all’ alimentazione raffinata e quindi privata di elementi nutritivi indispensabili alla vita, anche l’inquinamento chimico, contribuisce in maniera significativa allo sviluppo di intolleranze alimentari.

Vediamo in che modo gli agenti chimici indeboliscono il nostro sistema immunitario favorendo anche lo sviluppo di intolleranze alimentari.

In natura il nostro sistema immunitario è molto efficace nel rispondere a minacce di carattere batterico e virale. È da migliaia di anni che il nostro organismo lo fa e ha all’interno del suo patrimonio genetico tutte le informazioni e i mezzi adatti per prevenire gravose conseguenze.

Ma il sistema immunitario come si comporta nel confronto di agenti chimici, farmacologici e sostanze chimiche nuove a cui non è abituato, come gli additivi i coloranti e gli addensanti , gli antiossidanti e le migliaia di sostanze chimiche (  la maggior parte derivata dal petrolio) che vengono condizionate senza nessun timore ?

Come agisce l’organismo allo stress ?

Ogni evento stressogeno, provoca una risposta dell’organismo che viene mediata dalle piccole ghiandole surrenali nel tentativo di riequilibrare l’organismo. Tuttavia la la forza vitale delle ghiandole surrenali non è infinita, e a seguito di continui interventi entrano in una fase di esaurimento. Il mineralogramma del cappello è in grado tramite l’analisi dei minerali specifici come il sodio e il potassio in calcio e il  magnesio, di quantificare la fase in cui siamo. Chiaramente in base alla fase specifica di ogni individuo, la capacità di reazione del nostro organismo risulta diminuita. Vi rimando per maggiori specifiche all’articolo riguardante il mineralogramma del cappello.

Alessandro Di Coste su http://www.naturopataonline.org