Allerta delle autorità per gli esilaranti test su Facebook

 

Allerta delle autorità per gli esilaranti test su FacebookAvete presente quando facciamo quei divertenti quiz su Facebook?

Quei test dove scoprire improbabili lati nascosti della nostra personalità, dove capiamo a quale divinità greca assomigliamo di più, in quale Casa di Hogwarts finiremmo, quale villain Disney siamo? Ecco, la prossima volta prima di iniziare uno di questi test pensate un po’ alle implicazioni che questo test avrà sulla vostra privacy.

Ebbene sì, perché la maggior parte delle volte non ce ne rendiamo conto, ma quando facciamo questi test forniamo parecchie informazioni ai gestori del test.

Molti di questi test e quiz che facciamo su Facebook ci chiedono il permesso di accedere ai nostri dati.

Ingenuamente a volte li forniamo, anche solo per mostrare ai nostri amici se facciamo parte del Lato Chiaro o del Lato Oscuro della Forza.

Tuttavia la società inglese Comparitech ha deciso di analizzare nel dettaglio quanti dati forniamo a queste applicazioni di terze parti. E a sorpresa si scopre che la lista dei dati così forniti è parecchio lunga. Fra di essi abbiamo il nome, la data di nascita, la città natale, dove abbiamo studiato, i Mi Piace che abbiamo messo, le foto, il browser che usiamo, la lingua, la lista degli amici e l’indirizzo IP.

Vale davvero la pena fornire tutti questi dati solo per condividere un momento di ilarità?

Una delle società che produce queste app, a ben guardare ha anche delle condizioni piuttosto agghiaccianti per quanto riguarda la politica sulla privacy. Queste comprendono il fatto che quando si decide di non usare più l’app, essa può continuare ad usare i dati forniti.

E può memorizzare i dati su qualsiasi server del mondo. Quindi una volta che decidete di usare una di queste App, dite addio alle vostre informazioni.

Come fare?

Beh, potreste modificare le informazioni che fornite alle App di terze parti connesse a Facebook, ma il problema è che questo genere di App poi non funziona se usate filtri troppo restrittivi.

Quindi occhio se fate questi quiz!

AVVISATE PARENTI E AMICI!

Fonte originale: Facebook / Fonte: attivotv.it  fonte:www.ecplanet.com

I progetti del Pentagono per manipolare la meteorologia

 

GeoingegneriaEd ora… una sigla oscura e minacciosa, OTW, Owning the Weather. Possedere il tempo (sotto il profilo meteorologico)… parole che fanno venire i brividi. Eppure questo è diventato da anni il “credo” del Pentagono, sempre a caccia di sistemi che offrano una maggiore letalità da contrapporre ai suoi nemici.

Da più di 40 anni gli Stati Uniti stanno incoraggiando la ricerca di ciò che è stato descritto come “modificazione del clima per scopi benefici”… anche se, in realtà, è per un possibile uso bellico.

Il capo di stato maggiore della US Air Force, generale Thomas D. White durante il meeting consultivo presidenziale Weather Control, dichiarò con fermezza che “possedere il tempo” costituiva un’arma molto più potente della bomba atomica”.

A prima vista, certo, l’idea di rendere fertili le zone aride aiutandone il clima, potrebbe sembrare la porta del paradiso: i popoli che da secoli si sono avvicendati nei deserti, rispettosi dell’acqua nascosta in profondi pozzi, arsi dal sole e dalla sabbia rovente, potrebbero avviare una nuova era di benessere con queste tecnologie moderne che consentono di spostare gli eventi meteorologici a loro favore sul pianeta. L’acqua è uno tra i quattro elementi che costituiscono l’universo secondo tutte le filosofie dell’antichità. L’acqua, chiamata “sorella” da Francesco d’Assisi per essere la principale fonte della vita, costituisce il 60-75 % del nostro corpo.

In tutte le culture del mondo, sotto forma di fiumi, mare, ghiaccio, l’acqua fu adorata come divinità, nei suoi diversi aspetti: un tabù? Forse, è più scienza che tabù tenere in alta considerazione un elemento non solo così prezioso, ma senza il quale noi non esisteremmo neppure!

Sarebbe troppo bello pensare che questo homo sapiens, a fronte della cooperazione offertagli da Gaia, accettasse l’invito con serietà, disponendosi a corrispondere adeguatamente… ma non l’ha mai fatto e probabilmente non lo farà mai.

Possedere il clima non è una semplice arma, ma è soprattutto un “sistema” per la distruzione di massa. Fabio Mini, generale di corpo d’armata, già capo di Stato maggiore del Comando NATO per il Sud Europa, ha guidato il Comando Interforze delle Operazioni nei Balcani, oltre ad essere stato comandante delle operazioni di pace a guida NATO nello scenario di Guerra in Kosovo.

A proposito di controllo del clima, Mini ricorda che gli esperimenti militari per alterare la ionosfera incominciarono a metà degli anni 50 del secolo scorso. All’epoca, gli USA fecero esploder tre ordigni atomici a fissione nucleare nella parte inferiore della fascia di Van Allen e altri due a fusione nucleare nella parte alta dell’atmosfera, provocando ampi buchi nella ionosfera che oggi pregiudicano il sistema che ci protegge dalle radiazioni provenienti dal cosmo. Le comunità scientifiche protestarono finché Washington non le sospese, peccato che i russi abbiano ritenuto opportuno, dal canto loro, avviare sperimentazioni analoghe. I governi non offendano la nostra intelligenza accusandoci di aver usato con troppo zelo bombolette spray fino a creare il famigerato buco dell’ozono! I colpevoli sono questi esperimenti temerari.

Alcuni documenti della CIA, ormai non più secretati, testimoniano come negli anni della guerra in Vietnam, gli Stati Uniti con l’Operazione Popeye, prolungarono la stagione monsonica sul Laos rimpinzando le nuvole di ioduro d’argento. Le strade diventarono così fangose da impedire la movimentazione militare dei loro nemici. Anche nei nostri cieli, spesso, notiamo delle scie “chimiche”, ottenute mettendo nel carburante degli aerei alcune sostanze chimiche tra cui particelle di bario e alluminio…

Il progetto HAARP (High frequency Active Auroral Research Program), finanziato dal Pentagono, e ufficialmente già concluso, è in grado di inviare onde radio nella ionosfera, riscaldandola e causando volutamente delle perturbazioni, simili a quelle provocate dalla radiazione solare. Il motivo? Si dice “per studiare quanto queste influiscano sulle comunicazioni a breve e a lunga distanza”. Possono provocare, però, interruzioni sulle reti elettriche, sul pompaggio degli oleodotti e influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza…

Per HAARP è stata costruita in Alaska (Gakona) una base militare in cui sono stati installati circa 200 piloni su ognuno dei quali si trova una coppia di antenne per la banda bassa e per la banda alta, in grado di raccogliere e trasmettere onde ad alta frequenza fino a una distanza di 350 km. Le onde possono essere lanciate contro la ionosfera e deviate verso zone strategiche del pianeta.

Come spesso succede, l’operazione si veste di nobili scopi: lo studio della ionosfera e lo sviluppo di nuove tecniche radar, che rendano possibili radiografie di terreni, in modo da rilevare armi od attrezzature a decine di chilometri di profondità… un’innocua stazione scientifica, insomma.

Autrice: Loredana Reppucci – Scrittrice e Ideatrice del Concorso Letterario Internazionale al femminile “Il Carro delle Muse” – Clicca qui per saperne di più sul Carro delle Muse. Clicca qui per leggere Scienza e Tabù nel suo insieme / Fonte:segnidalcielo.it   www.ecplanet.com

Cambiamenti climatici: le opinioni di Zichichi e Rubbia

 

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“Proibiamo di immettere veleni nell’aria con leggi draconiane” ma ricordiamoci che “l’effetto serra è un altro paio di maniche, e noi umani c’entriamo poco. Sfido i climatologi a dimostrarmi che tra cento anni la Terrà sarà surriscaldata. La storia del climate change è un’opinione, un modello matematico che pretende di dimostrare l’indimostrabile”.

Antonio Zichichi, 85 anni, in una intervista a Il Mattino avverte: “Noi studiosi possiamo dire a stento che tempo farà tra quindici giorni, figuriamoci tra cento anni”. E poi si chiede Zichichi: “In nome di quale ragione si pretende di descrivere i futuri scenari della Terra e le terapie per salvarla, se ancora i meccanismi che sorreggono il motore climatico sono inconoscibili? Divinazioni”.

Lo scienziato spiega che “per dire che tempo farà tra molti anni, dovremmo potere descrivere l’evoluzione del tempo istante per istante sia nello spazio che nel tempo. Ma questa evoluzione si nutre anche di cambiamenti prodotti dall’evoluzione stessa. È un sistema a tre equazioni che non ha soluzione analitica”.

Quindi perché molti scienziati concordano sul riscaldamento globale?

“Perché hanno costruito modelli matematici buoni alla bisogna. Ricorrono a troppi parametri liberi, arbitrari. Alterano i calcoli con delle supposizioni per fare in modo che i risultati diano loro ragione. Ma il metodo scientifico è un’altra cosa”.

E “occorre distinguere nettamente tra cambio climatico e inquinamento. L’inquinamento esiste, è dannoso, e chiama in causa l’operato dell’uomo. Ma attribuire alla responsabilità umana il surriscaldamento globale è un’enormità senza alcun fondamento: puro inquinamento culturale. L’azione dell’uomo incide sul clima per non più del dieci per cento. Al novanta per cento, il cambiamento climatico è governato da fenomeni naturali dei quali a oggi gli scienziati, come dicevo, non conoscono e non possono conoscere le possibili evoluzioni future. Ma io sono ottimista”.

Fonte: liberoquotidiano.it   www.ecplanet.com

Carlo Rubbia, fisico italiano, vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1984, smonta la grande bufala dei cambiamenti climatici.

Il discorso è stato tenuto al Senato nel 2014.

Malgrado ormai molti scienziati abbiamo apertamente denunciato la frode del global warming, Bergoglio, la Boldrini ed i suoi accoliti di sinistra (che scienziati non sono) continuano a imperterriti a prendere in giro i cittadini con un mostruoso spreco di denaro pubblico e parlando di riscaldamento globale e fantomatici “migranti climatici”.